Incremento del 6% sul 2015. Il 59% resta in Italia
di Simona D’Alessio

Braccia aperte di Cassa depositi e prestiti (Cdp) agli Enti di previdenza (che nel 2016 hanno sfondato il tetto degli 80 miliardi di patrimonio, di cui il 59% resta in Italia), affinché possano cogliere soprattutto le opportunità dell’area «venture capital», nella quale «siamo indietro, rispetto all’Europa».

Parola del presidente della società finanziaria controllata dal governo Claudio Costamagna, intervenuto ieri, a palazzo Wedekind, a Roma, alla presentazione del II rapporto dell’Adepp (Associazione delle Casse pensionistiche dei professionisti), da cui emerge l’impennata delle attività degli istituti disciplinati dai decreti legislativi 509/1994 e 103/1996: l’incremento è stato di 6 punti percentuali rispetto al 2015, e del 22% al confronto col 2013 (quando l’ammontare era di 65,6 miliardi). A generare la salita, si legge nel dossier dell’Associazione presieduta da Alberto Oliveti, sono «i contributi complessivamente incassati (che «rendono, in media, il 3,7% lordo»), risultati evidentemente superiori alle uscite derivanti dalle prestazioni offerte», nonché i rendimenti sulle operazioni finanziarie che, si specifica, «risentono della logica contabile utilizzata per redigere i bilanci: le plusvalenze ottenute dallo smobilizzo degli “asset” vengono completamente attribuite all’anno in cui si realizzano».

Stella polare degli Enti (la cui funzione primaria è pagare pensioni agli iscritti, una platea di circa 1,5 milioni di esponenti di diverse categorie professionali) è l’impiego di tecniche di «risk management», che consentono, mediante «una diversificazione oculata degli investimenti», di contenere il rapporto rischio/rendimento, «riducendo il primo, pur mantenendo accettabile il secondo». I titoli obbligazionari valgono circa 27,9 miliardi, gli investimenti immobiliari 19,1 miliardi (pari al 23,8%) e mostrano un decremento (nel 2013 la componente «gravava» per una percentuale del 29,7%); la maggioranza degli edifici si trova nel Centro Italia (e nel 95% dei casi a Roma), circa un quarto è localizzato nel Nord della Penisola (per i tre quarti concentrati a Milano), e «la destinazione d’uso prevalente è quella residenziale (44,9%)».

Come accennato, dal numero uno di Cdp arriva l’invito agli Enti a lavorare insieme. Cassa forense, dice Costamagna, è stata «fra le prime ad entrare nel fondo per la ristrutturazione QuattroR. Speriamo ci siano iniziative anche con altre Casse». Nel frattempo, si rammarica Oliveti, «quest’anno pagheremo di più all’Erario: è stato tolto il credito d’imposta sugli investimenti, che ha avuto una risposta superiore ai 30 milioni» ed è «lungi da venire l’azzeramento della fiscalità sulle redditività», chiude, ricordando pure il caso della «non retroattività» delle agevolazioni (nel limite del 5%) per le operazioni nell’economia reale del Paese (si veda anche ItaliaOggi del 21 ottobre 2017).
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