Generali, attesi 1,8 miliardi di utili

Oggi la compagnia assicurativa triestina comunica i risultati dei nove mesi
Previste in crescita anche tutte le altre voci di bilancio: i premi dovrebbero sfiorare quota 50 miliardi. Ma gli occhi del mercato (e dei grandi soci) sono puntati sul nuovo piano che Donnet presenterà il 21
di Anna Messia

Oggi sarà il giorno dei conti dei primi nove mesi di quest’anno ma l’attesa del mercato è già puntata sul nuovo piano industriale 2019-2021 che Generali presenterà a Milano il 21 novembre. Il cda della assicurazione triestina, che ha approvato i conti dei nove mesi (verranno diffusi questa mattina), si è riunito ieri a Monaco di Baviera e tra gli argomenti discussi c’è stato anche il nuovo business plan che il group ceo Philippe Donnet sta perfezionando. Sarà il primo piano industriale interamente firmato dal manager francese, perché quando Donnet nel 2016 prese il timone della compagnia scelse di rivedere e accelerare il business plan preparato in precedenza dall’ex ceo Mario Greco, aggiungendo un maxi-programma di cessioni ma mantenendone fermi i punti cardine, come il roe medio superiore al 13% o la promessa di staccare almeno 5 miliardi di dividendi nell’arco dei quattro anni del precedente piano. Obiettivo che Generali si appresta a raggiungere quest’anno, avendo finora pagato 3,7 miliardi di cedole, ovvero due terzi del target. Le attese del mercato sono a questo punto di una conferma dei ricchi dividendi anche per gli anni a venire, se non addirittura di un’ulteriore accelerazione. E nel nuovo piano ci sarà anche una forte spinta all’asset management con l’obiettivo di far crescere ulteriormente i 500 miliardi di asset che il gruppo gestisce già.

In questa direzione vanno le recenti operazioni con operatori di nicchia specializzati nella gestione dei capitali, come l’avvio di una sede di asset management a New York assieme a Aperture Investors oppure l’acquisizione del controllo di Sycomore, boutique di asset management francese valutata complessivamente 200 milioni. Anche la spinta sul Danni non auto, dal welfare alla casa fino alla salute, saranno un focus importante del nuovo piano, che punterà pure all’espansione in mercati ritenuti strategici, come avvenuto di recente con le acquisizioni in Slovenia e in Polonia. Ma la domanda che il mercato si pone in questi giorni è quale sarà l’asso nella manica che Donnet tirerà fuori anche per rispondere alle richieste degli azionisti più esigenti, che chiedono alla compagnia un’accelerazione per recuperare la distanza in termini di capitalizzazione rispetto agli altri big come Allianz e Axa .
Tornando ai risultati che saranno comunicati questa mattina, gli analisti prevedono una crescita di tutte le voci del bilancio. Dai premi, che dai 47,415 miliardi di settembre 2017 (dati rivisti a parità di perimetro) sono attesi in crescita a 49,62 miliardi, al risultato operativo, che dovrebbe passare dai 3,47 miliardi dei primi nove mesi 2017 a 3,63, mentre l’utile netto dovrebbe crescere da 1,463 a 1,829 miliardi.

Banca Akros in attesa dei conti e del piano ha migliorato la raccomandazione sul titolo Generali da neutral ad accumulate riducendo però il target price da 16,5 a 17,4 euro. Il broker ha tagliato del 5% le stime di utile operativo per il triennio 2018-2020 ma l’atteggiamento è positivo proprio in vista nuovo piano industriale e alla luce della capacità delle compagnia di resistere a tensioni sui titoli di Stato grazie alla diversificazione degli asset nonostante i 60 miliardi di euro di Btp detenuti. Considerazioni che hanno portato Moody’s a confermare di recente il rating di Generali a Baa1 con un outlook stabile. (riproduzione riservata)

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