RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 03/11/2018

Fusione o stand alone? Continuare a operare come due divisioni della casa madre che si fanno una spietata concorrenza tra loro o riunirsi e integrare politica commerciale e prodotti distribuiti? Ardua domanda se i soggetti in questione, prima sposi e poi separati in casa, sono Allianz e Pimco, ovvero il primo gruppo assicurativo mondiale (126,1 miliardi di fatturato a fine 2017 e 6,8 miliardi di utile netto) e il colosso della gestione obbligazionaria, con asset pari a fine marzo 218 a 1,77 miliardi di dollari.
Nel sistema italiano di previdenza complementare assume particolare interesse l’analisi dei reclami riportata nella Relazione annuale della Covip. Quanto e per cosa si reclama? E’ utile ricordare che la disciplina relativa è stata introdotta dall’Autorità di Vigilanza con la Deliberazione del 4 novembre 2010, in vigore dall’aprile 2011. L’obiettivo è di favorire la costruzione di un rapporto tra i fondi pensione e i loro aderenti nel convincimento che gli organismi previdenziali debbano rappresentare il luogo naturale di composizione dei contrasti. Ruolo importante viene poi attribuito agli esposti, quelle comunicazioni scritte con le quali si segnalano alla Covip, solutore di seconda istanza, irregolarità, criticità o anomalie relative alla gestione delle forme pensionistiche complementari.

«Il cyber crime sta diventando per imprenditori e professionisti una minaccia da cui è essenziale difendersi- dice Giampaolo Brogliato. – Perciò occorrono polizze adeguate in grado di far fronte all’imprevisto, al pari di un incendio, di un furto o di un evento catastrofico». Brogliato, un passato alle Generali e a Sanpaolo Imi, guida Ciba Brokers, media compagnia di brokeraggio (1.200 clienti, movimenta 18 milioni di premi) che ha resistito all’assalto dei colossi stranieri sul mercato italiano. Aderisce a Confcooperative, ma la maggior parte dei clienti è al di fuori del mondo coop. ItaliaOggi lo ha intervistato-.

  • Il risparmio e la sfida sull’idea di futuro
Gli italiani vogliono risparmiare ma lo fanno perché si sentono insicuri. Lasciano spesso la loro ricchezza sul conto corrente o la investono nel mattone. La fotografia scattata dall’indagine Ipsos-Acri sul risparmio degli italiani deve far riflettere tutta l’industria del risparmio su quanta strada sia ancora necessaria per colmare quel gap informativo, di educazione finanziaria ma anche di fiducia che oggi ha come sottostante un asset che “vale” più di 4mila miliardi di euro.
Il desiderio di risparmiare, secondo l’indagine, è molto forte e riguarda l’86% degli italiani. Il risparmio lordo delle famiglie è aumentato del 18% rispetto al 2017. Ma dietro a questo dato positivo ce n’è un altro importante: il 38% degli italiani non si sente tranquillo se non mette da parte dei risparmi.
  • Risparmiatori, il 79% vuole aziende social
Il risparmiatore italiano si guarda allo specchio e scopre di essere anche consumatore oltre che investitore. Fino a pochi anni fa non c’era questa consapevolezza. Ora è finalmente arrivata ed emerge in modo netto dal sondaggio Ipsos-Acri realizzato in occasione della giornata mondiale del risparmio. Secondo il 79% degli italiani intervistati, un’azienda deve essere ben gestita e profittevole ma deve agire anche tenendo conto delle conseguenze su società e ambiente. La finanza sostenibile sembra aver fatto breccia nell’opinione pubblica italiana.
  • Robo advisor, l’uomo torna al centro
Nel mondo della consulenza agli investimenti i robo advisor fanno un passo indietro. Solo qualche anno fa con l’esplosione delle piattaforme, realizzate da tante start up, sembrava che si fosse invertita la rotta con l’elemento umano che passava in secondo piano rispetto all’automazione e ai costi ridotti. Il grande successo del digital nel mondo dell’internet banking e dei sistemi di pagamento era destinato a invadere anche quello della pianificazione finanziaria e della consulenza agli investimenti spingendo intermediari e asset manager a confrontarsi con nuovi paradigmi di business. A distanza di qualche anno, come rileva l’ultima ricerca dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano(che Plus24 è in grado di anticipare), le cose vanno diversamente e certe considerazioni fatte in passato forse avevano trascurato alcuni elementi fondamentali della relazioni investitore-operatore e il valore irrinunciabile delle competenze umane.