Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Ancora un settembre in crescita e da record per Banca Generali e Banca Mediolanum, mentre Azimut con le sue attività globali si muove in netto anticipo rispetto al target annuale del piano Elevate 2030. Banca Generali, in dettaglio, ha realizzato a settembre una raccolta netta di 554 milioni che ha portato quella cumulata da inizio anno a 6,3 miliardi (+42,3%). Settembre è risultato il migliore di sempre per volumi totali. La raccolta del mese ha visto un importante flusso in liquidità, pari a 338 milioni, sostenuto anche dall’acquisizione di nuova clientela. Tale dinamica crea le condizioni per una progressiva riallocazione verso le nuove soluzioni di investimento gestite e amministrate recentemente presentate alla convention della banca e disponibili da ottobre.
Bisogna riconoscere a ogni nuovo nato un’identità anagrafica ma anche previdenziale, creando un salvadanaio alla nascita. Sarebbe una rivoluzione, si penserebbe alla previdenza non come un qualcosa che riguarda la vecchiaia, ma una questione della gioventù». Così Mario Pepe, presidente della Covip, in occasione del MF Festival delle Assicurazioni e della Previdenza di Class Editori. E in vista della prossima manovra, la Covip ha preparato un pacchetto di riforme «che non costano». «Bisogna ammodernare l’organismo di vigilanza e migliorare l’accesso alla previdenza complementare di quelle categorie che ora ne sono escluse», ha aggiunto Pepe. Il presidente ha citato esplicitamente le forze armate, i pensionati, che potrebbero creare un fondo da passare ai nipoti, e i religiosi. Infine Pepe ha proposto di dare la possibilità alla commissione di vigilanza l’accesso all’anagrafe nazionale per poter scovare le posizioni silenti.
Opportunità ma anche rischi. Questa potrebbe essere la sintesi dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo assicurativo. «L’AI cambia la natura dei rischi che incombono sulle imprese, soprattutto per quanto riguarda il fattore tempo. Gli ultimi modelli di intelligenza artificiale elaborano in pochissimo tempo quali sono le vulnerabilità del sistema», ha spiegato Pietro Franchini, deputy head of research and data department di Ivass, in occasione del MF Festival delle Assicurazioni e della Previdenza di Class Editori. Ivass si adopera in prima persona per avvertire i consumatori sui rischi dell’AI. Stefano Pompeo, senior cyber underwriter di Qbe, ha parlato della funzione di una compagnia assicurativa in questa «sfida» contro i rischi dell’AI: «Siamo impegnati con una campagna di sostegno e sensibilizzazione verso i nostri clienti», offrendo anche una linea con cui confrontarsi nel caso di «sospetto o avvenuto crimine informatico». Ma la maggior parte delle aziende però «naviga a vista».
Vorremmo che i privati nella sanità fossero considerati non soltanto come semplici pagatori, ma entità importanti che potrebbero riportare il sistema alla normalità», ha dichiarato Marco Mazzucco, ceo di Blue Assistance di Reale Mutua, in occasione del MF Festival delle Assicurazioni e della Previdenza di Class Editori. Il mondo della sanità assicurativa ha raggiunto quota 3 miliardi a metà 2026 e la previsione è di arrivare a circa 6 miliardi entro fine anno. «Il salto di qualità deve passare da un quadro normativo organico, capace di rendere più chiaro ed evidente ai cittadini che il sistema è trasparente e affidabile», dando così «più fiducia al comparto», ha detto Luigi Di Falco, responsabile vita e welfare di Ania.
Il surriscaldamento globale sta aumentando il rischio di catastrofi naturali, a causa di un clima che in Italia assomiglia sempre di più a quello dei tropici. Questo nuovo scenario apre nuove sfide per la sostenibilità assicurativa. «I rischi catastrofali bisogna renderli misurabili, in modo da adottare le misure necessarie», ha spiegato Daniela D’Agostino, chief property & casualty officer di Unipol, in occasione del MF Festival delle Assicurazioni e della Previdenza di Class Editori. Ma soltanto pochi italiani sono consapevoli del rischio: la professoressa di econometria all’Università Ca’ Foscari Monica Billio ha sottolineato come «solo una famiglia su 10 ha una copertura sulle catastrofi naturali, mentre un terzo crede di averla anche se non è così». Umberto Guidoni, chief insurance officer di Ania, ha insistito sulla necessità di creare una cultura assicurativa: «Una copertura assicurativa non è un costo ma un investimento per l’azienda».

Il 9° Rapporto Gimbe, presentato ieri alla Camera dei deputati, intende fotografare lo «stato di salute» del Sistema sanitario nazionale. Il rapporto spiega che nel triennio 2023-2026 il Fondo sanitario nazionale è aumentato di 17,5 miliardi di euro, passando da 125,4 miliardi del 2022 a 142,9 miliardi nel 2026. Il quadro cambia, però, se il finanziamento è rapportato alla ricchezza prodotta dal Paese. Se nello stesso periodo il rapporto fosse rimasto costante al livello del 2022, il Sistema sanitario nazionale avrebbe avuto a disposizione ulteriori 18,8 miliardi in più. «Il finanziamento nominale è certamente aumentato», ha spiegato il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta, «ma si è ridotta la quota di ricchezza nazionale destinata al Sistema sanitario nazionale». Un dato indiscutibile è rappresentato dal fatto che tra i Paesi del G7, l’Italia è fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro-capite con mille dollari in meno della media. Per contro, la spesa sanitaria diretta pro-capite delle famiglie supera invece la media.
Allianz Bank Financial advisors ha inaugurato il nuovo centro di consulenza finanziaria a Milano in Torre Velasca. «L’inaugurazione del nuovo centro di consulenza finanziaria in Torre Velasca rappresenta per Allianz Bank un passaggio significativo, che unisce il legame con la storia del nostro gruppo a una visione orientata al futuro», ha commentato l’a.d. Paola Pietrafesa. «Abbiamo scelto un luogo simbolo di Milano e spazi pensati per valorizzare la professionalità dei nostri financial advisor e, soprattutto, la relazione con i clienti. Una vicinanza che vogliamo continuare a rafforzare attraverso continui investimenti sulla presenza fisica nel territorio, e Milano rappresenta una delle nostre principali piazze».
Le retribuzioni degli italiani sono sempre più congelate. Dal 2025 al 2026 i redditi medi di chi presenta il 730 sono cresciuti solo dell’1,1%. Briciole rispetto a un’inflazione che corre sempre più veloce a causa della crisi energetica e che a fine anno potrebbe arrivare al 4%. E in un’Italia con gli stipendi fermi (25 mila euro il reddito medio, pressoché immutato dall’anno scorso a quest’anno), le differenze territoriali, di genere e di età incrementano le disuguaglianze. Perché un lavoratore all’apice della carriera (tra 51 e 60 anni) a Monza Brianza guadagna in media 41.434 euro mentre una donna della stessa età in provincia di Foggia ne percepisce 15.836.
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Rendere strutturali le attuali soglie di detassazione dei fringe benefit può sostenere consumi e crescita più di una riduzione generalizzata delle tasse. È la tesi di due studi presentati ieri a Roma in un evento organizzato da Satispay. Uno firmato dagli economisti Carlo Cottarelli e Giampaolo Galli per l’Osservatorio conti pubblici italiani. L’altro dall’Osservatorio HR Innovation del Politecnico di Milano. Secondo Cottarelli e Galli, un miliardo in più di welfare aziendale potrebbe generare 800 milioni di Pil nel primo anno e 1,25 miliardi al terzo, con un recupero di gettito rispettivamente di 280 e 480 milioni. Il vantaggio rispetto a un taglio Irpef sta nel fatto che i fringe benefit vengono spesi rapidamente, mentre una parte dello sconto fiscale finisce in risparmio.
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