La tecnologia favorisce la disintermediazione?

Lo spettro della tecnologia avvolge da tempo il futuro degli intermediari assicurativi, alle prese con la crescente affermazione delle start-up di Insurtech che sembra spingere verso un mondo neanche troppo lontano dove le compagnie sceglieranno un approccio con il cliente sempre più diretto.

Il rischio di essere messi all’angolo da un sistema dove agenti e broker non sarebbero più i propulsori del mercato assicurativo è reale? Secondo quanto dichiarato a Insurance Business da Tim Attia, ceo della start-up di insurtech Slice che offre servizi on-demand via cloud, “eliminare gli intermediari dal processo di vendita porterebbe da un lato ad avere maggiori risorse economiche, visto che i processi di vendita costano, mentre dall’altro lato ciò farebbe sostanzialmente perdere valore aggiunto allo strumento assicurativo”.

Se è vero che in questo periodo le compagnie sono concentrate sull’automatizzazione dei processi e dei prodotti, tendendo in questa fase a non dare la giusta importanza agli intermediari, secondo Attia è altrettanto vero che “il cliente è la parte più importante del processo e la proprietà del cliente è l’obiettivo principale di tutti gli intermediari assicurativi professionali” Quindi i broker, che facendo leva sul loro rapporto in esclusiva con il cliente potrebbero ad esempio cercare di ribaltare la situazione, provando a “eliminare la compagnia dal processo, magari acquistando una piattaforma assicurativa digitale sul cloud con le stesse capacità di una compagnia?”

Per Ashish Nangla, senior director of insurtech & digital transformation di Synechron, società di information technology e consulenza, la rivoluzione tecnologica in atto può rappresentare una minaccia reale per gli intermediari che “non si adattano da subito al cambiamento”.

Storicamente accusata di rispondere in maniera lenta agli stimoli del cambiamento, l’industria assicurativa sta rispondendo prontamente, anche perché ci si è resi conto che la partita che si sta giocando è decisiva e rimanere indietro sul versante tecnologico può essere molto rischioso.

Nangla sottolinea il grande rischio che corre una compagnia disallineata all’evoluzione tecnologica che coinvolge l’intero settore: “Un’impresa che ad esempio non utilizzi strumenti come l’analisi predittiva, o non segua da vicino gli sviluppi dell’intelligenza artificiale, corre oggi realmente il rischio di essere messa ai margini del mercato”.

Il rinnovamento è inevitabile e di questo ne sono consapevoli gli intermediari assicurativi, le figure professionali più esposte agli effetti dirompenti della digitalizzazione.

“L’innovazione tecnologica cambierà le modalità di funzionamento del mercato, modificando l’offerta dei prodotti e dei servizi assicurativi”, ha spiegato Nangla. “Grandi cambiamenti sono attesi anche in termini di relazione e comunicazione tra clienti e compagnie, aspetto alquanto delicato poiché potrebbe potenzialmente favorire la disintermediazione sul lungo periodo”.

Avendo bene in mente la situazione, per agenti e broker è fondamentale abbracciare da subito l’innovazione tecnologica e adattarsi a un nuovo modo di lavorare, perché in un futuro sempre più prossimo “gli intermediari votati alla semplice vendita di prodotti pagheranno in maniera pesante l’evoluzione del mercato, mentre coloro che lavorano sui servizi ad alto valore aggiunto continueranno a trovare un loro spazio sul mercato”. Nei giorni scorsi Synechron ha lanciato una nuova suite dell’acceleratore dedicato all’insurtech destinato a equipaggiare i player assicurativi tradizionali con il know-how tecnologico più evoluto e adatto a restare al passo con le nuove iniziative di insurtech e non essere messi all’angolo.