Al confronto organizzato da CRIF a Milano, attenzione al finanziamento delle imprese, all’evoluzione della consulenza e alla prevenzione. Per le compagnie, tra i temi centrali figurano sottoassicurazione, longevità e rischi climatici e informatici
Come trasformare il rafforzamento dei risultati di banche e assicurazioni in una maggiore capacità di sostenere famiglie e imprese? È il tema al centro del Tomorrow Speaks 2026, il confronto organizzato da CRIF il 27 ottobre a Milano sulle strategie del settore finanziario verso il 2030. Dal dibattito emergono quattro ambiti di intervento: impiego dei dati e dell’intelligenza artificiale, integrazione tra servizi digitali e relazione personale, destinazione del risparmio all’economia produttiva e gestione dei rischi emergenti.
Secondo i dati presentati durante l’incontro, nell’arco di dieci anni il sistema bancario italiano è passato da una perdita lorda di 18 miliardi di euro a un utile lordo di 45 miliardi. Al miglioramento hanno contribuito la riduzione degli accantonamenti sui crediti a rischio, l’aumento dei ricavi da servizi, il contenimento dei costi e, nella fase più recente, la crescita del margine di interesse legata al rialzo dei tassi.
Per il settore assicurativo, il comunicato riporta un incremento dei risultati da 6,8 a 10,2 miliardi di euro, al lordo della riassicurazione, attribuito alla crescita dei volumi Vita e Danni diversi dalla RC Auto e al miglioramento delle performance tecniche e finanziarie del comparto Danni.
La maggiore redditività pone la questione del contributo del sistema finanziario agli investimenti. Il valore del risparmio delle famiglie è stimato in circa 6.000 miliardi di euro, mentre gli impieghi alle imprese risultano inferiori a 800 miliardi. Nell’ipotesi illustrata durante l’evento, indirizzare verso questi ultimi il 5% del risparmio consentirebbe di aumentarli di circa il 40%. Una possibilità teorica, che deve però confrontarsi con i vincoli di investimento, le esigenze di liquidità e le caratteristiche delle risorse considerate, comprese quelle dei fondi pensione e delle riserve matematiche Vita.
Intelligenza artificiale tra efficienza e relazione con il cliente
L’intelligenza artificiale viene indicata come una leva per aumentare la produttività e modificare i processi decisionali. Per le assicurazioni, l’automazione potrebbe contribuire a ulteriori miglioramenti della gestione tecnica nel ramo Danni; per le banche, a sostenere l’efficienza operativa e la capacità di valutazione del credito.
Il passaggio non riguarda soltanto gli strumenti. Secondo gli interventi raccolti, l’impiego delle tecnologie richiede anche un’evoluzione delle competenze e dei modelli commerciali, senza sostituire il giudizio professionale e la relazione personale. Alla maggiore diffusione dei rapporti a distanza si accompagnano inoltre esigenze più complesse di identificazione e conoscenza del cliente, conformità normativa e sicurezza informatica.
Marco Colombo, Managing Director Finance Italy di CRIF, ha richiamato in particolare la capacità di integrare e interpretare informazioni diverse, distinguendola dalla semplice disponibilità delle tecnologie.
Sottoassicurazione e longevità nel confronto tra le compagnie
Sul fronte assicurativo, Robert Gauci, CEO del Gruppo Helvetia Italia, ha collegato il divario di protezione alla necessità di rafforzare la consapevolezza dei rischi e del valore delle coperture. In questa prospettiva, presenza territoriale e consulenza possono aiutare famiglie e imprese a individuare le proprie esposizioni e a valutare le soluzioni disponibili.
Bruno Scaroni, indicato nel comunicato come CEO di Zurich Insurance, ha posto l’accento sulla longevità e sulla pianificazione previdenziale e patrimoniale. Per le imprese, il tema è invece l’interconnessione tra rischi climatici e minacce informatiche, con un ruolo crescente della prevenzione e della mitigazione rispetto alla sola risposta successiva al danno.
Monitorare i rischi senza amplificare gli shock
Cyber risk, rischi fisici e instabilità geopolitica incidono anche sulla qualità del credito e sulle scelte di finanziamento. Nel dibattito è stata evidenziata l’esigenza di distinguere le oscillazioni immediate dei mercati dai cambiamenti strutturali, evitando che valutazioni troppo uniformi penalizzino interi settori produttivi.
L’obiettivo indicato è sviluppare sistemi di monitoraggio capaci di riconoscere tempestivamente le fragilità, sia delle imprese sia delle famiglie. Una maggiore rapidità nell’accesso ai servizi finanziari, è stato osservato, deve accompagnarsi alla valutazione della sostenibilità degli impegni assunti e alla capacità di intervenire prima che le difficoltà si trasformino in insolvenze.
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