Quando l’errata copertura del danno indiretto diventa una franchigia a carico dell’assicurato

IL FATTO: DIE

Autore: Fabrizio Mauceri
ASSINEWS 302 – novembre 2018

CASO A: DITTA ALFA

PREMESSA

Un’azienda stipula attraverso primaria società di brokeraggio una copertura property su base all risk con primaria compagnia di assicurazione. La polizza è molto estesa nel normativo e sia l’assicurato che l’intermediario si sentono particolarmente tranquilli. I capitali assicurati rispecchiano esattamente la polizza precedente che il nuovo broker aveva di fatto ricopiato per il noto principio per cui è più facile vendere lo sconto quando i capitali sono uguali.

I capitali assicurati ammontano a: fabbricato per € 10ML, macchinario per € 12ML, merci per 2,5ML, ricorso terzi per € 2,5ML, spese demolizione e sgombero per € 1ML, fenomeno elettrico € 50K. Esiste poi la copertura assicurativa dei danni da interruzione d’esercizio 10%.

IL FATTO

Un giorno d’estate, durante un temporale, parte una scarica elettrica che danneggia un macchinario chiave. Ossia un impianto che se rimane bloccato non permette all’azienda di completare la consegna della merce nella data stabilita con il suo cliente. La penale prevista nel caso in cui la consegna non avvenga nei termini contrattuali ammonta ad € 100.000,00.

Nel frattempo esce il perito ed accerta che il danno diretto ammonta ad € 7.500,00, più il 10% di danno da interruzione d’esercizio (€ 750,00). L’importo totale del danno risarcibile è pari ad € 8.250,00. L’assicurato constata che per riparare il macchinario occorrono 15 giorni (i tempi necessari per reperire pezzo di ricambio ed effettuare il lavoro).

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