Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Nei primi nove mesi dell’anno la domanda di prestiti finalizzati (tradizionali e bnpl-buy now pay later) da parte delle famiglie italiane registra una crescita del 5,7% rispetto al corrispondente periodo del 2025. L’importo medio richiesto ammonta a 7.044 euro con un incremento del 5,1%. È quanto emerge da un’indagine di Crif secondo cui a settembre le richieste sono aumentate del 5,3%, in frenata rispetto alla crescita a doppia cifra dei mesi estivi di luglio e agosto. La dinamica positiva è sostenuta soprattutto dal bnpl, che nel cumulato dei primi 9 mesi dell’anno cresce del 15,1%.

La distrazione è uno dei principali rischi nel traffico stradale, anche se il suo reale impatto sulla sicurezza stradale è rimasto difficile da quantificare. In un’indagine realizzata dall’Allianz Center for technology emerge che la distrazione è difficile da accertare dopo un incidente e può risultare sottorappresentata nelle rilevazioni ufficiali: Azt stima che possa contribuire a un incidente su tre. «La nostra ricerca dimostra che lo stesso compito può richiedere, in un veicolo rispetto a un altro, una differenza anche del 25% in termini di attenzione visiva», ha riferito Klaus-Peter Röhler, membro del board of management di Allianz. «Questo ci dice qualcosa di importante: la distrazione non è soltanto una questione di comportamento del conducente ma anche di progettazione. Un’auto non è uno smartphone. Quando è in gioco la sicurezza, la funzionalità deve venire prima del design»
Pensionamento più facile per chi ha lavorato all’estero. Ai fini della maturazione dei requisiti (nello specifico il requisito c.d. dell’importo soglia), infatti, rileva anche l’eventuale pensione maturata all’estero. Inoltre, i contributi maturati all’estero sono utili per perfezionare il diritto alla pensione in cumulo anche quando abbiano già dato luogo a un trattamento pensionistico nello stato di riferimento. Lo precisa l’Inps, tra l’altro, nella circolare n. 107/2026 cambiando le precedenti istruzioni in merito alla valutazione dei periodi contributivi esteri ai fini del pensionamento in regime di cumulo.
Il datore risponde dell’infortunio sul lavoro anche se i danni sono ascrivibili a negligenza o imprudenza degli addetti oppure alla violazione da parte loro di norme antinfortunistiche o direttive ricevute. Il concorso di colpa della vittima, infatti, si configura soltanto quando il danneggiato ha posto in essere una condotta abnorme, inopinabile ed esorbitante rispetto al procedimento lavorativo e alle disposizioni ricevute, che si pone come causa esclusiva dell’evento. Via libera, dunque, al regresso dell’Inail nei confronti del datore, ritenuto responsabile del sinistro. Così la Cassazione civile, sezione lavoro, nell’ordinanza n. 27322 del 20/10/2026.
Corsie preferenziali per il risarcimento dei danni commessi dai minori durante i cortei. Sono previste dal decreto-legge in materia di contrasto alla criminalità minorile, approvato dal consiglio dei ministri del 20/10/2026. Il provvedimento (si veda ItaliaOggi del 21/10/2026) prevede alcune misure penali (nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, aggravante per i danneggiamenti e presunzione di imputabilità dei minori ultraquattordicenni). Il dl dispone anche misure a favore dei soggetti danneggiati da devastazioni e saccheggi commessi in occasione delle manifestazioni (ad esempio l’esercente commerciale per le vetrina sbriciolate, il condominio per il portone imbrattato). Le disposizioni, dunque, vogliono accelerare l’iter per ottenere i risarcimenti, ma bisogna risolvere alcuni aspetti pratici. Secondo il dl, quando un minore, anche non imputabile, partecipa alla commissione dei reati, il prefetto ordina il pagamento di una sanzione amministrativa ai genitori, salvo che provino di non avere potuto impedire il fatto (prova difficilissima)
Chi si trova a gestire un’alluvione, una frana o un’altra calamità deve spesso prendere decisioni in pochi minuti, con informazioni incomplete e risorse limitate. Da oggi queste condizioni peseranno anche nella valutazione delle eventuali responsabilità penali. Per i volontari della protezione civile la punibilità viene circoscritta ai casi di colpa grave, mentre per sindaci e operatori la stessa tutela si applicherà agli interventi urgenti. Cambiano anche le regole per il personale di Comuni, Province e Regioni, con contratti dedicati, nuove indennità e maggiori garanzie professionali. Tutto senza finanziamenti aggiuntivi a carico dello Stato. Le novità sono contenute nel disegno di legge “Disposizioni in materia di protezione civile”, presentato dal ministro Nello Musumeci e già approvato dal Senato il 4 agosto. Nella giornata di ieri la Camera ha dato il via libera definitivo con 131 voti favorevoli, nessun contrario e 95 astenuti, diventando così legge
Riconoscere il caregiver significa tutelare anche la vita di chi assiste. Il disegno di legge sui caregiver familiari (a.c. 2789), approvato dalla Camera il 14 ottobre e adesso al Senato, compie un passo atteso ma non assicura ancora un aiuto concreto a tutti coloro che ne hanno bisogno. I requisiti selettivi per il contributo economico e i servizi subordinati alle risorse disponibili rischiano di lasciare ancora sulle famiglie gran parte del peso della cura. Il testo riconosce il ruolo del caregiver nel progetto assistenziale e prevede tutele per chi lavora e convive con la persona assistita per almeno 30 ore settimanali, come la possibilità di chiedere flessibilità oraria e lavoro agile e la priorità nel passaggio al part-time, ma differenzia i sostegni in base alla convivenza e alle ore dedicate alla cura. Questi criteri non bastano a descrivere il peso dell’assistenza, che può essere rilevante anche per chi non vive con il familiare o gli dedica meno ore.
Generali investments ha lanciato una classe nativamente tokenizzata di un fondo esistente di money market domiciliato in Lussemburgo e gestito da Generali Am. La nuova classe utilizza la tecnologia a registro distribuito (Dlt, Distributed ledger technology) per la rappresentazione e la registrazione digitale delle unità del fondo. La classe tokenizzata è riservata alle società autorizzate del gruppo Generali e non è aperta ad altri investitori.

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L’indagine «Le autostrade nel sistema Italia: competitività, formazione e competenza», elaborata da Swg, Kratesis, Orizzonte Italia (community under 40 di istituzioni e imprese) e Autostrade per l’Italia  è stata condotta su un campione rappresentativo di 1.049 intervistati e certifica la quotidianità di autostrade nella vita degli italiani (l’88% degli intervistati le utilizza). Il sondaggio segnala che l’88% degli intervistati ritiene che le autostrade abbiano accorciato le distanze tra territori e persone, mentre il 76% le considera parte della storia recente e dell’immaginario italiano. La funzione riconosciuta alla rete è collegare aree diverse del Paese (37%), facilitare gli spostamenti delle persone (35%), rendere l’Italia più connessa al proprio interno (31%). Il focus sulla sicurezza restituisce la percezione dei rischi alla guida: per sei italiani su dieci distrazione e velocità sono tra le principali cause di incidente, quasi quattro su dieci indica la stanchezza. E dall’infrastruttura del futuro si aspettano un ruolo attivo nella prevenzione: l’87% vuole, come detto, strade capaci di individuare e segnalare in tempo reale le situazioni di rischio, il 77% vede nella comunicazione tra infrastruttura e veicoli un modo per prevenire incidenti e pericoli. Nel prefigurare il futuro le autostrade restano un’infrastruttura necessaria, sebbene al passo con l’esigenza e la domanda di nuova mobilità.

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Non solo in pensione più tardi. Ma anche con meno soldi. È il doppio effetto del 2027: l’età per la vecchiaia sale a 67 anni e un mese, mentre i nuovi coefficienti di trasformazione riducono gli assegni contributivi. Nei calcoli della Cgil, sommando anche il taglio del 2025, la perdita arriva al 4,1%. E quella cumulata supera gli 11mila euro. Il decreto del 16 ottobre del ministero del Lavoro, di concerto con quello dell’Economia, aggiorna i coefficienti dal primo gennaio 2027. Sono le percentuali che trasformano il montante, cioè i contributi versati e rivalutati, nella pensione annua lorda. Più tardi si esce, più alto è il coefficiente. Ma se cresce la speranza di vita, a parità di età e contributi accumulati, il coefficiente si abbassa: gli stessi contributi devono finanziare più anni di pensione. La revisione del 2027 taglia l’importo dell’1,55% a 64 anni, dell’1,68% a 67 e dell’1,97% a 71. A 67 anni il coefficiente scende dal 5,608% al 5,514%. Su un montante di 300mila euro, per chi esce a 67 anni e un mese, sono circa 284 euro lordi in meno all’anno rispetto ai coefficienti attuali.
Se qualcuno di recente si è imbattuto in un video su Facebook dove Roberto Nicastro, presidente di Banca Aidexa, suggeriva investimenti, beh, non si trattava del “vero” Nicastro. A raccontare la disavventura, resa possibile dall’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, è stato sul social network Linkedin lo stesso banchiere: «Dal 14 ottobre circolano su Facebook video #deepfake che riproducono mie immagine e voce, attribuendomi la promozione di presunte opportunità di investimento. Non esiste alcun rapporto, diretto o indiretto, con queste iniziative. L’uso di immagine, voce e identità non è mai stato autorizzato, in alcuna forma». Si tratta solo dell’ultimo esempio di un personaggio famoso del mondo della finanza “clonato” con l’IA per veicolare messaggi pubblicitari molto spesso a pagamento (la piattaforma quindi incassa) e generalmente legati agli investimenti. Per citare alcuni esempi, è accaduto all’ex numero uno di Mediobanca, Alberto Nagel, del quale circolano ancora video su Facebook in cui promette di svelare verità «che i proprietari delle cinque maggiori banche italiane preferirebbero che non arrivassero mai alle vostre orecchie». È stato di recente coinvolto in un caso analogo anche il finanziere Davide Serra, tanto che la sua società Algebris Investments, sempre su Linkedin, ha dovuto precisare che «né Serra né alcun altro professionista del gruppo usa WhatsApp o qualsiasi altra piattaforma di Meta per comunicare con il pubblico, suggerire affari o richiedere fondi».

Natalità ancora in calo in Italia: in base ai primi dati provvisori, nel periodo gennaio-luglio 2026, le nascite sono 196.864, diminuite dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 (-2mila), e si conferma il dato definitivo del 2025 a 355.772, in diminuzione del 3,8% sul 2024 (-14mila unità) e del 38,3% rispetto al picco registrato nel 2008 (oltre 576mila nati), con una perdita complessiva di oltre 220mila bambini. Sono i dati salienti del rapporto “Natalità e fecondità della popolazione residente” dell’Istat. Negli ultimi anni la diminuzione delle nascite è in parte determinata dalla riduzione del numero dei potenziali genitori, a loro volta venuti al mondo dagli anni Ottanta in poi, periodo in cui si consolida il declino della fecondità. Le donne che attualmente hanno tra i 30 e i 40 anni, fascia di età nella quale si concentra oltre il 65% delle nascite attuali, sono nate tra il 1985 e il 1995, anni nei quali il numero medio di figli per donna scende da 1,45 a 1,19, il valore più basso del secolo scorso. L’attuale riduzione delle nascite è però anche frutto della sempre più bassa tendenza ad avere figli.
L’Istat ha diffuso oggi il rapporto su natalità e fecondità. Continuiamo a trattare questi numeri come una questione di costume. Invece la denatalità è la prima questione economica del Paese. I bambini che non nascono oggi sono i lavoratori e i contribuenti che domani mancheranno per sostenere pensioni e sanità. Già ora l’Italia perde ogni anno circa 300mila residenti, quanti ne conta Catania. Un’azienda che vedesse sparire i clienti a questo ritmo non aspetterebbe il bilancio successivo per cambiare strategia. C’è poi un paradosso. Il Paese ha bisogno di figli, ma chi li mette al mondo rischia di impoverirsi. In Italia la nascita di un figlio è una delle prime cause di povertà, subito dopo la perdita del lavoro di uno dei componenti della famiglia.
Assegno della pensione più leggero dal 1° gennaio 2027 con i nuovi coefficienti di trasformazione pensionistica che penalizzano integralmente le pensioni del sistema contributivo e parzialmente quelle del sistema misto (per la quota contributiva). Rispetto al 2025-2026, nel prossimo biennio con l’uscita a 67 anni, chi guadagna 30mila euro, 40mila o 50mila euro può arrivare a perdere rispettivamente fino a 372, 496 e 620 euro lordi l’anno. Sull’intera speranza di vita la perdita per chi esce a 67 anni vale fino a circa 7.300, 9.700 e 12.100 euro. Il picco si ha per chi esce a 71 anni con la pensione di vecchiaia contributiva, con una retribuzione di 50mila euro si stima una perdita annua di 845 euro.
Nata quattro anni fa dall’acquisizione della rete Deutsche Bank Financial Advisor, Zurich Bank è partita con 15 miliardi di masse gestite. «Siamo partiti da zero, in un contesto in cui l’avvio di una nuova banca era un evento poco frequente, e in quattro anni di attività abbiamo anticipato tutti i target. La nostra strategia di crescita punta su uno sviluppo per linee interne ma non escludiamo acquisizioni, qualora si presentino opportunità adeguate». A delineare le prospettive di Zurich Bank è il direttore generale Silvio Ruggiu, che dal 2022 guida la banca di Zurich Insurance Group specializzata nella consulenza finanziaria e patrimoniale
Secondo il Tribunale di Milano (sentenza 11 settembre 2026, n. 7014), il rapporto tra general contractor e condominio integra un contratto di appalto, non di mandato. L’appaltatore risponde dell’inadempimento delle imprese subappaltatrici e il ritardo può giustificare la risoluzione quando comprometta l’interesse del committente, anche in relazione ai benefici fiscali attesi.

A partire dal 1° novembre, il Consiglio di Amministrazione della Münchener Rück passerà da undici a dieci membri. Clarisse Kopff (53), responsabile delle attività di riassicurazione danni in Europa e in America Latina, lascerà l’azienda alla fine di ottobre dopo quattro anni, come ha comunicato mercoledì il gruppo di riassicurazione. Il suo contratto era valido fino al 2030. La posizione di Kopff «non verrà ricoperta in modo permanente» e le sue mansioni saranno assunte anche dal membro del consiglio di amministrazione Thomas Blunck. Munich Re aveva assunto la dirigente francese nel 2022 da Allianz, dove dirigeva l’assicuratore del credito Euler Hermes, che ora opera con il marchio Allianz Trade. Con Mari-Lizette Malherbe, responsabile del settore Vita e Salute, in futuro ci sarà solo una donna nel Consiglio di Amministrazione di Munich Re.