La riforma sanitaria Usa sotto la lente della Corte suprema

da New York Andrea Fiano

La Corte suprema americana valuterà la coerenza con la Carta costituzionale della riforma sanitaria fatta approvare da Obama nel marzo del 2010.

Il dibattito si terrà prima della scadenza del mandato presidenziale, forse nel marzo del 2012, quindi in piena campagna elettorale per la Casa Bianca. È anche probabile che il verdetto sarà emesso prima della fine dei lavori della Corte stessa, nel giugno 2012.

 

Quest’ultima ha infatti accettato di discutere, in una udienza che durerà più di cinque ore e mezza, record assoluto per i dibattiti presso la Corte stessa, tre distinti casi presentati in merito. I casi in questione, fra i molti che hanno messo in dubbio la legalità della riforma stessa, chiedono di discutere il diritto del Congresso Usa a forzare i cittadini americani all’acquisto di un’assicurazione sulla salute entro il 2014, e la compatibilità con la Carta degli altri aspetti della riforma se verrà stabilita l’incostituzionalità del primo punto. Ma nell’udienza si discuterà anche se l’eventuale penale a carico di chi risulterà privo di assicurazione medica sia una tassa, e se la riforma stessa viola il diritto dei singoli Stati Usa a legiferare su diverse questioni. Un portavoce della Casa Bianca si è limitato ieri a esprimere ottimismo sul fatto che la complessiva costituzionalità della riforma sarà confermata. In effetti sia la corte d’appello di Washington, che due delle quattro Corti di secondo grado intervenute nella disputa, hanno finora confermato la costituzionalità della riforma, mentre una terza ha stabilito che nessuna azione legale è possibile finché non saranno emesse le prime penali per violazione della legge stessa. Fra le diverse azioni legali intentate contro la legge di riforma si segnala una coalizione di 26 Stati americani, convinti che la riforma danneggi le piccole imprese e comprometta la libertà dei singoli cittadini di decidere cosa fare sulla propria assistenza sanitaria.

L’annuncio di ieri ha curiosamente coinciso con quello di un nuovo sforzo dell’amministrazione Obama a sostegno della sanità, con un fondo di 1 miliardo di dollari per l’assunzione, formazione e impiego di lavoratori nel settore stesso. Il programma prevede che i finanziamenti siano concessi a medici ed enti locali che lavorano con pazienti assistiti dai programmi di assistenza medica pubblica, e ha l’obiettivo di aumentare l’occupazione nel settore riducendone però i costi. L’accento sarà sulla velocità degli interventi, con particolare riferimento all’obbligo di far partire entro sei mesi i nuovi programmi che hanno ottenuto fondi federali. Nel settore sanitario negli ultimi 12 mesi sono stati creati 300 mila nuovi posti di lavoro, e le stime prevedono che nei prossimi otto anni i nuovi occupati saranno 3,2 milioni. Mancano invece i medici, che nel 2015 dovrebbero essere 63 mila meno del necessario negli Usa per superare i 130 mila nel 2025. (riproduzione riservata)