Nel 2025 i furti in abitazione colpiscono 7,7 famiglie ogni mille. Solo il 55,9% delle persone si sente sicuro camminando da solo al buio, con forti differenze tra uomini e donne.

In Italia i reati predatori risultano meno diffusi rispetto a undici anni prima, ma il miglioramento non si riflette con la stessa intensità sulla sicurezza percepita. Secondo il Rapporto Bes 2026 dell’Istat, nel 2025 i furti in abitazione interessano 7,7 famiglie ogni mille, contro le 16,3 del 2014. Nello stesso periodo, la quota di persone che si sente molto o abbastanza sicura camminando da sola al buio nella propria zona resta sostanzialmente invariata, passando dal 56,2% al 55,9%.

I dati provvisori del 2025 indicano una sostanziale stabilità rispetto al 2024 per furti in abitazione, borseggi e rapine. Per i furti in casa il valore scende numericamente da 8,5 a 7,7 famiglie ogni mille, ma la variazione non viene classificata dal rapporto come un miglioramento significativo.

I borseggi interessano 4,7 persone ogni mille abitanti, contro 5,1 nel 2024 e 6,9 nel 2014. Le rapine si attestano a una vittima ogni mille abitanti, rispetto a 1,1 nell’anno precedente e 1,6 nel 2014. Dopo i minimi raggiunti durante le restrizioni pandemiche e la successiva risalita, il quadro più recente appare quindi stabilizzato.

Le donne si sentono meno sicure

La distanza tra uomini e donne è particolarmente evidente. Si dichiara sicuro camminando da solo al buio il 67,6% degli uomini, contro il 44,9% delle donne. Lo svantaggio femminile si mantiene in tutte le fasce di età.

La percezione di sicurezza diminuisce inoltre nelle età più avanzate: tra le persone di almeno 75 anni si ferma al 37,3%, scendendo al 28% tra le donne. Per l’Istat, la sicurezza riguarda quindi non soltanto la frequenza dei reati, ma anche il senso di vulnerabilità e la libertà di utilizzare gli spazi del proprio territorio.

Nei centri metropolitani il rischio percepito è più alto

Il contesto urbano incide in modo significativo. Nei comuni fino a duemila abitanti il 73,8% delle persone si sente sicuro camminando al buio, contro il 43,9% nei comuni centrali delle aree metropolitane.

La quota di famiglie che giudica la propria zona molto o abbastanza a rischio di criminalità passa dal 6,6% nei comuni più piccoli al 48,4% nei centri metropolitani. A livello nazionale l’indicatore è pari al 27%, sostanzialmente stabile rispetto al 2024. Anche il degrado percepito è più frequente nelle grandi città: lo segnala il 18% dei residenti nei centri metropolitani, contro il 2,3% nei comuni fino a duemila abitanti.

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