RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 19/11/2018

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Il peggio sembra essere passato, anche se rimangono aperti alcuni problemi come la costante formazione che deve essere erogata alle molte funzioni che, volenti o nolenti, debbono interloquire con il responsabile aziendale della protezione dei dati personali, o Data protection officer (Dpo). È questo il clima che si respira tra gli avvocati che si occupano di privacy a 6 mesi dall’entrata in vigore del dal Regolamento generale sulla protezione dei dati 2016/679 (Gdpr).
Nonostante la finanza alternativa sia una grande opportunità per le pmi, in Italia solo 1.800 imprese (l’1% circa sul totale di chi ne avrebbe possibilità), nel 2017-2018, si sono affidate a strumenti diversi dal credito bancario quali mini-bond (51% del mercato), private equity e venture capital (22%) e invoice trading, lo strumento più utilizzato in assoluto. Ancora minoritari ma in crescita il crowdfunding (dall’1 al 3%) e le ico, initial coin offer (dall’1 al 2%), marginale il direct lending (dallo 0,2 allo 0,6%).
Internet delle cose, videosorveglianza negli ambienti di lavoro, dati di persone vulnerabili: sono alcuni dei casi che compongono l’elenco dei trattamenti per i quali imprese e pubbliche amministrazioni sono tenute a redigere la valutazione di impatto sulla protezione dei dati. La normativa di riferimento è l’articolo 35 del Regolamento Ue 2016/679. Ma per realizzare bene l’adempimento bisogna consultare anche le Linee-guida del Gruppo «Articolo 29» (disponibile sul sito www.garanteprivacy.it), e più di recente il provvedimento del Garante n. 467 dell’11 ottobre 2018 (contenente l’elenco dei trattamenti soggetti a detta valutazione).
Anche quest’anno risultano ampiamente confermate le due tendenze di fondo emerse nelle ultime edizioni della ricerca. La prima riguarda l’attenuazione di tutti quei fenomeni di polarizzazione territoriale più direttamente correlati al benessere economico, tendenza ancora in atto e che consente di fornire, da questo particolare punto di vista, una nuova lettura della qualità della vita.
Non più quindi contrapposizione tra un Centronord genericamente «affluente» e avanzato contro un Mezzogiorno arretrato, ma una serie di letture trasversali dove province «minori», non necessariamente collocate nel Nord del Paese, contraddistinte da un notevole dinamismo, non soltanto imprenditoriale, e da condizioni economiche favorevoli (elevati tassi di crescita del valore aggiunto, bassa inflazione, valori immobiliari contenuti), si contrappongono a contesti metropolitani sempre più statici e non più idonei a garantire condizioni di vita accettabili ai loro residenti.
La seconda tendenza, che è verosimilmente collegata alla precedente, riguarda l’emersione di significative aree di disagio sociale e personale non necessariamente dislocate in Italia meridionale e insulare.
Rafforzare la distintività del servizio, mettendo a punto un’offerta personalizzata per la clientela top, i cosiddetti high net worth individuals. Questa la strategia che, secondo Allianz Bank Financial Advisors, dovrà sempre più orientare il comparto del private banking per gli anni a venire. «I clienti con i patrimoni più importanti hanno di norma un’elevata cultura finanziaria, sono quindi esperti, attenti verso i costi ed esigono un trattamento distintivo», spiega Paola Pietrafesa, amministratore delegato di Allianz Bank. «Abbiamo quindi scelto di offrire una consulenza a 360 gradi, con una gamma di prodotti finanziari e assicurativi ad hoc e dal pricing competitivo accanto a servizi accessori non finanziari forniti da una rete di partner. L’obiettivo è quello di fidelizzare la clientela, garantendo assistenza non solo nel momento dell’investimento, ma nella quotidianità e quindi nella gestione delle diverse problematiche attinenti la protezione e la valorizzazione del patrimonio».

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L’amministratore delegato Alberto Minali spiega che effetti avrà sul bilancio l’aumento dello spread. “Il piano industriale sta dando buoni risultati. Il patrimonio si rafforzerà con il passaggio ai modelli interni”.
Si è ridotto dal 24,5% del 2015 al 22,7% attuale su un totale di 85 miliardi. C’è però chi continua ad avere il 5096 dei beni in palazzi. Tra gli istituti maggiori, la quota di Enasarco è al 47,7%.

 


corsera

Visto negli uffici dell’Inps, che presiede dal 2014, Tito Boeri non ha l’aria di uno che si stia per dimettere o pensi a candidarsi. Incassa con apparente distacco gli inviti dalla maggioranza, ogni volta che tocca i punti critici della legge di Bilancio, a fare entrambe le cose. «Se il presidente del Consiglio mi convocasse e mi dicesse che non c’è più fiducia in me, non aspetterei un minuto di più. Lascerei. Ma non posso farlo per un tweet — dice. E trovo pericolosa per la nostra democrazia la delegittimazione sistematica di organi in dipendenti, autorità di controllo, regolatori o pareri tecnici».

Tra i punti già in agenda dell’Ania c’è probabilmente anche un rafforzamento della reputazione delle assicurazioni. E, secondo quanto indicano i risultati di un recente rapporto del Reputation institute sul settore finanziario, rispetto a questo tema potrebbe essere auspicabile una collaborazione con l’Abi.
  • Maria Bianca Farina
Contro terremoti e inondazioni è essenziale un forte coinvolgimento pubblico-privato. “In Italia il 78% delle abitazioni è esposto a pericoli catastrofali e solo il 3% è assicurato. E’ necessario rendere accessibili queste coperture alla larga parte dei cittadini”.

 

  • Carlo Clavarino
Assicuro (quasi) tutti … e quella sera a cena con Ferrero … seduto accanto a Pietro, patron della Nutella, gli vendette le prime polizze. Così è iniziata l’ascesa del manager e di Aon, primo broker italiano.

 

  • Ora il Leone è seduto su un tesoretto
Due miliardi di cassa. Per ridurre il debito, rafforzarsi in Europa e puntare sull’asset management. E un futuro pieno di servizi

  • «Quota 100», precoci e vecchiaia: in arrivo un maxi-esodo dal lavoro
Due milioni di pensionamenti a un’età media appena inferiore ai 60 anni e un assegno mensile attorno ai duemila euro lordi. Questa è stata l’anzianità previdenziale Inps degli ultimi dieci anni. Un flusso di uscite costante dal mercato su una media di circa 200mila lavoratori l’anno tutto compreso: dipendenti privati, parasubordinati e pubblico impiego. Con oscillazioni al ribasso negli anni immediatamente successivi alla riforma Fornero e il ritorno sopra la media lo scorso anno con 224.329 nuovi assegni liquidati.
Quel flusso contiene tutti i pensionamenti anticipati rispetto alla vecchiaia, quelli cioè con i requisiti dei 42 anni e 10 mesi dell’anno scorso per risalire ai “quotisti” con 35 anni minimi degli anni passati, senza dimenticare l’ondata recente dei cosiddetti “esodati” che hanno ottenuto una delle otto salvaguardie post riforma 2011. Si tratta dei pensionati più fortunati, quelli con carriere senza buchi di versamenti e assegni calcolati con il vecchio metodo retributivo, nel quale la pensione annua lorda si calcola moltiplicando gli anni di anzianità per l’ultima retribuzione annua lorda e per un tasso di rendimento al 2 per cento.
  • La polizza come paracadute dai rischi informatici
Il paracadute della polizza contro i danni causati dai cyber banditi. Questa la via prudente che uno studio di professionisti dovrebbe imboccare per migliorare ulteriormente il proprio livello di sicurezza dopo l’ingresso nell’era del Gdpr.
«I nuovi asset per i professionisti sono quelli immateriali e, se non tutelati adeguatamente, c’è il concreto rischio di chiudere l’attività», premette Vincenzo Aliotta, director di Aon, gruppo leader nella consulenza dei rischi e delle risorse umane, nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa. In altre parole i provvedimenti generalmente presi per tutelare i dati dei terzi non sempre sono efficaci rispetto agli attacchi sferrati dagli hacker. «Per altro si pensa che i rischi maggiori siano quelli causati a terzi – continua Aliotta – sottovalutando quello che potrebbe accadere all’attività del professionista che spesso non acquista la copertura a tutela dei danni propri».

Le grandi reti bancarie mostrano ambizioni sempre più elevate sull’assicurazione. La bancassurance si è imposta come modello vincente.