L’Enpacl raddoppia il patrimonio in cinque anni

di Simona D’Alessio
A fine 2019 l’Enpacl (l’Ente pensionistico dei consulenti del lavoro) stima di raggiungere un avanzo economico di 69 milioni di euro (di cui «62 derivanti dalla gestione previdenziale»), mentre il patrimonio supererà 1,2 miliardi, cifra «raddoppiata negli anni della presidenza di Alessandro Visparelli», a partire, cioè, dal 2015. Lo rende noto la stessa Cassa professionale privata, all’indomani dell’approvazione del bilancio previsionale per il prossimo anno, nel quale si evidenzia come la platea degli associati verserà «210 milioni di contributi, mentre il numero dei pensionati aumenterà del 7%, portando a 2,32 il rapporto coi contribuenti attivi», condizione che l’Ente punta a «migliorare», mediante delle agevolazioni in favore dei giovani neo-iscritti, «partendo dalla constatazione del crescente numero di cancellazioni nei primi 6–10 anni di attività» lavorativa.

Dal documento emerge, poi, come «il 3%» delle prestazioni pensionistiche sarà erogato in forma di cumulo gratuito dei periodi assicurativi (grazie all’opportunità consentita dalla legge 236/2016, ndr); ad oggi, fa sapere la Cassa a ItaliaOggi, «sono pervenute 250 domande» per riunire la contribuzione senza oneri, «tutte lavorate», mentre sono 30 gli assegni finora erogati dall’Inps.

Con l’intento di accrescere competenze e giro d’affari degli oltre 26 mila iscritti, anche il prossimo anno l’Enpacl distribuirà sussidi per la «salvaguardia della continuità degli studi», e finanzierà corsi formativi sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro e della consulenza previdenziale; quest’ultima opportunità, di cui hanno già beneficiato 500 consulenti nell’anno che va a concludersi, sarà resa disponibile per altri 600 nel 2019.

Infine, la Cassa intende «rafforzare ulteriormente» la politica d’investimento a «supporto dell’economia reale del Paese», soprattutto sostenendo le piccole e medie imprese (pmi). Per Visparelli il patrimonio, ossia «il risparmio previdenziale della categoria», va impiegato in settori che «costituiscono l’ossatura portante della nostra professione: quando s’investe nel proprio ambito, si innesca un circolo virtuoso che favorisce il lavoro dei contribuenti» e, scandisce il presidente, «si generano benefici per l’indotto e per l’intera collettività».

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