Sfida Colonna-Perissinotto per gli arredi Emu

di Andrea Montanari
Si profila una sfida a due per rilevare il controllo di Emu, noto marchio di mobili da giardino. La società perugina, fondata 65 anni fa dalla famiglia Biscardini, è dal 2010 nel portafoglio di Opera Investimenti. E ora, secondo indiscrezioni di mercato raccolte da MF-Milano Finanza, per il fondo di private equity italiano è arrivato il momento di valorizzare la partecipazione (100%) nell’azienda guidata dal presidente e amministratore delegato Ernesto Musumeci.
A studiare il dossier in queste settimane sarebbero in particolare due poli del made in Italy nati nel corso degli ultimi anni: Italian Design Brands e Italian Creation Group. Il primo, fondato da due storici operatori del private equity italiani come Paolo Colonna (a lungo ai vertici di Permira Associati) e Fabio Sattin (presidente e fondatore di Private Equity Partners), ha dato vita a un polo che oggi comprende i marchi Gervasoni (arredo casa e hotel), Very Wood (arredo per hospitality), Letti&Co (spin-off di Gervasoni) e Meridiani (arredamenti). Italian Creation Group (Icg) è invece la newco lanciata dall’ex amministratore delegato delle Assicurazioni Generali Giovanni Perissinotto, che ha già rilevato i marchi Driade e Valcucine. I due concorrenti puntano ora a Emu per ampliare e diversificare la gamma d’offerta, tanto più che la società perugina di arredo per esterni produce oltre il 65% del giro d’affari all’estero. Nel dettaglio, il bilancio 2015 dell’azienda oggi controllata dal fondo Opera si è chiuso con un fatturato di 28,27 milioni di euro, un margine operativo lordo di 2,43 milioni, un ebitda di 809 mila euro e una perdita di 818 mila euro. Il tutto a fronte di debiti verso le banche (in particolare Unicredit , Mps e Intesa Sanpaolo ) per 7,23 milioni e di una posizione finanziaria netta negativa per 5,3 milioni di euro.
La Icg di Perissinotto sermbra intenzionata a fare sul serio, tanto che, come anticipato martedì scorso da MF-Milano Finanza, al completamento dell’operazione di rafforzamento del capitale (tramite una ricapitalizzazione di 12 milioni) a fianco dell’ex ad delle Generali sono entrati la Blu Acquario Prima (veicolo personale di Marco Drago, numero uno del gruppo De Agostini), l’amministratore delegato di Moleskine Arrigo Berni e Daria Tinelli di Gorla, vedova di Agostino Rocca, fondatore del gruppo Techint. Inoltre nel cda di Icg sono entrati Tommaso Rocca (figlio di Paolo, numero uno di Techint), Lauro Buoro (Nice Group), Giorgio Rossi Cairo (fondatore di Value Partners) e Paolo Paganella.
Va infine segnalato che il fondo Opera oltre a Emu ha deciso di valorizzare anche la quota di controllo (51%) in Finvetro, la holding che controlla il gruppo Vetrerie Riunite. (riproduzione riservata)
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