Agricole taglia il rischio Italia

di Andrea Di Biase

Il gruppo Crédit Agricole ha ridotto di 2 miliardi di euro l’esposizione netta consolidata sull’Italia nel corso dell’estate, portandola a 6,74 miliardi di euro al 30 settembre dagli 8,72 miliardi del 30 giugno. L’esposizione al debito sovrano italiano è suddivisa tra 6,5 miliardi di portafoglio bancario e 208 milioni di portafoglio di trading, contro 7,8 miliardi e 885 milioni rispettivamente a fine giugno.

Il dato emerge dalla documentazione sui conti del terzo trimestre, chiusi con un utile netto di 258 milioni, in calo del 65% rispetto ai 742 dello stesso periodo del 2010. La flessione è dovuta principalmente alla svalutazione del 60% dei titoli di Stato greci in portafoglio, che ha pesato sui conti del trimestre per 637 milioni. Nei nove mesi il risultato netto dell’istituto guidato da Jean-Paul Chifflet si è attestato a 1,597 miliardi, in linea con quello dello stesso periodo del passato esercizio, pari a 1,591 miliardi. La Banque Verte ha ridotto complessivamente del 21% l’esposizione ai cinque Paesi periferici della zona euro al 30 settembre, procedendo a un’ulteriore riduzione nel mese successivo. Al 31 ottobre scorso l’esposizione rispetto al 30 giugno è stata infatti ridotta del 27%. Verso la Spagna a fine settembre l’esposizione era stata ridotta a 1,5 miliardi da 1,79 di tre mesi prima, quella verso il Portogallo a 676 milioni da 827, e verso la Grecia a 177 milioni da 329 milioni, mentre c’è stato un leggero aumento verso l’Irlanda, a 177 milioni da 144. Dal punto di vista patrimoniale, il Core Tier 1 del Crédit Agricole è pari all’8,8% al 30 settembre, in progresso di 40 punti base rispetto a dicembre 2010 mentre il Tier 1 migliora in modo analogo all’11%. Considerando anche le casse regionali azioniste del Crédit Agricole sa, il Core Tier 1 è dell’8,9%. Il gruppo dispone inoltre di riserve liquide per 103 miliardi di euro.

Per quanto riguarda invece il gruppo Cariparma Crédit Agricole Italia, nei nove mesi l’utile ha toccato 183 milioni di euro, con un incremento del 12,3% sullo stesso periodo del 2010 e una forte progressione nel terzo trimestre di raccolta e impieghi. Nel terzo trimestre l’utile ha toccato 63 milioni, sulla spinta dell’andamento delle banche commerciali (il cui risultato netto del terzo trimestre è stato circa 68 milioni, in aumento del 17,4% sul secondo trimestre). Si è consolidato l’equilibrio tra raccolta e impieghi, con una crescita della raccolta del 13,4%, in presenza di una dinamica degli impieghi in crescita del 15,2%. L’attività di erogazione di mutui-prestiti è in crescita di circa il 28% e la massa amministrata si attesta a 81 miliardi. Il rapporto tra costi e ricavi (cost/income) si è attestato al 58% al netto degli oneri di integrazione. A livello patrimoniale emerge un Tier 1 ratio dell’8,2% e un Tier total ratio del 10,9%. Il Roe è stato del 6,7% (in crescita dello 0,4% rispetto a fine 2010), dopo gli oneri di integrazione. (riproduzione riservata)