Azimut dedica un fondo a Btp e Cct e dimezza le commissioni

di Lucio Sironi
Un fondo interamente dedicato ai titoli di Stato italiani, con prevalenza di Btp. È il modo con cui il gruppo di asset management Azimut ha partecipato ieri al Btp Day. Il prodotto si chiama Solidity ed è la trasformazione di un fondo già esistente specializzato nell’area euro. L’agevolazione per il sottoscrittore consiste in uno sconto del 50% sulle commissioni di gestione (che passeranno dunque dall’1,2 allo 0,6% all’anno). «La decisione risponde anche alla forte domanda emersa dai clienti affinchéAzimut partecipasse a un’iniziativa a favore dell’Italia», ha spiegato Pietro Giuliani, presidente e amministratore delegato di Azimut. «Con la tempestività tipica di una struttura snella e poco burocratica abbiamo individuato uno strumento d’investimento da destinare interamente all’iniziativa per l’acquisto del debito pubblico nazionale da parte dei risparmiatori italiani. In due settimane è stata rivista la politica di gestione del fondo, modificati il pricing e il portafoglio e preparata la campagna pubblicitaria, in modo da essere pronti a partecipare al Btp Day». In realtà a ispirare l’iniziativa non è stato soltanto lo spirito patriottico a sostegno del Paese e del suo debito pubblico, della cui sostenibilità peraltro da Azimut si dicono convinti. Un’altra buona ragione consiste nella consapevolezza che in questo momento il mercato dei titoli di Stato offre notevoli opportunità di arbitraggio tra emissioni di diverse scadenze, «molte delle quali create dalla ripetitività adottata dalla Bce nei suoi interventi sul mercato dei Btp e Cct, che solitamente si traducono in acquisti mirati su alcune emissioni, con sbalzi di prezzi che favoriscono il passaggio sulle altre», ha spiegato Guido Casella, gestore di Azimut specializzato nell’obbligazionario. Obiettivo del gestore in questa fase è quindi massimizzare le opportunità e dare stabilità a rendimenti che in questa fase, sommando cedola e rivalutazione del capitale (per emissioni a tre-quattro anni scambiate attorno a 85), si aggirano sul 10%. Giuliani ha avuto poi modo di fare il punto sullo stato di salute di Azimut. Quanto agli utili attesi, ha indicato un obiettivo di circa 80 milioni per il 2011, in calo rispetto al 2010 visto che quest’anno è venuto del tutto a mancare l’apporto delle commissioni di performance. Sul tema dei dividendi Giuliani ha spiegato che, grazie alla posizione di cassa positiva, continuerà a riconoscere un dividendo ordinario e una parte straordinaria (l’anno scorso in totale distribuì 0,25 euro per azione). Azimut è in possesso anche di una quota di azioni proprie attorno all’8% del capitale, che tendenzialmente sono da considerarsi al servizio di una serie di partnership e jv che il gruppo sta stringendo a livello internazionale. Prossima probabile tappa resta il Brasile. (riproduzione riservata)