Sostenere crescita, competitività e autonomia strategica dell’Unione: questo l’obiettivo del documento che è stato presentato alle istituzioni europee nel corso di una missione a Bruxelles dei Presidenti dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA), Antonio Patuelli e Giovanni Liverani, insieme a Fabio Cerchiai, Presidente della Federazione Banche Assicurazioni e Finanza (FeBAF) che riunisce, oltre ad ABI ed ANIA, altre dieci associazioni del mondo finanziario italiano.

Il documento, presentato al Parlamento europeo, individua tre priorità strettamente collegate, una vera e propria bussola di temi e obiettivi per la seconda metà della legislatura europea:

  • rafforzare la competitività del settore finanziario in uno scenario globale incerto: occorre superare la frammentazione dei mercati, completare l’Unione bancaria e favorire una gestione più efficiente del capitale e della liquidità. Vanno valorizzate le assicurazioni come investitori di lungo periodo e partner di famiglie, imprese e istituzioni nella gestione dei rischi di ogni tipo. La competitività deve affiancare stabilità finanziaria e tutela dei consumatori nell’azione legislativa e di vigilanza;
  • attuare l’Unione dei risparmi e degli investimenti (SIU), trasformando il risparmio europeo in investimenti produttivi: le famiglie europee detengono circa 41.000 miliardi di euro di attività finanziarie. Per mobilitare questo potenziale servono – in particolare – incentivi fiscali agli investimenti di medio e, soprattutto, di lungo termine, il rafforzamento della previdenza complementare e una maggiore educazione finanziaria. I conti di risparmio e di investimento (SIA), sia sotto forma di prodotti di investimento che di natura assicurativa, se diffusi a livello europeo, grazie all’adozione di framework nazionali che siano sufficientemente flessibili per tener conto delle specificità delle esperienze maturate nei singoli Paesi e valorizzare la diversità dei modelli distributivi esistenti nei diversi Stati membri, possono convogliare ingenti risorse con caratteristiche di rischio moderato e rendimento adeguato verso l’economia reale. Vanno ampliate le opportunità di investimento in infrastrutture, innovazione e PMI anche attraverso partenariati pubblico-privati e condivisione del rischio;
  • realizzare una concreta agenda di semplificazione normativa: servono regole più semplici, coerenti e proporzionate, la riduzione delle duplicazioni informative e valutazioni d’impatto sugli effetti della regolamentazione sulla competitività e sul finanziamento dell’economia. Occorre inoltre razionalizzare le norme sulla finanza sostenibile e sull’innovazione digitale, creando un ambiente favorevole alla transizione e all’innovazione tecnologica.

La missione a Bruxelles ribadisce l’impegno del settore finanziario a contribuire, nel dialogo con le istituzioni europee e nazionali, ad un’agenda comune per sostenere imprese e famiglie e rafforzare l’autonomia strategica europea, preservando stabilità finanziaria e tutela dei risparmiatori.

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