RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 27/11/2018

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Sotto la pressione del regolatore e di nuovi competitor non bancari, gli istituti di credito devono allargare tanto il portafoglio d’offerta diretto, verso la sfera della protezione e della previdenza, quanto quello indiretto, aggregando servizi e prodotti di terzi, integrandoli con i servizi bancari core, e valorizzandoli attraverso l’attività di consulenza. C’è una strada, insomma, davanti alle banche: diventare aggregatori di servizi alla persona, intesi in accezione ampia, e fare delle reti di filiali il braccio operativo principale di questa trasformazione.
Riunione interlocutoria per studiare gli emendamenti alla manovra. Al Senato ieri c’è stato l’ok all’emendamento omnibus al decreto fiscale, collegato alla manovra. Via libera anche al cosiddetto scudo and-spread per banche di credito cooperativo e assicurazioni, che consente di valutare i titoli di Stato al costo storico e non a valore di mercato
Gli agenti dell’Angina si impegneranno per raggiungere gli obiettivi del nuovo piano di Generali Assicurazioni, che punta a 5 miliardi di cedole in tre anni, e in cambio chiedono investimenti per rafforzare la rete e scongiurare rischi di fuoriuscita dei colleghi più bravi. Guardando anche una partecipazione più diretta alla gestione della compagnia, fino magari a ottenere un posto in consiglio, come era ai tempi di Ina Assitalia prima della privatizzazione.

Anagina, l’associazione nazionale degli agenti Generali, è interessata a partecipare al capitale azionario del gruppo assicurativo: lo ha annunciato il presidente Davide Nicolao durante l’assemblea.
«La nostra priorità è la crescita organica, senza escludere la crescita esterna»: lo ha detto Philippe Brassac, a.d. di Crédit Agricole. «Per quest’ultima bisogna dimostrare di essere i migliori, di avere una buona redditività che permette di fare acquisizioni, che non devono essere fatte per colmare eventuali debolezze.
Mentre l’Italia è colpita da maltempo da Nord a Sud con piogge torrenziali e vento, la Corte dei conti europea invita gli Stati Ue a migliorare i piani di gestione del rischio alluvioni. La direttiva sulle alluvioni del 2007, ha funzionato.
Comincia ad arrotondarsi la «gobba» (previdenziale) dei «camici bianchi»: sale, infatti, in maniera significativa il numero dei medici e degli odontoiatri iscritti all’Enpam (la Cassa pensionistica delle due categorie dell’area sanitaria) che maturano i requisiti per accedere alla pensione.
A fine 2019 l’Enpacl (l’Ente pensionistico dei consulenti del lavoro) stima di raggiungere un avanzo economico di 69 milioni di euro (di cui «62 derivanti dalla gestione previdenziale»), mentre il patrimonio supererà 1,2 miliardi, cifra «raddoppiata negli anni della presidenza di Alessandro Visparelli», a partire, cioè, dal 2015. Lo rende noto la stessa Cassa professionale privata, all’indomani dell’approvazione del bilancio previsionale per il prossimo anno, nel quale si evidenzia come la platea degli associati verserà «210 milioni di contributi, mentre il numero dei pensionati aumenterà del 7%, portando a 2,32 il rapporto coi contribuenti attivi», condizione che l’Ente punta a «migliorare», mediante delle agevolazioni in favore dei giovani neo-iscritti, «partendo dalla constatazione del crescente numero di cancellazioni nei primi 6–10 anni di attività» lavorativa.
Prof e Ata possono far domanda entro il 12 dicembre, i dirigenti entro il 28 febbraio
Tempi e modalità anche per il trattamento anticipato
Intesa Sanpaolo vita ha registrato a fine settembre un utile netto consolidato di 553,4 milioni di euro, in crescita del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2017. Gli asset under management sono aumentati dello 0,4% a 151,951 miliardi di euro. Per quanto riguarda la performance commerciale, la nuova produzione vita ha visto una diminuzione del 7,5% a 15,384 miliardi. La produzione lorda vita è scesa del 7,5% a 15,548 miliardi e la produzione netta vita ha accusato una flessione del 21,4% a 4,129 mld. I premi del business protezione sono ammontati a 362,1 milioni, in crescita del 10,1%.
Allianz ha ottenuto il via libera delle autorità cinesi per stabilire la prima compagnia assicurativa completamente controllata da uno stato estero all’interno del paese asiatico. La cinese Banking and Insurance Regulatory Commission ha approvato l’istituzione, da parte della società bavarese, di una sussidiaria in Cina, Allianz Insurance Holding Company, con sede a Shanghai. La holding sarà operativa nel 2019 e il gruppo sta preparando il suo sviluppo sotto la guida e l’assistenza delle autorità di regolamentazione cinesi.

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  • Crédit Agricole va controcorrente “Scommettiamo sul futuro italiano”
L’istituto francese è il primo detentore straniero del nostro debito e in Creval potrebbe salire al 10%. «Investiamo con orizzonte di 25- 30 anni e la strategia funziona molto bene, e non cambia in base a tensioni di breve termine » . Così l’Agricole interpreta tranquillamente il ruolo di primo investitore estero nel debito italiano, come quello di banca attenta a ulteriori opportunità di crescita: siano Carige, Creval o altri, ma « piccoli perché le nostre acquisizioni devono essere incrementali, non di trasformazione», ha aggiunto il manager.

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  • Gli agenti Generali e l’opzione di diventare soci
Gli agenti di Generali Italia studiano il salto di qualità e puntano a diventare azionisti del colosso triestino delle assicurazioni. La novità è emersa ieri all’assemblea annuale di Anagina, l’associazione di agenti imprenditori di Generali, che si è svolta a Firenze in Palazzo Vecchio. Il rapporto fra la compagnia e i suoi agenti, ha spiegato l’ad e country manager Marco Sesana (foto), «è molto diretto, di estremo rispetto, di stima reciproca». Certo, ha osservato, «nel corso del piano triennale ci possono essere alti e bassi nelle relazioni». Normale gioco delle parti. Con gli agenti che chiedono maggiori investimenti sulla rete e l’azienda che punta a massimizzare il risultato complessivo. Secondo Davide Nicolao, presidente di Anagina, che associa 270 agenzie Generali (370 agenti, 3 mila dipendenti amministrativi, 9 mila collaboratori, 1,5 miliardi di euro di nuovi premi raccolti e 4 miliardi di portafoglio gestito), questo rapporto potrebbe essere meglio gestito «in una logica di partnership che veda gli agenti partecipare al capitale di Generali». Tanti agenti sono già soci, a questo punto Anagina valuterà se è fattibile raccogliere «un pacchetto di azioni» per accorciare il filo del telefono con i vertici della compagnia.

  • Quota 100, l’alt al cumulo esteso fino a 5 anni
Nessuna rimodulazione per “quota 100” tranne un disincentivo rafforzato: il divieto di cumulo tra pensione e lavoro fino a 5 anni. I quotisti che si ritireranno a 62 anni nel 2019 dovranno aspettare 5 anni per poter sommare alla loro pensione nuove entrate legate ad attività professionali o di collaborazione saltuaria. Il divieto scenderà di anno in anno al salire dell’età fino ad azzerarsi in prossimità dei 67 anni, quando cioè scatta il requisito per la pensione di vecchiaia.
Il governo resta confidente nel fatto che nel primo anno di applicazione “quota 100” assorbirà meno risorse di quanto previsto in legge di Bilancio (6,7 miliardi nel 2019, 7 nel 2020). E per questo conferma lo schema delle misure, già “pesate” in una relazione tecnica nello scenario a legislazione vigente per quanto riguarda il meccanismo di perequazione all’inflazione. Uno schema coerente, secondo chi ha lavorato al dossier, anche con l’eventuale correzione della Nadef entro l’Ecofin del 5 dicembre.
  • Assicurazioni e Bcc con scudo anti-spread
Arriva la norma anti-spread per tutelare aziende e assicurazioni e Bcc. Consentito, alle imprese che nella redazione del bilancio non adottano i principi contabili internazionali, di valutare – per l’esercizio in corso al momento dell’entrata in vigore del Dl fiscale – i titoli non destinati a permanere durevolmente nel loro patrimonio in base al loro valore di iscrizione così come risultante dall’ultimo bilancio annuale regolarmente approvato anziché al valore desumibile dall’andamento del mercato, fatta eccezione per le perdite di carattere durevole. Misura che potrà essere estesa agli esercizi successivi con decreto Mef in base all’evoluzione della situazione di turbolenza dei mercati finanziari. Uno scudo che viene previsto anche alle assicurazioni. Sarà l’Ivass, con proprio regolamento a stabilire le modalità applicative della norma. Con un altro emendamento del relatore M5S, Fenu, la norma antispread viene estesa anche alla Bcc. Non con esplicito riferimento alla disciplina della sospensione temporanea delle minusvalenze nei titoli non durevoli, ma consentendo alle banche di credito cooperativo di utilizzare i principi contabili previsti dal Dl Fisco, cioè quelli nazionali.
  • «In Generali un nocciolo di agenti-soci»
«Un nocciolo duro di agenti-soci Anagina nel capitale di Generali» per accompagnare il percorso di sviluppo del gruppo triestino col sogno, un giorno, di entrare nel consiglio della compagnia per fare sentire la propria voce. L’idea, più simile a una suggestione, è stata lanciata ieri dal presidente Davide Nicolao nel corso della 84esima edizione dell’Assemblea dell’Associazione nazionale agenti Generali Italia, tenutasi al Palazzo Vecchio di Firenze. In questa prospettiva, ovviamente, secondo Nicolao «sarebbero interessanti dei piani azionari legati ai risultati degli agenti», anche se ad oggi – va ricordato – le incentivazioni agli agenti stessi non prevedono una componente azionaria.
  • Per il whistleblowing in arrivo le regole Ue
Il 29 dicembre spegnerà la sua prima candelina la legge 30 novembre 2017, n.179, il più significativo intervento legislativo in materia di whistleblowing attuato in Italia.
Il legislatore, da un lato, ha introdotto sanzioni per le amministrazioni pubbliche che omettano di istituire procedure per le segnalazioni, ovvero non vi diano seguito, o ancora adottino misure ritorsive nei confronti del segnalante; dall’altro, ha ampliato il novero dei requisiti che devono essere soddisfatti dai modelli di organizzazione e di gestione che i datori di lavoro privati possono adottare per vedere esclusa la loro responsabilità in caso di reati commessi nel loro interesse, inclusi la previsione di canali di segnalazione interna e un efficace apparato sanzionatorio.
  • Caduta sulla grata, amministratore colpevole per lesioni
L’amministratore che non mantiene la grata di aerazione risponde penalmente della caduta della condomina.
Le controversie condominiali spesso riguardano le conseguenze dell’omessa custodia delle parti comuni che l’articolo 1130 del Codice civile riserva alla vigilanza dell’amministratore.
Non solo: in base all’articolo 2051 del Codice civile è l’amministratore che, per evitare l’addebito di responsabilità, deve provare la riconducibilità dell’incidente al caso fortuito. Ma la strada processuale della persona danneggiata non è in discesa: deve comunque provare in giudizio l’entità delle lesioni ed il nesso di causalità tra la cosa custodita e il danno. Con spese processuali, anche ingenti, per lo svolgimento di consulenze tecniche adeguate.
  • Al portinaio l’onere di provare il mobbing in condominio
Il mobbing può verificarsi in tutti gli ambienti di lavoro e, dunque, anche nel condominio, nei confronti del portiere. Affinché il mobbing venga riconosciuto, è necessario provare l’esistenza di un disegno persecutorio da parte del datore di lavoro, mettendo in chiara correlazione gli accadimenti sul posto di lavoro con la volontà di vessare il dipendente.
Nel caso del portiere, però, la condotta vessatoria potrebbe risultare più complessa, per il fatto che sul suo posto di lavoro il custode potrebbe subire le angherie oltre che dall’amministratore – in veste di datore di lavoro – anche dei condòmini. È quanto emerge dall’ordinanza numero 25872/18 della Corte suprema di cassazione, in cui è stata sottolineata la difficoltà di configurare la fattispecie del mobbing nei confronti di un portiere impiegato in un condominio a Napoli, a causa della «frammentazione del condominio datore di lavoro, in una pluralità di datori di lavoro impersonati dai singoli condòmini».
  • Dai trend demografici più rischi e opportunità
La longevità porta con sé anche qualche controindicazione di cui i clienti private iniziano ad essere consapevoli. In particolare preoccupa la sostenibilità economica della vecchiaia in scenari in cui, grazie all’utilizzo di farmaci e al cambiamento di stile di vita, le malattie letali per i nostri nonni non saranno più tali per le future generazioni che quindi potrebbero raggiungere traguardi un tempo insperati (l’aspettativa di vita è più che raddoppiata rispetto nell’ultimo secolo).
La buona notizia esiste: secondo uno studio dell’Università di Washington pubblicato su Lancet, nel 2040 si stima che pesseremo da una speranza di vita alla nascita di 82,3 anni a 84,5 anni. Tuttavia vanno considerati anche i rischi connessi a questa longevità: aumenterà, è certo, il numero delle persone non autosufficienti e la demenza sarà tra le prime cause di decesso, superando l’infarto.

Il gruppo francese assumerà il controllo al 100% della joint venture danni cinese AXA Tianping.