Secondo i dati INAIL, nei primi otto mesi del 2026 crescono le denunce di infortuni sul lavoro (+5,1%), di infortuni mortali (+2%) e quelle relative agli incidenti in itinere (+7%). In aumento del 16,3% le malattie professionali, che superano quota 74mila
Nei primi otto mesi del 2026 sono aumentate le denunce di infortunio sul lavoro e di malattia professionale presentate all’INAIL. Secondo i dati diffusi dall’Istituto, gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, esclusi quelli degli studenti, sono stati 285.811, il 5,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Le denunce con esito mortale sono salite da 488 a 498 (+2%).
In crescita anche gli infortuni in itinere: le denunce hanno raggiunto quota 66.149 (+7%), mentre i casi mortali sono passati da 186 a 191 (+2,7%). Per quanto riguarda le malattie professionali, nei primi otto mesi dell’anno sono state presentate 74.542 denunce, con un incremento del 16,3% rispetto al 2025.
Rapportando il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro, al netto degli studenti, a quello degli occupati rilevati dall’Istat, emerge tuttavia un’incidenza inferiore rispetto al periodo precedente la pandemia. Le denunce ogni 100mila occupati sono infatti passate dalle 1.317 di agosto 2019 alle 1.174 del 2026, con una riduzione del 10,9%. Rispetto ad agosto 2025, quando l’incidenza era pari a 1.130 denunce ogni 100mila occupati, si registra invece un aumento del 3,9%.
Infortuni in occasione di lavoro
Le 285.811 denunce di infortunio in occasione di lavoro registrate tra gennaio e agosto 2026 rappresentano un incremento del 5,1% rispetto alle 271.976 dello stesso periodo del 2025. Il dato risulta superiore anche a quelli del 2024 (+3,4%), del 2023 (+1,7%), del 2021 (+0,6%) e del 2020 (+6,8%), mentre rimane inferiore rispetto al 2022 (-27%) e al 2019 (-6%).
L’incidenza degli infortuni in occasione di lavoro sul totale delle denunce, esclusi gli studenti, è passata dall’83% del 2019 all’81,2% del 2026, rispetto all’81,5% registrato nel 2025.
Per quanto riguarda le diverse gestioni assicurative, l’Industria e servizi registra un aumento del 5,2%, passando da 245.058 a 257.821 denunce. Sostanzialmente stabile l’Agricoltura, con una lieve flessione dello 0,1% (da 15.525 a 15.508 casi), mentre nel Conto Stato si rileva un incremento del 9,6%, da 11.393 a 12.482 denunce.
Tra i settori con il maggior numero di infortuni in occasione di lavoro, gli aumenti più significativi riguardano la Sanità e assistenza sociale (+6,9%), i Servizi di alloggio e ristorazione (+4,1%), il Trasporto e magazzinaggio (+3,9%), i Servizi di supporto alle imprese e il Commercio (+3,7% entrambi). Seguono le Attività manifatturiere (+2%) e le Costruzioni (+1,8%).
A livello territoriale, le denunce aumentano in tutte le aree del Paese. La crescita più marcata si registra nelle Isole (+9%), seguite dal Nord-Ovest e dal Centro (+5,6% in entrambi i casi), dal Sud (+5,2%) e dal Nord-Est (+3,5%). Tra le regioni con gli incrementi percentuali maggiori figurano Lazio (+10%), Sicilia (+9,3%), Molise (+9,2%), Sardegna (+8,3%) e Campania (+7,2%).
L’aumento interessa sia le lavoratrici, con un incremento del 6,8% (da 86.758 a 92.655 denunce), sia i lavoratori, per i quali la crescita è del 4,3% (da 185.218 a 193.156 casi). Le denunce aumentano inoltre dell’8,1% tra i lavoratori stranieri e del 4,1% tra quelli italiani.
L’analisi per fasce d’età evidenzia incrementi generalizzati, particolarmente marcati tra i 60-69enni (+10,7%), i 20-29enni (+7,2%) e i 30-39enni (+5,9%).
Infortuni mortali sul lavoro
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale, al netto degli studenti, sono state 498 nei primi otto mesi del 2026, dieci in più rispetto alle 488 dello stesso periodo del 2025.
Il dato è inferiore di cinque casi rispetto al 2024, superiore di tre rispetto al 2022 e coincide con quello del 2023. Rispetto al 2021 si registrano 122 casi in meno, 185 in meno rispetto al 2020 e sei in più rispetto al 2019.
Considerando il rapporto con il numero degli occupati rilevati dall’Istat, l’incidenza dei decessi denunciati in occasione di lavoro è passata da 2,13 ogni 100mila occupati nel 2019 a 2,04 nel 2026, con una riduzione del 4,2%. Rispetto al 2025, quando il valore era pari a 2,03, si registra invece un lieve aumento dello 0,5%.
La quota delle denunce mortali in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati, esclusi gli studenti, si attesta al 72,3%, rispetto al 72,4% del 2025 e al 72% del 2019.
L’aumento dei casi mortali interessa la gestione Industria e servizi, passata da 417 a 424 denunce, e il Conto Stato, da tre a sei casi. Rimane invece invariato il dato dell’Agricoltura, con 68 decessi denunciati in entrambi i periodi.
Tra i settori che registrano un incremento degli infortuni mortali figurano le Costruzioni (da 78 a 83 casi), il Trasporto e magazzinaggio (da 65 a 68), i Servizi di supporto alle imprese (da 22 a 29), la Fornitura di acqua, reti fognarie, gestione dei rifiuti e risanamento (da 11 a 15), i Servizi di alloggio e ristorazione (da 11 a 15), la Sanità e assistenza sociale (da cinque a 12) e l’Amministrazione pubblica (da tre a sette). Le diminuzioni più rilevanti riguardano invece le Attività manifatturiere (da 69 a 62) e il Commercio (da 48 a 36).
Sul piano territoriale, le denunce mortali diminuiscono al Sud (da 116 a 112) e nelle Isole (da 54 a 52), mentre aumentano nel Nord-Ovest (da 121 a 133), nel Nord-Est (da 106 a 107) e al Centro (da 91 a 94).
Tra le regioni con le riduzioni più significative si segnalano Basilicata (-6 casi), Veneto e Sardegna (-5 ciascuna), Umbria e Abruzzo (-4 entrambe). Gli incrementi maggiori riguardano invece Lombardia (+9), Emilia-Romagna (+8), Lazio (+6) e Calabria (+4).
Le denunce mortali aumentano sia tra gli uomini, passando da 462 a 465 casi, sia tra le donne, da 26 a 33. Diminuiscono quelle relative ai lavoratori italiani, da 380 a 362, mentre crescono quelle dei lavoratori stranieri, da 108 a 136.
Per quanto riguarda l’età, gli incrementi interessano soprattutto i lavoratori tra i 20 e i 44 anni (da 107 a 126 casi) e gli over 59 (da 110 a 130). Si registra invece una riduzione nella fascia tra i 45 e i 59 anni, da 263 a 238 denunce.
Infortuni in itinere
Nei primi otto mesi del 2026, gli infortuni in itinere sono stati 66.149, esclusi i casi che hanno coinvolto gli studenti. Si tratta di un aumento del 7% rispetto alle 61.799 denunce dello stesso periodo del 2025.
Il dato risulta superiore anche a quelli registrati nel 2024 (+8,1%), nel 2023 (+13,8%), nel 2022 (+21,9%), nel 2021 (+46,5%), nel 2020 (+76%) e nel 2019 (+6,4%).
L’incidenza degli infortuni in itinere sul totale delle denunce, al netto degli studenti, è salita dal 17% del 2019 al 18,8% del 2026, rispetto al 18,5% del 2025.
Nella gestione Industria e servizi le denunce aumentano del 7%, passando da 55.703 a 59.594 casi. In Agricoltura si registra invece una diminuzione del 5,3%, da 1.093 a 1.035, mentre nel Conto Stato l’incremento è del 10,3%, da 5.003 a 5.520 denunce.
L’aumento interessa tutte le aree geografiche, con una crescita particolarmente marcata al Sud (+12,2%), nelle Isole (+9,2%), nel Nord-Est (+7,2%), nel Nord-Ovest (+6,6%) e al Centro (+4,2%).
Tra le regioni con gli incrementi maggiori figurano Molise (+22,4%), Calabria (+21,5%), Abruzzo (+19,4%), Emilia-Romagna (+12,8%) e Umbria (+12,3%). Le uniche riduzioni si registrano nelle province autonome di Bolzano (-2,6%) e Trento (-1,8%).
Le denunce aumentano dell’8,4% tra gli uomini, passando da 32.241 a 34.949 casi, e del 5,6% tra le donne, da 29.558 a 31.200. La crescita riguarda sia i lavoratori stranieri (+10,3%) sia quelli italiani (+6,1%).
Incrementi si rilevano in tutte le fasce d’età, in particolare tra i 60-69enni (+12,3%), i 20-29enni (+8,1%), i 30-39enni (+6,6%) e i 40-59enni (+5,5%).
Infortuni mortali in itinere
Le denunce di infortunio in itinere con esito mortale sono state 191 nei primi otto mesi del 2026, cinque in più rispetto alle 186 dello stesso periodo del 2025. Il numero supera quello registrato in ciascuno degli anni dal 2020 al 2024 ed è pari a quello del 2019.
La quota dei decessi in itinere sul totale degli infortuni mortali denunciati, esclusi gli studenti, è del 27,7%, rispetto al 27,6% del 2025 e al 28% del 2019.
Per quanto riguarda le gestioni assicurative, nell’Industria e servizi le denunce mortali scendono da 175 a 167, mentre in Agricoltura aumentano da 10 a 23. Nel Conto Stato si registra un decesso in entrambi i periodi.
A livello territoriale si rilevano incrementi nel Nord-Est (da 49 a 50 casi), nel Nord-Ovest (da 47 a 48), al Sud (da 31 a 32) e nelle Isole (da 18 a 23), mentre al Centro le denunce diminuiscono da 41 a 38.
Le denunce mortali delle lavoratrici scendono da 29 a 26, mentre quelle dei lavoratori aumentano da 157 a 165. Diminuiscono i casi relativi ai lavoratori italiani, da 146 a 140, e crescono quelli degli stranieri, da 40 a 51.
L’analisi per età evidenzia aumenti tra i 25 e i 49 anni (da 74 a 96 denunce mortali) e tra i 60 e i 69 anni (da 24 a 30), mentre si registrano diminuzioni tra i 50 e i 59 anni (da 61 a 45) e tra gli under 25 (da 19 a 16).
Infortuni degli studenti
Le denunce di infortunio che hanno coinvolto studenti di ogni ordine e grado, presentate all’INAIL entro agosto 2026, sono state 52.849, il 5,2% in più rispetto alle 50.232 dello stesso periodo del 2025.
Di queste, 624 riguardano studenti impegnati nei percorsi di formazione scuola-lavoro, con una riduzione del 49% rispetto ad agosto 2025.
Gli infortuni degli studenti rappresentano il 13% del totale delle denunce registrate nei primi otto mesi del 2026. Il 42% riguarda le studentesse, le cui denunce aumentano del 5,1% rispetto al 2025, mentre il restante 58% interessa gli studenti, con una crescita del 5,3%.
Tre infortuni su quattro coinvolgono ragazzi di età inferiore ai 15 anni, mentre il restante quarto riguarda studenti dai 15 anni in su.
La Lombardia è la regione con il maggior numero di denunce, pari al 24% del totale nazionale, in aumento dell’8,9% rispetto al 2025. Seguono Emilia-Romagna (13% del totale; +12,9%), Veneto (12%; +2,7%) e Piemonte (10%; +3,5%).
Il 94% delle denunce riguarda studenti delle scuole statali, mentre il restante 6% interessa quelli delle scuole non statali e private. Nel 97% dei casi gli infortuni si sono verificati durante le attività scolastiche, mentre il 3% è avvenuto in itinere.
Le denunce di infortunio con esito mortale tra gli studenti sono state 12, rispetto alle sette registrate nei primi otto mesi del 2025.
Malattie professionali
Nei primi otto mesi del 2026, le denunce di malattia professionale protocollate dall’INAIL sono state 74.542, con un incremento di 10.424 casi (+16,3%) rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita si registra anche nel confronto con i primi otto mesi degli anni precedenti.
L’aumento riguarda tutte le gestioni assicurative. Nell’Industria e servizi le denunce salgono del 17,2%, passando da 53.186 a 62.320 casi. In Agricoltura la crescita è dell’11,3%, da 10.427 a 11.605, mentre nel Conto Stato raggiunge il 22,2%, da 505 a 617 denunce.
A livello territoriale, gli incrementi interessano il Centro (+18,2%), il Nord-Ovest (+16,9%), il Nord-Est (+15,3%), il Sud (+14,8%) e le Isole (+14,3%).
L’aumento riguarda entrambi i generi. Tra gli uomini le denunce passano da 47.492 a 55.171, con 7.679 casi in più (+16,2%), mentre tra le donne salgono da 16.626 a 19.371, con un incremento di 2.745 casi (+16,5%).
Crescono anche le denunce dei lavoratori italiani, passate da 58.270 a 67.570 (+16%), e quelle dei lavoratori stranieri, aumentate da 5.848 a 6.972 (+19,2%).
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio si confermano le tre principali categorie di malattie professionali denunciate nei primi otto mesi del 2026, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.
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