I francesi cercano l’asse coi fondi

In vista dell’assemblea di domani si va verso nuove alleanze. Non è in discussione la leadership della Delfin di Del Vecchio (31%). L’attenzione è semmai sul ruolo del delfino Milleri. Mr Luxottica con Caltagirone sale in Generali
di Andrea Montanari

La leadership del primo azionista, la holding Delfin di Leonardo Del Vecchio, titolare del 31% del capitale del colosso dell’occhialeria EssilorLuxottica , non è certo in discussione. Anche perché i patti parasociali sono blindati e l’industriale italiano (patrimonio di oltre 20 miliardi) non ha nulla da temere, per ora, visto che tra l’altro a Parigi e più in generale in Francia è conosciuto e stimato anche per il suo business immobiliare, Foncière des Regions-Beni Stabili .

Ma è un fatto che in vista dell’assemblea di domani del numero 1 mondiale del settore – la prima riunione formale degli azionisti post aggregazione -, come anticipato ieri da MF-Milano Finanza, proprio Oltralpe sta emergendo un fronte, rappresentato dai dipendenti-soci e dal management (in totale il 4% del capitale), ostile alla figura di Francesco Milleri, ad di Luxottica Group , consigliere nonché presidente del comitato strategico della capofila quotata a Parigi.
E se Del Vecchio lo ha già formalmente designato il suo successore e lo indicherà quale ceo di EssilorLuxottica , ecco che in Francia non tutti condividono questa posizione. Anzi, c’è chi non vede di buon occhio questa opzione, quando attualmente l’ex Martinitt ricopre il ruolo di presidente esecutivo affiancato da Hubert Sagnières, vice presidente operativo e di fatto front-man della sponda francese del maxi-polo dell’occhialeria.

In questo senso, come riferito da più fonti finanziarie a questo giornale, pare che gli azionisti transalpini e tutto il sistema che rappresentano stiano corteggiando i grandi fondi d’investimento internazionali per cercare un sostegno durante i lavori assembleari. Va ricordato che Essilor era una public company (nel capitale figurano ancora oggi i big quali Blackrock, 3%, Vanguard, 2,93%, Capital Group, 2,6%, Sun Life, 0,9% oltre a Norges Bank, 0,92%), dove però il .management aveva un peso specifico decisivo nella governance societaria.
A questo punto bisognerà capire se sarà proprio l’assise di domani il primo momento di confronto o, a questo punto, scontro tra le due anime, quella italiana e quella francese, di questo moloch da 16 miliardi di ricavi aggregati (dato pro-forma del 2017) e una capitalizzazione di mercato superiore ai 50 miliardi. Di queste frizioni ne ha preso in qualche modo atto il mercato visto che il titolo Luxottica ha perso l’1,22%, scendendo a 50,2 euro, mentre a Parigi le azioni di EssilorLuxottica sono scese a 108,6 euro (-1,5%). Segnali di una qualche tensione anche sui mercati finanziari.

Tra l’altro, in quest’ottica, va ricordato che, come annunciato ieri dalla società, chiuderà oggi pomeriggio l’offerta pubblica di scambio obbligatoria totalitaria promossa da EssilorLuxottica su più di 176 milioni di azioni Luxottica Group (la totalità dei titoli in circolazione) Per ogni azione della società italiana portata in adesione all’offerta, gli azionisti riceveranno 0,4613 azioni di nuova emissione della neonata conglomerata di nuova emissione.
Nel frattempo, a Milano, proseguono gli acquisti di Caltagirone e Del Vecchio sul titolo Generali . Secondo le ultime rilevazioni, la Fincal del costruttore ed editore romano ha 500mila titoli per un esborso di 7,12 milioni, salendo così al 4,57% del capitale del Leone di Trieste, mentre la Delfin dell’imprenditore dell’occhialeria, attraverso due distinte operazioni ha comprato 520mila titoli, per un esborso di 7,5 milioni, arrivando così alla soglia del 3,54% del capitale della compagnia assicurativa guidata da Philippe Donnet. (riproduzione riservata)

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