Intesa, Bazoli chiama Cucchiani

Oggi la nomina sarà formalizzata dai consigli dell’istituto. Dietro la decisione del Professore la volontà di non essere ostaggio delle Fondazioni e di dare al gruppo quel profilo internazionale che ancora manca 

di Andrea Di Biase

 

Ormai è solo una questione di formalità, visto che la nomina del nuovo chief executive officer di Intesa Sanpaolo dovrà essere approvata dai consigli della banca, che si riuniranno oggi a Torino.

E’ tuttavia pressoché scontato, come anticipato nella tarda mattinata di ieri da MF-Milano Finanza attraverso il sito www.milanofinanza.it e il canale televisivo Class-Cnbc, che il nuovo consigliere delegato della Ca’ de Sass sarà Enrico Tomaso Cucchiani. Il top manager, dall’indiscusso profilo internazionale e dalle comprovate competenze finanziarie e organizzative, individuato dal presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, per affidargli il timone della banca dopo l’addio di Corrado Passera, è dunque l’attuale presidente di Allianz spa e componente del consiglio di gestione del colosso tedesco, dove finora aveva la responsabilità dei mercati assicurativi in Europa, America Latina e Africa nonché del business danni a livello mondiale e del canale diretto.

Oggi Bazoli sottoporrà la candidatura di Cucchiani al comitato nomine e successivamente al consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, che si riunirà attorno a mezzogiorno, per deliberare sulla nomina del consigliere delegato.

Se, come appare ormai scontato, il consiglio di sorveglianza darà il via libera al nome di Cucchiani, toccherà poi al consiglio di gestione recepire l’indicazione del consiglio di sorveglianza e formalizzare la nomina del nuovo ceo, attribuendogli deleghe e poteri che, almeno in questa prima fase, dovrebbero essere i medesimi esercitati finora da Passera. Non è escluso tuttavia che, dopo essersi insediato al vertice di Intesa Sanpaolo e aver preso conoscenza della struttura manageriale e organizzativa del gruppo, Cucchiani, d’intesa con il consiglio di gestione, provveda a redistribuire parte delle competenze tra il top management della banca, a partire dagli attuali direttori generali Marco Morelli e Gaetano Miccichè. I due manager che, almeno nelle intenzioni iniziali di Bazoli, avrebbero dovuto raccogliere l’eredità di Passera in tandem tra di loro, anche se poi l’ostinazione del presidente della Compagnia di San Paolo, Angelo Benessia, nel puntare sulla promozione del solo Morelli (finito suo malgrado nel tritacarne come candidato dei torinesi), ha convinto Bazoli ha puntare con decisione sulla soluzione esterna.

Un’opzione che fin da subito è stata sul tavolo di Bazoli, ma che il banchiere bresciano si è convinto a percorrere nelle ultime ore, dopo aver verificato la disponibilità dello stesso Cucchiani in un incontro avvenuto nella tarda mattinata di lunedì.

La necessità di evitare che il nuovo consigliere delegato fosse di fatto imposto dalle Fondazioni (ad eccezione della Cariplo), non è tuttavia l’unica ragione che avrebbe spinto Bazoli a puntare su una figura dal profilo internazionale quale è quella di Cucchiani. Dietro la scelta del top manager di Allianz ci sarebbe infatti anche la volontà del presidente del consiglio di sorveglianza di Ca’ de Sass di dare al gruppo quella proiezione internazionale che ancora manca. Intesa Sanpaolo genera circa l’80% dei propri ricavi sul mercato domestico, dove è leader indiscussa in tanti settori, ma pur sempre un mercato che analisti ed esperti ritengono non crescerà nei prossimi anni ai tassi attesi, ad esempio, per i Paesi dell’Europa centro-orientale. A differenza di Unicredit, che genera solo il 42% dei propri ricavi in Italia e dove Cucchiani è stato per anni un influente e ascoltato consigliere di amministrazione, Ca’ de Sass deve ancora compiere il grande salto internazionale, realizzato da Piazza Cordusio nel 2005 con l’acquisizione della tedesca Hvb e delle sue propaggini nell’Europa centro-orientale. Mercati che, anche in virtù del suo ruolo al vertice di Allianz, Cucchiani conosce molto bene. Un’esperienza, quella all’interno del colosso di Monaco di Baviera, che nel ruolo di ceo di Intesa Sanpaolo potrebbe mettere a frutto anche sul fronte assicurativo. Dopo lo scioglimento della joint venture con le Generali, Ca’ de Sass ha nel proprio perimetro un polo assicurativo di primissimo livello (nato dalla fusione di Intesa Vita, Eurizonvita, Sud Polo Vita e Centro Vita) che Cucchiani saprà sicuramente valorizzare al meglio, così come le attività nel risparmio gestito concentrate in Eurizon Capital Sgr e in Banca Fideuram. Senza ovviamente far passare in secondo piano i risultati raggiunti da Morelli, che ha avviato con successo la ristrutturazione della Banca dei Territori, e da Miccichè, la cui divisione corporate ha sostenuto in questi anni e in modo vistoso i risultati del gruppo.
Con un profilo manageriale di questo livello, che ha fatto sì che Cucchiani fosse più volte indicato come possibile guida di grandi gruppo finanziari, quali Unicredit (dopo l’uscita di Alessandro Profumo) e le stesse Generali, è dunque molto improbabile che le Fondazioni azioniste di Intesa Sanpaolo possano mettersi di traverso di fronte alla scelta di Bazoli. (riproduzione riservata)