B. Generali

Costa caro a Banca Generali il fattore Berlusconi. I dati relativi al terzo trimestre, comunicati recentemente dall’istituto che fa capo al Leone triestino sono infatti più che positivi. Ciò nonostante il target price viene tagliato dal 9,3 all’8,8 per cento «a causa del rialzo dei tassi». Questo, in sintesi quanto emerge dal report diffuso ieri dagli analisti di Equita, secondo cui per Banca Generali «ottobre chiude con il miglior dato di raccolta dell’anno». Nonostante la frenata dei nove mesi (-15%), spiegano gli analisti, «il trimestre ha chiuso con con 1 milione in più di ricavi grazie al margine di interesse, compensati da maggiori costi. Le commissioni nette sono state perfettamente allineate alle attese e pari a 74 bps annualizzati, mentre il tax rate (7% contro 15%) è stato particolarmente favorevole grazie a 1 milione di contributo positivo straordinario da un affrancamento di goodwill». Peccato, però, che la situazione del Paese non sia delle migliori. Così, se Equita lascia invariata la stima di utile netto 2011 a 69 milioni, taglia del 2% l’utile 2012 a 85milioni, «principalmente perché incorpora un calo da 72 bps a 70 bps delle commissioni nette». Ma soprattutto il target price della banca viene sforbiciato dal 9,3 all’ 8,8 «a causa del rialzo del tasso free risk», quello cioè legato a investimenti in attività finanziarie considerate prive di rischio: quei Bot e Btp il cui tasso, come dimostrato dall’andamento dei mercati negli ultimi giorni, è ormai legato a doppio filo alle dimissioni di Silvio Berlusconi.