Adiconsum vuole ridefinire il sistema rc auto

Il 2010? L’annus horribilis per il settore della rc auto: secondo gli ultimi dati ISVAP, presentati alla Commissione Prezzi del Senato, i rincari sono stati piuttosto evidenti e allarmanti. Dal 2009 a oggi, gli incrementi delle polizze sono stati molto vicini al 27%, un rialzo che si riferisce a un automobilista di quaranta anni circa e che beneficia della classe di massimo bonus; ovviamente il rincaro è stato minore per le altre categorie, ma sempre di rincaro si è trattato, come ad esempio il diciottenne neopatentato (+20,2%) e il diciottenne che si sposta a bordo di un ciclomotore (+27,9%).

Numeri che hanno spinto Adiconsum a dire che non è ammissibile che un sistema pensato anni e anni fa continui a penalizzare i consumatori con aumenti di premi assicurativi che ormai hanno raggiunto le 2 cifre percentuali.

Adiconsum – dichiara in una nota  Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – chiede ad Ania di ridefinire congiuntamente con le associazioni consumatori il sistema Rc auto ormai non più accettabile soprattutto in una situazione di crisi economica quale quella attuale. Ridefinizione che si rende necessaria – prosegue Giordano – viste le pesanti sanzioni comminate dall’Isvap alle compagnie per le disdette in presenza di obbligatorietà della stipula dell’Rc auto, in presenza di un sistema che finisce col penalizzare i consumatori virtuosi a favore della criminalità organizzata, autrice delle frodi assicurative. È tempo di aprire un confronto e trovare soluzioni, senza più lamentele inutili da una parte e dall’altra. Adiconsum – conclude Giordano – ribadisce che la strada è quella della negoziazione e di un Avviso comune da presentare al Governo Monti per una ridefinizione del “sistema rc auto”. Non si può continuare a “foraggiare” centinaia di avvocati che continuano a lucrare sulle disgrazie dei cittadini; non si può continuare a pagare a piè di lista le colpe e le frodi altrui. All’Ania e alle compagnie di assicurazione diciamo che è necessario intraprendere con decisione anche la strada della conciliazione paritetica, che elimina ulteriori spese ai consumatori e solleva la giustizia pubblica inondata da migliaia di cause”.