Pir del mattone all’ultimo miglio

di Teresa Campo
I 5Stelle e Mdp contro i Pir del mattone. C’è infatti anche l’articolo 11, che estende al real estate gli ambiti in cui possono investire i Piani Individuali di Risparmio, tra le misure della legge di Bilancio prese di mira dagli oltre 4 mila emendamenti presentati. Il tutto attraverso un emendamento sospensivo, privo di spiegazioni e che quindi boccia interamente la misura senza proporne stralci o modifiche. Gli addetti ai lavori per ora non sembrano particolarmente preoccupati, sia perché l’attacco più che all’articolo sembra politico sia perché le opposizioni non sembrano avere i numeri per affossare la legge di Bilancio. «Inoltre il parlamento ha confermato il pieno sostegno dell’apertura dei Pir anche agli investimenti immobiliari», ha spiegato Paolo Crisafi, direttore generale di Assoimmobiliare, «che darebbe nuova linfa all’economia del settore e dell’intero Paese». L’attacco però potrebbe prendere più consistenza se l’emendamento sospensivo rientrerà tra i 700 che il governo giudicherà ammissibili. Anche in quel caso però la misura dovrebbe farcela, ottenendo quindi l’approvazione del Senato. Dopodiché quella della Camera è data quasi per scontata.
Studiati per offrire più rendimento alle famiglie (esenzione fiscale per chi li detiene per almeno 5 anni) e fornire capitali freschi alle imprese per investimenti di lungo termine, da inizio anno a oggi i Piani Individuali di Risparmio hanno riscosso grande successo, con 9 miliardi di euro di raccolta. Potrebbero quindi rivelarsi una manna anche per il settore immobiliare. Tra l’altro gli stessi risparmiatori italiani sembrano attratti dai nuovi Pir. Secondo un sondaggio di Assoimmobiliare, l’80% degli investitori vorrebbe che i Pir includessero anche gli strumenti immobiliari e altrettanti dichiarano che la componente immobiliare aumenterebbe la propria propensione all’investimento. Non solo: oltre il 60% si dichiara pronto a un investimento entro i 5 mila euro e il 34% addirittura entro i 15 mila. Più del 90% infine ritiene in linea con le proprie esigenze di investimento il tetto di 150 mila euro entro cui poter beneficiare del vantaggio fiscale. (riproduzione riservata)
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