Poste, i punti del nuovo piano

di Anna Messia
Il nuovo piano industriale sarà pronto tra due mesi ma ieri l’amministratore delegato di Poste Italiane , Matteo Del Fante ha iniziato a tracciarne le linee guida. «Tra dicembre e gennaio ci sarà il piano coi numeri», ha detto il numero uno del gruppo postale nel corso di un’audizione presso le Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera, chiarendo subito che non ci sarà la chiusura degli uffici postali nei piccoli comuni, ovvero quelli sotto i 5 mila abitanti. «Saranno però valutate eventuali sovrapposizioni sullo stesso territorio. Il 13 luglio», ha aggiunto «abbiano presentato all’Agcom un piano dove ci sono 69 chiusure e 12 rimodulazioni d’orario degli uffici e le chiusure non riguardano nessuno dei comuni minori».

Per quanto riguarda i pilastri del nuovo piano Del Fante ha puntato l’attenzione sul settore dei pagamenti (Poste nel 2016 ha acquisto il 15% di Sia) che è stato separato dal business finanziario, la cui crescita servirà a compensare il calo fisiologico che si registra nel settore dei bollettini postali.
Il focus sarà poi sul risparmio e sulle assicurazioni, con le masse complessive gestite da Poste Italiane che hanno superato i 500 miliardi. Il gruppo è al lavoro per limitare i deflussi di libretti e Buoni che Poste distribuisce nei suoi uffici postali per conto di Cassa Depositi e Prestiti. «Tra maggio e giugno abbiamo invertito la tendenza sul risparmio postale e l’obiettivo è migliorare la raccolta grazie anche all’ampliamento della gamma prodotti», ha puntualizzato il numero uno del gruppo, sostanziando la manovra in atto con i numeri.

Nel 2016 tra nuove adesioni e deflussi, c’è stata una raccolta netta del risparmio postale negativa di 10 miliardi, all’incirca quanto fatto anche nel 2015. «Quest’anno siamo confidenti di dire che miglioreremo almeno di 1 miliardo», ha puntualizzato Del Fante.

Oltre al digitale, il manager ha precisato poi che «il tema in cima alle mie priorità c’è poi il recapito» su cui il gruppo registra un calo nei ricavi seppur in presenza di un incremento dei volumi (2,3 miliardi di pezzi recapitati nei primi 9 mesi nella corrispondenza e 81 milioni nei pacchi).
Nei pacchi, un mercato in forte crescita, Poste Italiane ha ancora una quota di mercato limitata, che non arriva al 15%, e oltretutto concentrata sul mercato domestico e sul business dei pacchi più piccoli. Mentre i margini di guadagno più alti si registrano sull’internazionale e sulle consegne a maggior peso. Serve insomma una svolta. Intanto per ottimizzare le sue risorse il gruppo ha intanto iniziato ad utilizzare la rete dei portalettere per i pacchi più piccoli.

Quanto al comparto assicurativo, il gruppo, già leader nel Settore Vita sta spingendo poi nel ramo delle polizze danni, come la protezione della casa, la protezione della persona e la sanità. Ieri Del Fante non ne ha parlato, ma come anticipato da MF-Milano Finanza in cantiere c’è anche il debutto nell’Rc Auto. Novità che saranno probabilmente annunciate con il nuovo piano. (riproduzione riservata)
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