RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 30/11/2018

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Dati Assogestioni: a ottobre registrati deflussi netti per 940 milioni di euro
Quelli aperti hanno chiuso il mese con un passivo di 4,36 mld. Dall’inizio dell’anno il saldo è solo un decimo rispetto a quello del 2017. Si salvano però i monetari
La Blockchain è il progresso. E il progresso è, per definizione, inarrestabile. Partendo da questo assunto, è cruciale che l’Italia si collochi tra le avanguardie del settore, perché là c’è il futuro della tecnologia e quindi anche la chiave dello sviluppo economico. Tuttavia, l’Italia è stato l’ultimo Paese, in ordine di tempo, ad aderire all’European Blockchain Partnership, accordo che punta a favorire la collaborazione tra gli Stati membri dell’Ue per lo scambio di best practice ed expertise in questa materia, sia sul piano tecnico che delle regolamentazioni. E sono proprio le regole il vero motore dell’innovazione.

Un polo della previdenza per il settore della comunicazione, che riconduce all’Inpgi, l’Istituto di previdenza dei giornalisti, anche imprenditori e dipendenti del settore della comunicazione (come agenzie e uffici stampa), attualmente iscritti invece all’Inps. È quanto prevede un emendamento alla legge di Bilancio, all’esame della commissione omonima della camera dei deputati, al momento accantonata per la verifica delle coperture.

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  • Pensione anticipata, tagli fino al 22% Il vincolo dei 38 anni di contributi
Chi nel 2019 andrà in pensione anticipata con il meccanismo di «quota 100» percepirà un assegno decisamente più basso di quello che avrebbe preso aspettando di lasciare il lavoro secondo le regole attuali, anche se lo riscuoterà per più anni. La perdita sarà maggiore rispetto alla pensione di vecchiaia, quella che si otterrà l’anno prossimo con 67 anni d’età (e 20 di contributi), oscillando da un minimo di circa il 16% a un massimo del 22,3%. Ma l’assegno sarà più leggero anche rispetto al regime attuale di pensione anticipata (nel 2019, 43 anni e 3 mesi di contributi, indipendentemente dall’età; un anno in meno per le donne). In questo caso la perdita andrà dal 3 al 22,3%. E stiamo parlando di riduzioni d’importo sull’assegno netto, cioè tolte le tasse. Sul lordo infatti la perdita è anche maggiore. I calcoli, illustrati nella tabella, sono contenuti in uno studio del sindacato guidato da Annamaria Furlan, il «Barometro Cisl», e sono curati dall’esperto di previdenza Maurizio Benetti. Si riferiscono a una retribuzione netta di 1.650 euro, «ma anche con stipendi più bassi o più alti le variazioni percentuali non sono significative», dice Benetti.

 


  • Quota 100: una norma-ponte fino al 2021, poi 41 anni per tutti

Il “pacchetto pensioni” da tradurre in un emendamento alla manovra è pronto. E poggia su “quota 100” in versione ponte per i prossimi tre anni in vista dell’introduzione, dal 2022-23, di quota 41 per tutti. Le misure definitive prevedono anche una proroga di “opzione donna” per un anno (e non più tre), così come per l’Ape sociale, con l’impegno di un eventuale rinnovo con la prossima legge di Bilancio. Confermato invece in via strutturale il non adeguamento alla speranza di vita dei requisiti per l’uscita anticipata con 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Dall’anno prossimo scattano solo i 67 anni per la vecchiaia, requisito destinato a rimanere tale fino al 2023 se saranno confermate le attuali stime Istat sulla speranza di vita, che nel prossimo triennio prevedono un’inversione di tendenza e quindi un calo e non più un aumento della aspettativa di vita.
  • Ottobre in rosso per l’industria dei fondi comuni di investimento
Il mese di ottobre non è stato dei migliori per l’industria del risparmio gestito in Italia. Il bilancio del mese evidenzia, infatti, in termini di raccolta una flessione di quasi un miliardo (0,9 miliardi di euro per l’esattezza) sull’attività dei fondi comuni di investimento .
Tuttavia, come dimostrano i dati della consueta mappa del risparmio gestito realizzata da Assogestioni, dall’inizio dell’anno la raccolta netta viaggia ancora in territorio più che positivo raggiungendo quasi i 13 miliardi di flussi netti.
  • Generali, Del Vecchio punta al 5% Parigi, il polo Essilux pronto a partire
Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, punta al 5% delle Generali. Le grandi manovre su Trieste vanno di pari passo con la nascita del colosso italo francese Essilor-Luxottica: ieri l’assemblea dei soci della holding, che si è tenuto in uno dei luoghi più iconici della Parigi moderna, il Grande Arche de la Defense, ha sancito, nella sostanza, l’avvio del cantiere per l’integrazione tra le due società, Essilor e Luxottica. Un’alleanza, la cui solidità si misurerà presto con il primo vero banco di prova: la tenuta della governance e la scelta “condivisa” del futuro amministratore delegato del gigante del mondo dell’occhialeria.