Il quinto Rapporto Censis-Verisure rileva una domanda di protezione estesa a incidenti, emergenze sanitarie e malfunzionamenti. Il 40,8% dichiara di aver subito almeno un furto o un tentativo nella propria abitazione

La sicurezza della casa non coincide soltanto con la difesa dalle intrusioni. Per l’87,2% degli italiani significa sentirsi protetti anche da incidenti, malesseri e malfunzionamenti. Il 42% teme di sentirsi male tra le mura domestiche senza ricevere soccorso, il 32,4% ha paura di un incidente domestico e il 29,1% dichiara di limitare le proprie attività in casa per il timore che possa accadere qualcosa. È quanto emerge dal quinto Rapporto dell’Osservatorio Censis-Verisure sulla Sicurezza della Casa, «Il perimetro della sicurezza domestica», presentato a Roma lo scorso 20 ottobre.

Furti, esperienze dichiarate e percezione del rischio

Secondo l’indagine, oltre 20 milioni di italiani, pari al 40,8% del totale considerato, dichiarano di aver subito almeno un furto o un tentativo di furto in casa. Circa 6,4 milioni riferiscono almeno un atto di vandalismo ai danni dell’abitazione. Si tratta di esperienze dichiarate di vittimizzazione, che comprendono anche i tentativi di intrusione: il dato non rappresenta quindi il numero dei furti consumati in un singolo anno.

Il furto domestico è anche il reato più temuto: il 43,2% lo colloca al primo posto tra quelli che ha paura di subire. Seguono aggressioni, minacce o percosse, indicate dal 31,5%, furto di dati online, dal 19,5%, e rapine, dal 14,2%. Il 44% dichiara inoltre di avere paura a tornare a casa da solo al buio, mentre il 56% è preoccupato per i familiari che rientrano da soli di sera.

Vivere soli e isolamento relazionale: due condizioni distinte

La domanda di protezione riguarda anche la possibilità di ricevere assistenza tempestiva. Il rapporto indica in quasi 10 milioni le persone che vivono da sole, più che raddoppiate negli ultimi trent’anni; il 43% degli italiani si dichiara in apprensione per un familiare in questa condizione.

Vivere soli non equivale però a essere privi di relazioni. La ricerca distingue questa situazione dalla solitudine relazionale, che riguarda circa 5 milioni di persone senza rapporti con parenti o amici. Tra queste, circa 4 milioni non intrattengono rapporti neppure con i vicini di casa.

La sicurezza si estende agli spazi esterni

Per il 53,2% della popolazione, sentirsi sicuri deve cominciare dalla strada in cui si abita; il 29,4% individua invece nel portone o nel cancello dell’abitazione il punto di partenza della protezione. Tra chi dichiara di aver subito un furto o un tentativo, il 67,4% riferisce che gli autori hanno utilizzato spazi esterni, come giardini, garage e balconi, per accedere alla casa.

In questo contesto, il 92,1% considera importante rilevare un tentativo di intrusione prima dell’ingresso nell’abitazione mediante sensori perimetrali esterni collegati a telecamere. È un dato sull’importanza attribuita a questi dispositivi, non una misura della loro diffusione o efficacia.

Tecnologia e intervento umano

Il 58,5% considera affidabile un sistema di allarme che utilizza l’intelligenza artificiale a condizione che sia supervisionato da persone pronte a intervenire. Nella scelta di un impianto, il 63,8% indica al primo posto la combinazione tra prezzo, tecnologia e servizi offerti.

Sul piano della sicurezza urbana, l’86,4% ritiene necessaria una collaborazione più stretta tra Forze dell’ordine, enti locali e vigilanza privata per ridurre i furti in casa. Il quadro delineato dalla ricerca è dunque quello di una domanda che affianca alla prevenzione dei reati la gestione delle emergenze e la disponibilità di assistenza, senza limitarsi al solo spazio interno dell’abitazione.

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