Vodafone, salto fra oggetti connessi

Dal localizzatore per il cane all’auto, tutto in un’app
di Andrea Secchi

Un dispositivo di sicurezza per l’auto, un localizzatore per le valigie e uno per il cane, una videocamera connessa. Sono il modo con cui Vodafone sta mettendo oggi una bandierina nel mondo dell’internet of things, degli oggetti connessi, in cui gli apparecchi domestici e non parlano tra loro e con le persone: il frigo con lo smartphone per ricordare i prodotti in scadenza o mancanti, il forno con il sistema di riscaldamento perché si spenga quando è in funzione e così via.

Già la società di telecomunicazioni guidata nel mondo da Vittorio Colao ha una piattaforma per le aziende, con oltre 59 milioni di oggetti connessi nei 32 paesi in cui opera e il 49% delle sim Iot nella Penisola.

La novità di ieri è che in Italia, Spagna, Germania e Regno Unito sta lanciando l’offerta dedicata ai consumatori finali, V by Vodafone, proponendo il proprio ecosistema per essere pronta (soprattutto nel percepito degli utenti) quando il mondo dell’Iot realmente esploderà grazie al 5G. La tecnologia mobile di nuova generazione permetterà infatti agli oggetti di essere interconnessi nel modo migliore: non si tratta solo di velocità, che pure sarà maggiore, quanto della presenza di una rete molto più capillare e performante, senza buchi e con tempi di risposta che permetteranno persino alle macchine la guida autonoma.

Molte applicazioni dell’internet of things funzionano però già anche con le attuali reti, ha spiegato Fabrizio Rocchio, chief technology officer di Vodafone Italia, ed è su questa base che si inserisce la presentazione di ieri.

La partenza è con quattro dispositivi, come detto, costruiti da partner che Vodafone metterà in vendita nei suoi store.

Il tracker per l’auto (V-Auto by Vodafone, 79 euro) usa la tecnologia sviluppata dalla società per connettere alcuni modelli delle principali case automobilistiche e chiama in automatico un numero di emergenza (dopo aver cercato di contattare il conducente), permette di trovare il veicolo e consente di monitorare il proprio stile di guida. Nessun utilizzo collegato con le assicurazioni, almeno per ora, così come nessun uso commerciale da parte di Vodafone dei dati raccolti.

C’è poi il tracker per valigie e borse (V-Bag, 59 euro) un localizzatore che aiuta a ridurre le probabilità di furto o smarrimento, il corrispettivo per gli animali domestici (V-Pet, 49 euro) e, infine, una videocamera connessa in 4g e senza fili da usare per la sicurezza in casa e fuori anche dove non c’è wi-fi. Per ciascuno di questi prodotti si deve poi considerare il costo mensile di connessione e servizio (sono tutti dotati di sim mobile, la V-Sim), dai 3 ai 5 euro.

La novità non sono i prodotti in sé (ci sono già soluzioni simili stand alone) quanto che l’operatore si ponga come aggregatore, centro dell’ecosistema, cosa che facilita l’utente. La gara, nella smart home o nello smart world sarà proprio quella di stare al centro, gara che sta interessando non solo le telco ma anche gli ott da Google ad Apple.

«V by Vodafone è un’offerta senza pensieri», ha detto Costanza Tarola, head of innovation & consumer services di Vodafone Italia, «basta inquadrare con il proprio smartphone il qr code e il dispositivo scelto si attiva.

I costi sono caricati sulla sim principale (l’offerta è per i clienti Vodafone, ndr) e si usa una sola app, la V-App, per gestire tutti i dispositivi, che saranno sempre connessi, anche all’estero, e non avranno limiti di traffico».

L’Iot business e consumer in Italia ha registrato nel 2016 un fatturato di 2,8 miliardi di euro, in crescita del 40% sull’anno precedente. Ma sarà con il 5G che si avrà lo sviluppo vero e proprio. Vodafone ha vinto la gara del Mise per il test a Milano, dove sarà realizzata la prima area in Europa per copertura 5g sulla quale saranno realizzati 41 casi applicativi. Le altre aree test saranno a Prato e L’Aquila con Wind Tre e Open Fiber, e a Bari e Matera con Telecom Italia, Fastweb e Huawei Technologies Italia.

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