Zurich Bank parte con 16 mld e spinge il reclutamento

L’OBIETTIVO È INGAGGIARE ALMENO 50 CONSULENTI L’ANNO NEL PROSSIMO QUINQUENNIO. IN 9 MESI RACCOLTI 800 MILIONI DI EURO
di Anna Messia
L’obiettivo minimo è di inserire almeno 50 nuovi consulenti finanziari ogni anno da qui ai prossimi cinque. Zurich Bank, la società di financial advisor del gruppo assicurativo elvetico Zurich creata a seguito dell’acquisizione della rete dei consulenti finanziari di Deutsche Bank Financial Advisor, per un valore che secondo fonti finanziarie si sarebbe aggirato tra 300 e 350 milioni, è pronta a partire con 16 miliardi di euro di masse in gestione e vuole subito spingere sulla crescita. «Con 1.085 consulenti finanziari, oltre 16 miliardi di masse in gestione e più di 120 clienti, Zurich Bank si configura già come una realtà solida e sicura, un modello di advisory di eccellenza, evoluto e multicanale, in grado di valorizzare l’appartenenza ad un gruppo assicurativo leader mondiale», dice a MF-Milano Finanza Silvio Ruggiu, direttore generale della banca. Zurich Bank è oggi settima nella classifica delle reti di consulenti finanziari, la più piccola delle big e la più grande tra le società medie, ma l’obiettivo è chiaramente quello di scalare rapidamente la classifica, crescendo ben più del resto del mercato e accelerando sul reclutamento di professionisti dal mercato. Non solo pescando da altre reti di consulenti ma pure dal settore bancario, guardando ai private banker alle prese con la chiusura delle filiali delle banche tradizionali. «Le potenzialità di crescita del settore della consulenza finanziaria sono evidenti. Negli ultimi anni le reti hanno costantemente registrato una crescita della raccolta a doppia cifra, ma rispetto al risparmio totale degli italiani, circa 5.100 miliardi, rappresentano ancora soltanto il 15%», aggiunge Ruggiu. «Questo spiega perché Zurich, gruppo nato 150 anni fa e da 120 presente in Italia, abbia deciso di investire su questo comparto entrando nel mondo della consulenza finanziaria».

Per quanto riguarda le possibili sinergie tra la banca, presieduta da Alessandro Castellano, e la compagnia assicurativa guidata da country ceo di Zurich in Italia, Giovanni Giuliani, il direttore generale ricorda come le due realtà si conoscono già da tempo. Dei 16 miliardi di masse complessive circa 5 miliardi arrivano dalle polizze vita di ramo primo e di ramo terzo emesse da Zurich che la rete dei consulenti finanziari di Deutsche Bank distribuiva già grazie ad un accordo. «Nei prossimi mesi metteremo a punto una strategia comune che coinvolga agenti e consulenti finanziari, nell’interesse di entrambe queste figure che sono degli imprenditori», aggiunge Ruggiu, spiegando che «con Zurich nasce un modello unico nel Paese, capace di promuovere la cultura della protezione, patrimoniale e assicurativa, grazie a due reti capillari di professionisti esperti. Da oggi sono 5 mila i consulenti Zurich sul territorio a supporto delle famiglie e delle imprese». La volontà è chiara: accelerare sulla crescita come già avvenuto nei primi nove mesi dell’anno che, nonostante le incertezze legate all’operazione di vendita in corso, al rincaro energetico e alla volatilità delle borse, si sono chiusi con una raccolta netta positiva per 800 milioni di euro, ben oltre l’andamento medio di mercato. L’intenzione è quella di mantenere questo ritmo, spingendo anche sul reclutamento.

«Il reclutamento sarà uno degli strumenti principali della crescita, con un obiettivo di inserimento di almeno 50 nuovi professionisti l’anno per i prossimi cinque anni», aggiunge Ruggiu, spiegando che si guarderà a professionisti del settore della consulenza e del comparto bancario con un portafoglio medio superiore ai 20 milioni di euro. «A loro verrà offerto l’accesso ad una piattaforma moderna e completa che farà leva anche su un approccio digitale con un’offerta ampia, con i migliori servizi di investimento, assicurativi, bancari e finanziari disponibili sul mercato, così da integrare pianificazione finanziaria e assicurativa perché abbiamo visto che il principale bisogno dei clienti e quello di proteggere i propri risparmi», conclude sottolineando che «la nuova rete potenzierà l’area del private e wealth advisory che potrà contare su una sua struttura e una sua brend identity». (riproduzione riservata)
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