Il quadro europeo sulla resilienza prevede una Climate Insurance Alliance, con prime misure operative entro la fine del 2027. Insurance Europe sostiene l’iniziativa e chiede di integrare l’adattamento nelle scelte su territorio, infrastrutture ed edifici.

Rafforzare la prevenzione e ampliare la protezione assicurativa, valutando anche un maggiore ricorso alla riassicurazione e ai catastrophe bond. Sono gli obiettivi del Climate Resilience Framework proposto dalla Commissione europea, che prevede la costituzione di una Climate Insurance Alliance per ridurre il divario tra perdite climatiche e danni coperti. Insurance Europe accoglie favorevolmente l’iniziativa, chiedendo che prevenzione, adattamento e responsabilità condivisa ne costituiscano gli elementi centrali.

La proposta della Commissione stima in circa 200 miliardi di euro le perdite economiche dovute ai danni climatici tra il 2022 e il 2025, pari a una media di 50 miliardi l’anno. Il quadro combina una proposta di legge europea sulla resilienza climatica con strumenti e misure di sostegno per aiutare amministrazioni, imprese e altri soggetti a valutare e gestire i rischi.

Un’alleanza per ampliare le coperture

La Climate Insurance Alliance dovrebbe riunire assicuratori, riassicuratori, intermediari, contraenti, esperti di modellizzazione, investitori, EIOPA e autorità pubbliche. L’obiettivo è arrivare entro la fine del 2027 a un primo insieme di misure operative.

Tra le priorità figurano una maggiore consapevolezza dei rischi, trasparenza delle condizioni contrattuali e disponibilità di prodotti accessibili e adeguati. La proposta richiama anche le coperture parametriche come strumento per facilitare pagamenti rapidi, oltre a prodotti che incentivino la mitigazione del rischio e a una migliore disponibilità e condivisione dei dati per i modelli.

Riassicurazione e capitali alternativi

Uno dei compiti dell’Alleanza sarà valutare la capacità europea di coprire i rischi da catastrofi naturali, esaminando il potenziale di un maggiore utilizzo della riassicurazione e dei catastrophe bond. Il riferimento è dunque a una valutazione degli strumenti disponibili, non all’istituzione già definita di un programma europeo di emissioni.

Il tema si inserisce in un percorso avviato negli anni precedenti. Nel dicembre 2024, BCE ed EIOPA avevano proposto una soluzione su due pilastri: uno schema pubblico-privato europeo di riassicurazione, con possibilità di trasferire parte dei rischi ai mercati dei capitali attraverso cat bond, e un fondo europeo per il finanziamento pubblico dei disastri. Si trattava di una proposta destinata ad alimentare il confronto, non di un sistema già operativo.

Insurance Europe: la resilienza inizia prima del disastro

Insurance Europe sottolinea in una nota che la resilienza deve diventare una priorità economica, oltre che ambientale. Secondo il presidente Frédéric de Courtois, le decisioni su uso del suolo, infrastrutture, standard edilizi e adattamento determineranno l’esposizione europea ai rischi climatici per i prossimi decenni.

La federazione sostiene che il ruolo degli assicuratori non si esaurisca nel finanziamento della ripresa dopo un evento: comprende anche il contributo alla riduzione della vulnerabilità di famiglie e imprese. Riduzione delle emissioni e adattamento restano, nella sua posizione, condizioni essenziali per contenere i rischi e mantenere disponibili le coperture nel lungo periodo.

Insurance Europe conferma quindi la disponibilità a partecipare alla Climate Insurance Alliance. La direttrice generale Thea Utoft Høj Jensen chiede che il confronto produca misure concretamente attuabili, valorizzando le esperienze già efficaci e le competenze assicurative nella gestione e mitigazione dei rischi.

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