L’indagine CNP Assicura-AIFIn coinvolge 1.056 persone tra 18 e 70 anni. Dopo una spiegazione delle soluzioni per la non autosufficienza, il 74,6% le considera utili. Tra le richieste prevalgono accessibilità del costo e trasparenza.
Il 59% degli intervistati non ha mai sentito parlare delle polizze Long Term Care e appena il 3% dichiara di avere sottoscritto una copertura dedicata. Dopo una breve spiegazione, tuttavia, il 74,6% ne riconosce l’utilità. Sono i principali risultati dell’approfondimento sulle LTC dell’Osservatorio «Longevity Innovation», promosso da CNP Assicura insieme ad AIFIn e presentato il 29 ottobre.
L’indagine è stata condotta su un campione di 1.056 persone di età compresa tra 18 e 70 anni (51% donne e 49% di uomini, con il 33% degli intervistati residente nel Sud e nelle Isole).
Secondo l’indagine, il 37% ha avuto almeno un primo contatto con le coperture LTC. Anche tra chi le conosce, però, rimangono difficoltà di comprensione su aspetti centrali: quando si attiva la prestazione, come viene accertata la non autosufficienza, quale rendita viene erogata e per quanto tempo, oltre a esclusioni e limitazioni.
Dopo la presentazione della soluzione, il 74,6% la considera utile, mentre il 7% la giudica poco o per nulla utile. Si tratta di una valutazione espressa dopo la spiegazione, non di un’intenzione di acquisto né della dimostrazione che una maggiore informazione si traduca automaticamente nella sottoscrizione.
La caratteristica più richiesta è un costo accessibile, equo e prevedibile nel tempo, indicato dal 48,8%. Seguono la trasparenza delle condizioni contrattuali, al 35,3%, l’affidabilità della prestazione nel momento del bisogno, al 30%, e la chiarezza e semplicità del contratto, al 26,8%.
Hanno un peso anche i servizi integrativi di assistenza domiciliare, citati dal 22,5%, e l’integrazione con percorsi di prevenzione e tutela della salute, al 21,9%. Le risposte mettono quindi al centro sia la sostenibilità della spesa sia la possibilità di comprendere concretamente la protezione acquistata.
Gli ostacoli: poca informazione e altre priorità economiche
Tra le ragioni indicate per il mancato acquisto, la mancata conoscenza dell’esistenza delle polizze raccoglie il 34,8%. Seguono altre priorità economiche, al 32,3%, il costo percepito della copertura, al 29,1%, e la convinzione che il rischio sia ancora lontano, al 24,4%. Il comunicato segnala inoltre il ricorso atteso al welfare pubblico, al patrimonio personale o al sostegno familiare.
Nell’esempio di copertura illustrato durante l’indagine, che prevede una rendita mensile di 2.500 euro in caso di non autosufficienza, il 49% considera il costo adeguato alla protezione offerta. Il 57% ritiene inoltre sostenibile un premio mensile compreso tra 25 e 100 euro. Questi valori esprimono le valutazioni raccolte nella ricerca: non rappresentano una tariffa di mercato né consentono di ricostruire le condizioni di una specifica polizza.
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