Pagina a cura DI LORENZO MORELLI

Nella diffi cile situazione economica il ruolo del promotore fi nanziario è come un faro nella notte. E crescono le persone che si avvicinano alla professione. A parlare sono i numeri. L’anno in corso vede un incremento delle iscrizioni all’Albo del 15%, a quota 1.618 nuovi iscritti rispetto allo stesso periodo del 2010. La crisi dei mercati e le diffi coltà a orientarsi nel mondo degli investimenti portano i risparmiatori a rivolgersi, oggi più che in passato, a fi gure in grado di indicare scelte razionali. «La fi gura del promotore fi nanziario si occupa sempre più della educazione fi nanziaria dei propri clienti, svolgendo in tal modo un ruolo sociale che ha consentito alle quasi 4 milioni di famiglie servite da promotori di affrontare con minori incertezze e migliori risultati gli andamenti di questi anni», ha spiegato Joe Capobianco, direttore generale dell’Albo promotori finanziari. Attualmente l’albo conta circa 55 mila iscritti di cui oltre 35 mila con un mandato attivo, in un settore in cui operano oltre 400 intermediari, tra banche, società di intermediazione mobiliare e società di gestione del risparmio. «Gli studi di settore in Italia hanno evidenziato come l’assistenza professionale prestata dai promotori ai loro clienti abbia contribuito a stemperare gli effetti dell’emotività che rischiava di produrre gravi danni sui patrimoni investiti», ha detto Capobianco, «tuttavia non è stato possibile evitare gli effetti negativi sul numero degli iscritti all’albo in un periodo di obiettiva difficoltà del mercato». Dal 2002, anno in cui i pf erano oltre 66.700, l’andamento è stato sempre decrescente, unica eccezione nel 2007. Gli ultimi due anni hanno fatto registrare le percentuali più alte di decremento, anche se il 70% delle cancellazioni è relativo a promotori senza un mandato attivo. La vera piaga della categoria è l’alto tasso di abbandono da parte dei giovani. Negli ultimi dieci anni i professionisti sotto i 30 anni sono scesi dal 14% al 2% sul totale, mentre i promotori consolidati sopra i 50 anni sono aumentati dal 21 al 39%. «Tuttavia i dati aggiornati al 25 ottobre ci fanno ben sperare poiché i nuovi iscritti sono 1.618, pari a +15% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2010», ha sottolineato Capobianco. A conferma che questa professione continua ad attrarre tanti giovani c’è il dato sulle domande di iscrizione alle prove di l’idoneità presentate negli ultimi 3 anni: circa 12.800, di queste oltre 5 mila provengono da candidati sotto i 30 anni. «Il problemi arrivano dopo l’esame», spiega Capobianco, «le diffi – coltà incontrate dai neo promotori fi nanziari per affermarsi nel settore sembrano essere tali da portare a un’alta percentuale di abbandoni già dopo pochissimi anni di attività. Basti pensare che circa il 50% dei giovani con mandato dal 2007 lo ha interrotto entro i successivi tre anni, e circa il 40% di quelli attivati nel 2008 sono stati interrotti nei due anni successivi». Per fare fronte a questa situazione Apf e le sue Associazioni di riferimento (Abi, Anasf e Assoreti) hanno avviato uno studio indirizzato a individuare possibili idee e progetti che creino opportunità per i giovani neo promotori, per aiutarli nella costruzione di fi gure professionali solide. I giovani neopromotori non sono tuttavia gli unici destinatari di queste iniziative. «La nostra opera inizia dai candidati, questi devono essere coinvolti e preparati al meglio per superare subito la prova, al fi ne di attrarli e formarli verso una professione che dovrà sempre più svilupparsi e crescere”. Il vantaggio di avvalersi dei promotori per i risparmiatori è sostenuto con i numeri anche da Maurizio Bufi , presidente Anasf, Associazione nazionale promotori fi nanziari, che raccoglie oltre 13 mila associati, pari a un terzo dei promotori fi nanziari attivi iscritti all’Albo. «La raccolta del risparmio gestito dal 2002 al 2011 è sempre stata positiva per i promotori fi nanziari, con la sola eccezione del 2008. Dall’inizio di quest’anno il dato ha il segno più, sia nel comparto amministrato sia in quello gestito, con l’eccezione di settembre quando la raccolta del gestito è stata negativa. Nel complesso la raccolta amministrato e gestito è stata positiva per 453 milioni di euro», ha spiegato Bufi che ha continuato, «per quanto riguarda la raccolta complessiva dei fondi secondo le statistiche di Assogestioni si nota che dal 2000 per sette volte i dati annuali hanno registrato il segno meno e quelli aggregati del 2011 sono nuovamente negativi. Sono risultati signifi cativi se si tiene conto che le attività fi nanziarie collocate dalle reti di promotori fi nanziari sono pari a circa il 6,5% del totale e il resto è affi dato ad altri canali, per lo più alle banche. Un altro dato rappresentativo è quello relativo al numero medio di clienti dei promotori fi nanziari è di 164 (secondo i dati di marzo 2011) e in continua crescita. Quanto al portafoglio medio per promotore a fi ne 2010 era pari a 11 milioni di euro, anch’esso in aumento rispetto agli anni precedenti dal 2006 al 2010 è cresciuto di 3,1 milioni di euro complessivamente (dati Assoreti sul 2010 aggiornati a marzo 2011)».