Assogestioni: “terzo pilastro: serve un conto pensionistico individuale in formato UE”

Si è conclusa il 31 ottobre 2016 la consultazione avviata dalla Commissione Europea in merito alla creazione di un mercato unico europeo per i prodotti pensionistici individuali. Il questionario, che era rivolto a privati, associazioni dei consumatori, operatori del mercato, autorità e accademici, aveva come principale obiettivo quello di cercare di fornire una risposta efficace alle esigenze di natura previdenziale dei cittadini europei arrivando a proporre quattro possibili soluzioni per creare un terzo pilastro previdenziale europeo.

Assogestioni, che esprime apprezzamento per le finalità sottese al documento in consultazione e, soprattutto, per il contenuto delle misure in esso individuate per affrontare il delicato tema previdenziale che ancora non ha raggiunto il suo pieno potenziale nei diversi stati membri, né sul fronte della domanda, né su quello dell’offerta, nella risposta inviata sottolinea la maggiore efficacia di due delle quattro soluzioni indicate dalla Commissione Europea.

In particolare l’associazione ritiene interessante: l’ipotesi, già individuata dall’EIOPA, della creazione di un prodotto pensionistico individuale paneuropeo (il PEPP, Pan-European Personal Pension product) – uno strumento semplice, a basso costo, con una regolamentazione omogenea a livello europeo e commercializzabile in tutti i Paesi dell’Unione grazie a un passaporto; e l’ipotesi della definizione di un conto pensionistico individuale ispirato all’IRA statunitense (Individual Retirement Account) che assocerebbe un beneficio fiscale all’investimento di lungo termine del risparmio previdenziale.

Per quanto riguarda la prima proposta Assogestioni, pur riconoscendo i meriti dell’iniziativa sviluppata dall’EIOPA, ha tuttavia espresso dubbi circa l’effettiva capacità di un prodotto come il PEPP di incanalare nuovi risparmi dei cittadini dell’Unione verso gli investimenti di lungo termine con un obiettivo previdenziale. Per contro, l’Associazione ritiene che la creazione di un conto pensionistico individuale ispirato all’IRA statunitense – rappresentando una novità assoluta nel panorama degli strumenti previdenziali di terzo pilastro attualmente esistente – sia il modo migliore per incanalare maggiori risorse verso il risparmio previdenziale e per stimolare la creazione di un mercato europeo per i prodotti previdenziali di terzo pilastro. La flessibilità di un conto pensionistico europeo, inoltre, risponderebbe meglio alle diverse esigenze dei singoli e sarebbe più attraente per i cittadini dell’Unione dal momento che si presenterebbe come un nuovo prodotto che non va a intaccare la realtà degli attuali mercati previdenziali nazionali.

Per favorire la portabilità di un tale strumento sarebbe, secondo Assogestioni, auspicabile l’applicazione di un sistema fiscale di tipo EET (deduzione dei contributi versati, esenzione da tassazione dei rendimenti nella fase di accumulazione, tassazione delle prestazioni) o di tipo TEE (indeducibilità dei contributi versati, esenzione da tassazione dei rendimenti nella fase di accumulazione, esenzione delle prestazioni).

Proprio il tema del regime fiscale è centrale nello sviluppo di un terzo pilastro europeo. Ad oggi la maggiore complessità per uno sviluppo di un mercato unico previdenziale deriva proprio dalla differenza tra i vari regimi fiscali applicabili nei vari Stati Membri, per questo Assogestioni ritiene che l’Unione Europea debba definire i principi generali per le autorità nazionali invitandole, magari, a conformarsi favorendo l’applicazione di un sistema EET o di un regime TEE.

Ai fini della nascita di un quadro europeo per i prodotti pensionistici individuali Assogestioni ritiene, infine, che le soluzioni estreme indicate dalla Commissione – l’emanazione di Raccomandazioni non vincolanti e il più pervasivo intervento di armonizzazione della legislazione nazionale vigente – presentino delle criticità: la prima avrebbe difficilmente un impatto significativo sul mercato europeo previdenziale; la seconda, invece, richiederebbe un processo lungo e complesso che difficilmente permetterebbe di raggiungere l’obiettivo di creare un mercato unico dei prodotti pensionistici personali.