Generali Country Italia e il Gruppo Fiat Chrysler Automobiles hanno firmato una lettera di intenti, primo passo di una partnership commerciale e tecnologica, per lo sviluppo e l’offerta di prodotti e servizi innovativi sul mercato assicurativo nell’ambito dei veicoli connessi. La partnership, grazie ai più avanzati sistemi tecnologici e di telematica, ha l’obiettivo di garantire al cliente un’esperienza personalizzata e di eccellenza, integrando soluzioni assicurative e servizi innovativi: come ad esempio il “Real Time Coaching”, una “scatola nera” che segnala in tempo reale i diversi comportamenti alla guida con lo scopo di prevenire situazioni di pericolo, o il monitoraggio delle dinamiche di guida attraverso specifici algoritmi, con la possibilità per il cliente di condividere informazioni sul suo stile di guida. La collaborazione punta a sviluppare nuove soluzioni in diversi ambiti e prevede: l’offerta di polizze assicurative Genertel basate sul reale utilizzo del veicolo su modelli della gamma FCA connessi, l’offerta di altre coperture assicurative collegate alle abitudini di utilizzo dell’auto e di innovativi servizi digitali di mobilità dedicati ai clienti FCA , l’offerta per la sottoscrizione di servizi di manutenzione ed estensione di garanzia FCA ai clienti di Generali e sinergie tra i network di carrozzerie convenzionate di Generali Country Italia e FCA per offrire ai clienti comuni la possibilità di utilizzare le officine autorizzate FCA per effettuare le riparazioni dei propri veicoli e incentivare l’utilizzo di ricambi originali FCA nella rete di carrozzerie convenzionate di Generali .
Nella Legge di Bilancio, ora in discussione alle Camere, c’è una novità importante per le casse previdenziali: la defiscalizzazione per gli investimenti in economia reale salirà dall’attuale 5% fino all’8%. Una manovra pensata dal governo per spingere ulteriormente la Casse, forti dei loro 85 miliardi di asset in gestione, a scendere in campo per il sostegno all’Italia. Intervento ovviamente apprezzato da-gli enti, spiega a MF-Milano Finanza, Alberto Oliveti, presidente dell’Enpam, la cassa dei medici e degli odontoiatri, oltre che dell’Adepp, l’associazione degli enti previdenziali che allo stesso tempo chiede però di fare qualcosa di più, specie se si vogliono invogliare le casse a investire in nuove infrastrutture.

In Francia, le assicurazioni sanitarie hanno lanciato una campagna per la prevenzione del mal di schiena e hanno invitato le imprese ad interessarsene. Infatti, il dolore alla schiena è responsabile del 30% delle assenze per malattia superiori a sei mesi. L’anno scorso nell’Esagono sono state perse 12,2 milioni di giornate di lavoro, cioè l’equivalente di 57 mila dipendenti a tempo pieno. Le lombalgie non sono una fatalità e l’assicurazione sanitaria ne evidenzia il peso crescente.
Ogni minuto che passa dopo un arresto cardiaco riduce del 10% le probabilità di sopravvivenza. E le speranze di sopravvivenza dal momento in cui si verifica l’infarto fino a quando arrivano i soccorsi sono quasi inesistenti se non viene realizzato il massaggio cardiaco. Su questa constatazione si basa il lancio di due applicazioni per lo smartphone che servono a chiedere un primo intervento d’emergenza in attesa dell’arrivo dei medici soccorritori. Il loro principio è semplice: lanciare un appello alla rete di volontari pronti a correre sul posto per prodigare un massaggio cardiaco oppure andare a cercare il defibrillatore più vicino.
Allianz Italia ha registrato, nei primi nove mesi, premi complessivi per 11,65 miliardi di euro, in crescita del 5,5% su base annua. Nei danni la raccolta è ammontata a 3,18 miliardi di euro. Nel terzo trimestre i premi sono saliti dell’1,4% a 952,6 milioni. Il risultato è stato in parte agevolato dal trend di recupero del segmento auto, dove si è distinto il canale degli agenti, con una crescita del new business che la compagnia ha definito «robusta».
Balzo del 45,5% a 231 milioni di euro del risultato operativo di Cattolica assicurazioni nei primi nove mesi dell’anno. I conti evidenziano anche un utile netto consolidato di 93 milioni, rispetto ai 30 mln dello stesso periodo del 2017, e un risultato netto di gruppo salito da 21 a 72 mln.
La raccolta premi complessiva è cresciuta del 16,7% a 4,272 miliardi (invariata in termini omogenei). Il ramo danni ha registrato un incremento del 5,8% (+2,8% omogeneo) nei premi diretti, mentre il vita ha realizzato un +23,5% (-1,6% omogeneo), con un’azione di revisione dei prodotti e la progressiva riduzione del profilo di rischio.
Unipol ha chiuso i primi nove mesi con un utile netto consolidato di 843 milioni di euro, a fronte della perdita di 229 mln dello stesso periodo del 2017. Il dato comprende la plusvalenza di 309 mln derivante dalla cessione di Popolare vita. La raccolta diretta assicurativa, al netto di Popolare vita, si è attestata a 8,6 miliardi (+5,1%): il ramo danni è rimasto stabile a 5,6 miliardi, mentre il vita è salito del 16,6% a 3,1 mld. Il Solvency ratio consolidato, basato sul modello interno parziale, si è posizionato al 161% dal 160% di giugno. La controllata UnipolSai ha raddoppiato l’utile netto a 862 milioni.

Repubblica_logo

  • Unipol rivede l’utile a quota 843 milioni in crescita anche la raccolta premi: +5,1%
Unipol ha chiuso i primi 9 mesi dell’anno con un utile di 843 milioni di euro, a fronte di una perdita di 229 milioni nello stesso periodo del 2017, quando c’erano stati i costi di ristrutturazione del comparto bancario. L’utile, si legge in una nota, beneficia di una plusvalenza di 309 milioni legata alla cessione di Popolare Vita. Escludendo dal 2018 e dal 2017 gli effetti delle componenti non ricorrenti e a perimetro omogeneo l’utile dei primi nove mesi 2018 si attesta a 522 milioni, in crescita rispetto ai 508 milioni del 2017, grazie al miglior contributo della marginalità tecnica. La raccolta premi a parità di perimetro sale del 5,1% a 8,6 miliardi di euro mentre l’indice di solvibilità regge allo spread, salendo nel terzo trimestre a 161% rispetto al 160 del 30 giugno (166 a fine 2017). Il Combined ratio da lavoro diretto, indice della redditività della gestione tecnica, migliora al 94,5% rispetto al 96,8% dello stesso periodo del 2017. Utile ante imposte per 27 milioni per Unipol Banca. Sempre nei 9 mesi UnipolSai ha registrato un utile netto consolidato di 862 milioni di euro.
  • Atlantia, 350 milioni di accantonamenti per il ponte Morandi
La società ha deciso di accantonare 350 milioni di euro per far fronte ai primi costi per la tragedia del Polcevera e l’utile dei primi nove mesi del 2018 è sceso del 15% a 733 milioni di euro. Gli accantonamenti serviranno per i costi di demolizione e ripristino del viadotto, ma anche per gli espropri, gli indennizzi e i contributi a persone e aziende colpite dal crollo, nonché per i risarcimenti agli eredi delle 43 vittime e ai feriti. Il costo non tiene conto degli eventuali risarcimenti che la stessa Atlantia potrebbe ricevere dalla compagnia di assicurazione, anche perché ieri è emerso che l’assicuratore Swiss Re ha contestato la presa in carico del sinistro relativamente alla polizza sulla Responsabilità civile verso terzi. Sarà questo un altro contenzioso che la società dovrà affrontare oltre alle contestazioni mosse dal ministero dei Trasporti, che accusa Autostrade di non aver mantenuto gli impegni previsti dalla concessione, in particolare sulla manutenzione ordinaria e straordinaria, e oltre al processo penale, avviato dalla procura di Genova dove la società e alcuni suoi manager risultano indagati.

corsera

  • Paura nella California in fiamme. Morti e sfollati, evacuata Malibù
Un incendio devastante ha reso necessaria l’evacuazione di parte della città e, più a sud, lungo la costa, ha imposto lo sgombero di Malibù, la località balneare dei ricchi e famosi. Ma il peggio è avvenuto altrove: in una regione devastata contemporaneamente da sei incendi furiosi, quello più grave si è sprigionato nella parte settentrionale dello Stato della West Cost, 90 miglia a nord della capitale, Sacramento. La cittadina di Paradise, 27 mila abitanti, è stata quasi completamente distrutta dalle fiamme e i soccorritori hanno già trovato 5 vittime rimaste intrappolate in veicoli sorpresi dal fuoco. Probabilmente un bilancio solo parziale: il timore è che i morti siano molti di più perché i pompieri non sono ancora riusciti a raggiungere diverse aree devastate dai roghi.
  • Allianz, utili in crescita a 1,9 miliardi
Il gruppo Allianz ha registrato nel terzo trimestre dell’anno un utile netto in rialzo del 15% a 1,9 miliardi di euro. In crescita anche l’utile operativo del 20,6% a quota 2,9 miliardi di euro, con ricavi complessivi per 30,5 miliardi (+1,9 %). I dati presentati ieri sono leggermente superiori alle attese degli analisti (che si aspettavano un fatturato di 26,9 miliardi e un utile operativo di 2,8 miliardi). Tant’è che dopo l’aumento dei risultati nel terzo trimestre, sospinto dal calo dei rimborsi legati a disastri naturali, il gruppo ha confermato le sue previsioni annuali. Tornando al trimestre, a livello operativo il contributo maggiore è arrivato dal ramo Vita, nonostante un leggero calo degli utili (-1,6%), mentre la gestione patrimoniale è cresciuta del 10,6% e il settore Danni del 44%, trainato da premi più elevati e rimborsi inferiori.
  • Profitti Unipol a quota 843 milioni
Ieri è stata la volta dei conti anche per Unipol. La compagnia assicurativa guidata da Carlo Cimbri ha avuto utili di 843 milioni rispetto al -229 milioni del 2017 legato alla pulizia in Unipol Banca. L’utile beneficia dei 309 milioni di plusvalenza della cessione di Popolare Vita (ex joint venture di Fonsai con Banco Popolare). La raccolta a parità di perimetro è salita a 8,6 miliardi (+5,1%) e l’indice di solvibilità ha resistito allo spread, salendo da 160 a 161%. Unipol, che è primo socio di Bper al 15%, considera l’istituto modenese come «un’opzione» per far confluire Unipol Banca in un gruppo più grande. Ma la quota, ha detto Cimbri, per il momento «è stabile».

  • Le assicurazioni: promuovere la ripresa
L’obiettivo di promuovere e consolidare la ripresa economica puntando sull’aumento della produttività e, dunque, del suo potenziale, è condiviso dal mondo della assicurazioni. Ma vanno anche rassicurati i mercati sulla sostenibilità del debito pubblico nel medio e lungo termine.
È partita da queste considerazioni l’audizione di ieri a Montecitorio della presidente dell’Ania, Bianca Maria Farina, sul disegno di legge di Bilancio. «Le oscillazioni dello spread – ha affermato – hanno un effetto, destinato a riflettersi nel tempo sul valore del risparmio degli italiani». Le assicurazioni ormai da anni rappresentano un riferimento sicuro per il risparmio e le soluzioni adottate nel bilanciamento rischi/rendimenti hanno consentito di superare indenni le crisi finanziarie dell’ultimo decennio. «In venti anni – ha ricordato Farina – le polizze vita sono salite dal 4% al 15,4% del portafoglio finanziario degli italiani. I nostri investimenti alla fine dello scorso anno ammontavano a 850 miliardi di euro». E larga parte di questo risparmio assicurativo ha sostenuto il debito pubblico, finanziando investimenti in titoli sovrani italiani anche, e soprattutto, nei momenti più difficili: «Oltre il 15% dell’intero stock di titoli di Stato italiani è oggi detenuto dalle imprese di assicurazione».
  • Auto connessa, accordo Generali-FCA per due milioni di scatole nere smart
Le divisioni italiane di Generali e Gruppo FCA si alleano per far nascere una nuova offerta Made in Italy di prodotti e servizi per l’ecosistema della mobilità connessa. Le due società hanno firmato una lettera di intenti per la nascita di una partnerschip commerciale e tecnologica pensata per “servire” le nuove abitudini di mobilità che saranno abilitate dalla trasformazione digitale: con l’obiettivo dichiarato da Generali di superare i 2 milioni di clienti connessi entro il 2020.
Generali mette sul piatto l’esperienza maturata sulle strade italiane nel campo della connected insurance, in particolare in quello delle assicurazioni connesse con la valutazione in tempo reale dello stile di guida dei conducenti. Il gruppo assicurativo ha in portafoglio il brevetto della tecnologia, interamente sviluppata in Italia, alla base dell’innovativo servizio “real time coaching”: una scatola nera che i clienti installano sul parabrezza del veicolo e che monitora lo stile di guida del conducente, dialogando con lui attraverso segnalazioni luminose con lo scopo di prevenire situazioni di pericolo.
  • «Formiamo guidatori migliori»
L’accordo annunciato ieri è la mossa con cui Generali punta a diventare, insieme a Fca, un protagonista di riferimento per i servizi legati alla mobilità connessa: un trend emergente in cui Marco Sesana, country manager e Ceo Generali Italia & Global business lines di Generali, vede opportunità non solo per i produttori di auto e per gli assicuratori, ma anche e soprattutto per i clienti.
  • Unipol schiva lo spread, utile doppio Più tempo per salire al 20% di Bper
Il mercato promuove i conti dei nove mesi della galassia Unipol diffusi ieri e che registrano utili record. I numeri sono stati giudicati positivamente dagli analisti, con Equita e Mediobanca che parlano di profitti superiori alle attese mentre Barclays e Banca Imi sottolineano che si tratta di risultati «solidi». In questo quadro, però, gli occhi restano puntati sugli interessi della holding nel mondo bancario. E in particolare, sul destino di Unipol Banca, ormai risanata, e su come si svilupperà l’asse con Bper.
  • Allianz, dati oltre le stime In Italia cresce la raccolta
Allianz nel terzo trimestre ha registrato un utile netto in rialzo del 15% a 1,9 miliardi di euro, con ricavi complessivi per 30,5 miliardi (+1,9 %). I dati sono leggermente superiori alle attese degli analisti. Andamento positivo per Allianz Italia, guidata da Giacomo Campora: nei primi 9 mesi i premi Vita e Danni sono aumentati del 5,5% attestandosi a 11,65 miliardi di euro.
  • Cattolica conferma i target: in aumento raccolta e profitti
Una posizione di capitale «robusta», nonostante la forte ascesa dello spread, numeri in crescita e un asse con Banco Bpm che sta dando i frutti sperati. Sono questi i passaggi chiave emersi a valle della diffusione dei conti dei nove mesi di Cattolica. Appuntamento che il ceo, Alberto Minali, ha sfruttato per lanciare un messaggio particolarmente d’attualità in una fase in cui le dinamiche del differenziale si fanno sentire sui conti dei gruppi assicurativi: il meccanismo del volatility adjustment va cambiato. Cattolica non intende utilizzare le misure transitorie messe a disposizione dall’Ivass per fronteggiare l’aumento dello spread, visto che, ha sottolineasto il manager, la società può contare su «una posizione di capitale robusta», piuttosto vorrebbe che «il meccanismo del volatility adjustement fosse più calibrato sull’andamento dei tassi d’interesse». Cosa per la quale la società si è mossa presso l’Eiopa, cioè l’Autorità europea delle assicurazioni.

 

  • Millennials sostenibili. E i nonni?
I Millennials italiani sono pronti a investire in prodotti finanziari sostenibili. I patrimoni però li possiedono ancora i nonni e quindi, nel breve, bisognerà convincere gli over 65 per indirizzare il risparmio italiano verso la finanza responsabile. È quanto emerso dal dibat tito sulla ricerca «Finanza sostenibile e giovani: cosa c’è oltre il profitto?», realizzata da Sda Bocconi-Sustainability Lab e Banca Generali, e presentata nel corso del Salone Sri (finanza responsabile).
  • In ansia per il clima ma senza polizza
Il cambiamento climatico non è più un tema che preoccupa solo le imprese e le assicurazioni, che sempre più spesso si trovano ad affrontare i costi degli ingenti danni causati da uragani e alluvioni. Anche gli italiani sono sempre più consapevoli degli impatti che il cosiddetto “climate change” comporterà se non si prendono provvedimenti urgenti.
Questo è quanto emerge dalla ricerca Axa Episteme, presentata giovedì 8 novembre all’Axa Forum 2018. Il cambiamento climatico infatti si è posizionato al primo posto tra i “rischi emergenti” indicati dal panel della ricerca che fotografa i temi più caldi: pensione, lavoro e salute i temi caldi e le preoccupazioni emergenti. Nel dettaglio, il 46,7% degli intervistati mostra massima preoccupazione per le conseguenze del surriscaldamento del pianeta e ben l’89,7% è d’accordo con la necessità di adottare nuovi modelli economici che riducano l’impatto ambientale. Un dato particolarmente interessante, soprattutto se si tiene conto che la rilevazione è stata condotta nel mese di settembre, ossia prima degli impressionanti eventi atmosferici che hanno stravolto l’Italia nelle ultime due settimane.
  • «Non escludere la depressione nelle coperture»
L’Italia resta un paese sottoassicurato ma per sviluppare un mercato sano, che vada incontro alle esigenze dei clienti bisogna cambiare alcune regole. Aiba, l’associazione dei broker che rappresenta l’80% dei premi intermediati dalla categoria sul mercato italiano, sta stimolando un confronto attivo con i protagonisti del mercato al fine di individuare soluzioni adeguate per risolvere alcuni paradossi che ancora si presentano come il problema della assicurabilità dei soggetti affetti da malattie mentali, oltre a quello della copertura delle spese mediche psichiatriche che troppo spesso sono escluse, secondo l’associazione, dalle principali soluzioni presenti sul mercato.
  • Nuovo ricorso al Tar dello Sna contro Ivass La decisione non sarà rapida
Nuovo ricorso al Tar da parte degli intermediari contro provvedimenti Ivass. Nei giorni scorsi lo Sna, Sindacato Nazionale Agenti assicurativi si è rivolto al Tribunale amministrativo per contestare il nuovo Regolamento 40 stilato in recepimento alla direttiva Idd. Le novità studiate dall’Authority, secondo gli agenti, ridurrebbero la loro libertà imprenditoriale trasformandoli in semplici rivenditori di prodotti assicurativi (per giunta standardizzati). Al centro dei timori dello Sna anche l’introduzione dell’obbligo per gli agenti, per rimanere attivi, di essere titolari di almeno un mandato da parte di una compagnia oltre che della polizza professionale.