Dall’intelligenza artificiale alla mobilità autonoma, fino alle biotecnologie e alla cybersicurezza: secondo una recente analisi di McKinsey, 18 settori ad alto potenziale di crescita potrebbero modificare profondamente il mercato assicurativo. Per le compagnie si aprono nuove opportunità di business, ma anche sfide legate alla valutazione dei rischi, alla gestione dei sinistri e all’evoluzione dei modelli di copertura

Il futuro del mercato assicurativo potrebbe essere influenzato da trasformazioni economiche e tecnologiche che vanno ben oltre la diffusione dell’intelligenza artificiale. È quanto emerge dallo studio di McKinsey The strategic new arenas reshaping insurance che individua 18 settori emergenti destinati a incidere sull’evoluzione dell’industria assicurativa nei prossimi anni.

Secondo le stime del McKinsey Global Institute, questi comparti potrebbero generare complessivamente tra 29.000 e 48.000 miliardi di dollari di ricavi annui entro il 2040, contribuendo fino a un terzo della crescita economica globale. Non si tratta di una previsione sui premi assicurativi, ma di una stima del potenziale economico dei settori che potrebbero creare nuove esigenze di protezione.

Le 18 aree comprendono cinque grandi ambiti: infrastrutture per l’intelligenza artificiale, digitalizzazione, elettrificazione, tecnologie avanzate e nuove frontiere biotecnologiche. Tra il 2022 e il 2025, i ricavi delle imprese attive in questi mercati sono cresciuti a un ritmo circa dieci volte superiore rispetto a quelli degli altri settori analizzati.

Per le compagnie assicurative, questa evoluzione assume particolare rilievo in una fase di rallentamento della crescita dei premi, dopo anni caratterizzati da aumenti tariffari che hanno contribuito all’espansione della raccolta.

Ramo auto: mobilità elettrica e autonoma

Uno degli ambiti più interessati dalla trasformazione è quello dell’assicurazione auto. La crescente diffusione dei veicoli elettrici comporta nuove complessità nella valutazione dei danni e nella gestione delle riparazioni.

Secondo i dati dell’associazione assicurativa britannica ABI, McKinsey evidenzia come gli interventi di riparazione sui veicoli elettrici possano risultare dal 20% al 30% più costosi rispetto a quelli sui modelli con motore a combustione interna. A incidere sono soprattutto le caratteristiche delle batterie, il cui danneggiamento può determinare costi particolarmente elevati o rendere antieconomica la riparazione del veicolo.

Anche la mobilità autonoma potrebbe modificare significativamente il mercato del motor. La progressiva introduzione di veicoli capaci di operare senza conducente potrebbe ridurre alcune tipologie di incidenti, facendo però emergere rischi legati a malfunzionamenti software, attacchi informatici e responsabilità dei produttori tecnologici.

Secondo le analisi richiamate da McKinsey, entro il 2030 negli Stati Uniti circa 5 miliardi di dollari di premi annui potrebbero trasferirsi dalle coperture Auto individuali alle assicurazioni commerciali, in conseguenza dell’evoluzione della mobilità autonoma e condivisa.

Cyber risk e infrastrutture digitali

Le opportunità non riguardano soltanto le polizze destinate ai privati. Nel comparto assicurativo delle imprese, l’espansione delle infrastrutture digitali e delle tecnologie avanzate sta facendo emergere esposizioni sempre più complesse.

La diffusione dei data center, ad esempio, aumenta la concentrazione di valori assicurati in singole infrastrutture, mentre un’interruzione dei servizi cloud può provocare conseguenze economiche su numerose aziende contemporaneamente.

Un fenomeno analogo interessa la cybersicurezza: un attacco informatico o una vulnerabilità condivisa da più sistemi possono determinare sinistri simultanei, mettendo alla prova i tradizionali modelli di diversificazione del rischio.

Anche la robotica e l’impiego di sistemi autonomi in fabbriche, magazzini e strutture sanitarie pongono nuove questioni in materia di responsabilità civile, soprattutto quando diventa difficile distinguere tra errore umano, difetto del prodotto e malfunzionamento del software.

Ramo vita: innovazioni mediche e biotecnologie

Nel settore vita, le innovazioni mediche potrebbero avere conseguenze rilevanti sui modelli attuariali utilizzati dalle compagnie.

In particolare, McKinsey richiama l’attenzione sui farmaci GLP-1 impiegati nel trattamento dell’obesità e sui progressi della medicina personalizzata. Queste innovazioni potrebbero contribuire a modificare le prospettive di mortalità e morbilità della popolazione, influenzando nel lungo periodo la tariffazione delle coperture Vita, delle rendite e delle assicurazioni legate alla salute.

L’evoluzione della medicina genetica apre inoltre nuove possibilità di valutazione individuale del rischio, accompagnate da interrogativi sulla protezione dei dati sanitari, sull’utilizzo delle informazioni genetiche e sui limiti normativi alla personalizzazione delle coperture.

Intelligenza artificiale come strumento di prevenzione

Oltre a creare nuove categorie di rischio, l’intelligenza artificiale potrebbe trasformare direttamente le attività delle compagnie, dalla sottoscrizione delle polizze alla liquidazione dei sinistri.

Secondo McKinsey, l’integrazione dell’AI con sensori, veicoli connessi e sistemi di monitoraggio continuo potrebbe favorire un progressivo passaggio da modelli assicurativi prevalentemente orientati al risarcimento a sistemi maggiormente focalizzati sulla prevenzione.

L’automazione delle attività amministrative e l’utilizzo di strumenti predittivi potrebbero inoltre contribuire alla riduzione dei costi operativi, a una valutazione più precisa dei rischi e a una gestione più rapida delle richieste di indennizzo.

Resta tuttavia centrale la necessità di sviluppare competenze e strumenti adeguati per assicurare rischi nuovi, spesso caratterizzati da una limitata disponibilità di dati storici e da una maggiore interconnessione tra eventi.

Nel complesso, lo studio delinea uno scenario in cui la crescita del settore assicurativo dipenderà non soltanto dalla capacità di ampliare la raccolta premi, ma anche dall’abilità delle compagnie di adattare prodotti, modelli distributivi e criteri di sottoscrizione a un’economia in rapida trasformazione.

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