Più premi per Cattolica

Utile a 30 milioni. Pronto bond da 500 mln
Profitti in calo ma raccolta premi in miglioramento per Cattolica assicurazioni. La compagnia veronese ha registrato, nei primi nove mesi, un utile netto consolidato in calo tendenziale del 46,4% a 30 milioni di euro. La raccolta premi complessiva del lavoro diretto e indiretto è migliorata del 5,1% a 3,669 miliardi. Quella nel ramo danni è salita dello 0,9% a 1,394 miliardi, con il comparto auto in crescita dello 0,6% a 0,79 miliardi, mentre il non auto è avanzato dell’1,2% a 0,604 mld. Nel ramo vita la raccolta è risultata in progresso del 7,8% a 2,265 miliardi. Il combined ratio si è attestato al 94,9% dal 93,2% di settembre 2016. Il 29 gennaio 2018 sarà presentato il piano strategico al 2020.

«I primi nove mesi dell’anno si chiudono con risultati che dimostrano la solidità industriale del gruppo Cattolica», ha commentato il direttore finanziario Enrico Mattioli. «La raccolta premi complessiva è in aumento, sia nei rami danni che nel vita, e la performance industriale si mantiene su ottimi livelli, nonostante l’impatto degli eventi atmosferici estivi che hanno influito sul risultato tecnico dei rami danni. L’utile di periodo continua a scontare le svalutazioni one off attuate nel semestre, ma la forza del gruppo è dimostrata anche da un Solvency II ratio al 185% che, calcolato secondo gli stringenti parametri della Standard formula, attesta la solidità patrimoniale del gruppo».

Intanto il cda ha dato via libera a un prestito obbligazionario subordinato Tier 2 per un ammontare massimo di 500 milioni di euro. Sarà riservato agli investitori qualificati e quotato su un mercato regolamentato. La società ha precisato che l’operazione è volta a rafforzare il profilo patrimoniale e finanziario, tenuto conto del perfezionamento dell’accordo tra Cattolica e Banco Bpm per l’acquisizione del 65% di Avipop assicurazioni e Popolare vita, e dell’avvio di una partnership strategica tra il gruppo Banco Bpm e Cattolica per una durata di 15 anni. «Si ritiene che l’impatto sull’indice Solvency II di gruppo sia pari a una diminuzione di circa 15 punti percentuali, che potranno essere ulteriormente ridotti grazie ad attività di capital management già allo studio».

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