Nei primi nove mesi del 2026 la domanda di prestiti finalizzati (tradizionali e BNPL) da parte delle famiglie italiane registra una crescita del 5,7% rispetto al corrispondente periodo del 2025. Secondo quanto riporta CRIF, l’importo medio richiesto ammonta a 7.044 euro, con un incremento del 5,1% (Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie). In particolare, a settembre le richieste sono aumentate del 5,3%, in frenata rispetto alla crescita a doppia cifra dei mesi estivi di luglio e agosto.

La dinamica positiva è sostenuta soprattutto dal BNPL, che nel cumulato dei primi 9 mesi dell’anno cresce del 15,1%. Per quanto riguarda le altre forme tecniche, nel periodo analizzato, registriamo che i prestiti finalizzati tradizionali segnano un +4,2%, mentre i prestiti personali registrano un +4,6%. Se guardiamo all’importo medio richiesto per forma tecnica nel periodo gennaio-settembre, l’andamento risulta speculare perché a registrare il valore più alto sono i prestiti personali, con un importo medio pari a 11.380 euro (-5,2%); seguono i prestiti finalizzati tradizionali con 8.025 euro (+6,4%) e il BNPL con un ammontare medio di 1.302 euro (+1,9%).

Quasi la metà delle richieste (48,1%) presenta un importo inferiore a 2.000 euro: si tratta quindi di spese contenute destinate a coprire esigenze personali o familiari. Anche la durata è limitata e, nella maggioranza dei casi, è compresa tra 2 e 3 anni: il 20,6% sceglie questa opzione, mentre il 17,5% non supera i 24 mesi. Infine, per quanto riguarda l’età del richiedente, è la fascia 45-54 anni a concentrare la quota più elevata di richieste, pari al 22,5%. Tuttavia, sia la fascia anagrafica precedente (35-44 anni) sia quella successiva (55-64 anni) registrano la stessa quota di domanda (19,1%). Le percentuali si abbassano con l’aumentare dell’età, in particolare oltre i 65 anni.