Cumulo, i costi all’Inps

di Simona D’Alessio

Maggioranza e governo orientati a sciogliere il «nodo» dei costi delle pratiche di cumulo gratuito dei contributi, che contrappone Inps e Casse di previdenza: un emendamento alla legge di Bilancio di alcuni parlamentari della Lega, infatti, dispone che l’Istituto pubblico debba provvedere, «come unico ente erogatore della pensione da cumulo», solamente mediante «le risorse stanziate dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205» (la manovra economica per il 2018, che metteva a disposizione meno di 100 milioni). E senza, perciò, reclamare un contributo dagli Enti privati. La proposta correttiva, che la superato ieri la «tagliola» dell’inammissibilità della commissione Bilancio della Camera, a quanto apprende ItaliaOggi, è sostenuta dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon; l’esponente dell’esecutivo, come dichiarato da tempo, sta ragionando sulla presentazione di una modifica di più ampio respiro per conferire alle Casse «maggiore autonomia gestionale» e, nel contempo, «sgravare l’Inps di alcune attività», agevolando la liquidazione delle prestazioni. L’iniziativa del sottosegretario che, sotto forma di emendamento governativo, potrebbe esser depositata a stretto giro, è gradita all’Adepp (l’Associazione degli Enti dei professionisti) perché, secondo il presidente Alberto Oliveti, «va nell’interesse dei contribuenti». E «faciliterà il pagamento delle pensioni in cumulo gratuito a chi ne ha diritto» (si veda ItaliaOggi dell’8 novembre 2018).
Intanto, come accennato, il progetto di origine parlamentare inizia il suo percorso: ai fini della «corresponsione del trattamento pensionistico da cumulo dei periodi assicurativi» (articolo 1, commi 239 e seguenti, della legge 24 dicembre 2012, n. 228), si legge, «fermo restando la competenza di ciascuna gestione previdenziale» compresi gli Enti disciplinati dai decreti legislativi n. 509 del 1994 e n. 103 del 1996, a «provvedere alla liquidazione dell’ammontare della parte di trattamento pensionistico loro spettante», si dispone che l’Inps debba servirsi della dotazione fissata lo scorso anno.

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