Family office per ottimizzare il patrimonio

«Curare l’interesse delle famiglie benestanti che vogliono garantire il loro capitale, mobiliare e immobiliare, e affiancarle nel passaggio generazionale al fine di preservare il benessere accumulato». Danilo Larini, presidente del gruppo Lp Suisse Capital, asset management con sede a Zurigo, lo fa di mestiere. «Gestiamo – spiega a B&F – il patrimonio familiare per garantirne la sicurezza e la crescita». Un’idea che ha attecchito bene in Oriente, e che potrebbe essere utilizzata anche da molte imprese familiari nostrane: «I nostri servizi sono dedicati a famiglie con patrimonio minimo di 10 milioni – continua Larini – ma i clienti più ricchi sono localizzati nei mercati emergenti asiatici e mediorientali, per quanto negli ultimi dodici mesi anche in Europa c’è stato un incremento del 40% degli affidamenti patrimoniali». 
E così un po’ da tutto il mondo, ma soprattutto dai mercati di Cina, Malesia e Indonesia, arrivano clienti a Zurigo cercando in Suisse Capital particolari servizi e competenze. «A livello di investimenti – aggiunge Larini – continua l’interesse degli investitori real estate verso l’estremo Oriente, in particolar modo verso mercati come le Filippine, la Malesia e il Vietnam, ma con una nuova attenzione verso Afghanistan e Iraq, considerati mercati emergenti con una crescente domanda per la finanza di area islamica. In aggiunta continuano a essere appetibili anche il nord Africa e la Russia e merita una riflessione il mercato italiano». Qui in effetti continua a destare attenzione il nodo sulle privatizzazioni, per quanto al momento sia ancora tutto fermo. «Considerando un ipotetico portafoglio – afferma il presidente – se sette mesi orsono si pensava all’Italia con una quota del 10% in portafoglio, in caso di privatizzazioni tale valore verrebbe a raddoppiare». Anche perché i beni demaniali attrarrebbero capitali in misura notevole. «Addirittura – aggiunge Larini – nell’ordine di qualche decina di miliardi di euro, con un possibile abbattimento della spesa pubblica. Se poi ci fosse una proposta di vendita delle Poste si arriverebbe a cifre molto cospicue». 
Nell’obbligazionario, infine, continua l’interesse per i porti sicuri del nord Europa, con uno sguardo a Paesi come Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Germania, Lussemburgo, Belgio e Olanda, mentre nell’azionario occhi puntati sul mercato Usa, dove continuano a piacere settori come quello delle nanotecnologie, delle biotecnologie e delle energie rinnovabili, e ai mercati di Hong Kong, Malesia, Filippine e Vietnam, dove invece rimane acceso il faro sui settori minerario e di fonti energetiche come gas naturale e petrolio.