Previdenza 

E’ solo una gran fortuna o anche un rischio?

Autori: Alberto Cauzzi e Maria Elisa Scipioni
ASSINEWS 269 – Novembre 2015

Il sistema di previdenza pubblica (parliamo quindi del primo pilastro obbligatorio) eroga le prestazioni con il cosiddetto sistema con funzionamento a ripartizione: le pensioni in
essere sono pagate tramite i contributi dei lavoratori attivi.
Il sistema si sostiene sull’equilibrio, più o meno stabile, tra lavoratori attivi e pensionati. Tanto più il primo gruppo è numeroso tanto più il sistema è efficiente, viceversa tanto
più è elevato numericamente il secondo gruppo tanto più il sistema necessita di risorse e rischia di avere perdite e deficit. Le tendenze degli ultimi decenni hanno visto crescere in
maniera alquanto sostenuta il numero dei pensionati rispetto ai lavoratori attivi, anche più intensamente di quanto ci si attendeva. Il sistema a ripartizione è stato pertanto costretto
a molteplici interventi atti a riequilibrare il deficit progressivo che si era venuto a creare. La riforma più significativa in tal senso, rimane senz’altro quella attuata dalla legge Dini
nell’agosto 1995, attraverso la quale si è passati dal sistema di calcolo retributivo a quello contributivo.


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