Al seminario di Assoprevidenza e Consiglio Nazionale degli Attuari, una simulazione sulle coperture collettive per gli aderenti ai fondi pensione. La proposta punta a integrare le tutele pubbliche per la non autosufficienza.
Un contributo medio di 113 euro all’anno per finanziare una rendita vitalizia di 500 euro al mese in caso di non autosufficienza. È il risultato della simulazione presentata il 26 ottobre a Roma durante il seminario promosso da Assoprevidenza e Consiglio Nazionale degli Attuari sulle prospettive delle coperture Long Term Care. Lo scenario considera una platea di circa 10 milioni di lavoratori e familiari aderenti ai fondi pensione: non si tratta quindi della tariffa di una polizza già disponibile sul mercato, ma di una stima riferita a un’ipotesi di copertura collettiva.
Dal confronto è emersa l’indicazione di privilegiare coperture collettive a vita intera per contenere gli oneri e garantire prestazioni economiche significative. Secondo le conclusioni riportate nei resoconti dell’incontro, un’impostazione esclusivamente individuale non consentirebbe di raggiungere gli stessi obiettivi di sostenibilità e diffusione della tutela.
La simulazione considera anche l’effetto dell’ampliamento della platea: nell’ipotesi di 800 mila nuovi aderenti ogni anno, il contributo medio annuo scenderebbe da 113 a 74 euro. Anche questo valore resta legato alle ipotesi del modello e non rappresenta un prezzo applicabile indistintamente a qualsiasi assicurato.
Il ruolo dei fondi pensione e delle casse sanitarie
Il seminario, ospitato nell’Auditorium della Cassa Forense, ha approfondito il possibile contributo dei fondi pensione e delle casse sanitarie allo sviluppo della protezione per la non autosufficienza. Il programma comprendeva inoltre un confronto con l’esperienza tedesca e una discussione sulle prospettive del mercato italiano.
L’obiettivo è affiancare alle prestazioni pubbliche un secondo pilastro capace di ampliare l’accesso alle coperture LTC. I numeri presentati offrono una base per il confronto, mentre la valutazione delle condizioni concrete di attuazione richiede l’esame delle ipotesi tecniche e delle caratteristiche della popolazione coperta.
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