Rassegna Stampa assicurativa 15 ottobre 2022

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

Non è un bel momento nemmeno per i fondi pensione. A partire da quelli anglosassoni che sono caduti in crisi di liquidità per via del repentino e corposo ritmo di rialzo dei tassi di interesse che le banche centrali stanno attuando per spegnere le attese di inflazione. Una crisi, esasperata da nuove misure fiscali espansive annunciate il 23 settembre dal nuovo governo retto da Liz Truss e foriere di una temuta maggiore inflazione, che ha costretto il 28 settembre la Banca centrale inglese (Boe) ad intervenire precipitosamente lanciando a sorpresa un piano di emergenza da 65 miliardi di sterline per acquistare titoli di Stato del Paese, i Gilt sui quali si era scatenata un’ondata di vendite.
Cinquantadue miliardi. Di tanto aumenterà la spesa pensionistica nei prossimi tre anni secondo la Nadef. Dai 297,4 miliardi del 2022 si passerà ai 349,8 del 2025. Finora un balzo simile è avvenuto in dieci anni: nel 2012 la spesa previdenziale era di 249,5 miliardi. Certo, all’invecchiamento demografico si è aggiunta l’inflazione. Ma è innegabile l’effetto di misure come Quota 100, che ha permesso di andare in pensione a 62 anni con almeno 38 anni di contributi.
La Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Nadef) recentemente approvata delinea lo scenario economico di riferimento in cui si colloca la prossima manovra finanziaria. Considerando il passaggio di testimone a Palazzo Chigi, l’analisi delle tendenze in corso e le previsioni per l’economia e la finanza pubblica italiane presentate si limitano allo scenario a legislazione vigente. Il prossimo esecutivo provvederà poi alla definizione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2023-2025 e, successivamente, alla redazione della Legge di bilancio sul 2023 da approvare entro il 31 dicembre. In ogni caso la Nadef presenta diversi profili di attenzione utili per alcune riflessioni prospettiche in ambito previdenziale.
L’aumento del costo della vita è improvvisamente diventato la principale preoccupazione dei consumatori italiani (il 71% la mette al primo posto), seguito a poca distanza da cambiamenti climatici (61%), salute (53%) e reddito (50%). Nuovi bisogni, dettati dal mutato contesto economico e sociale, cui le compagnie di assicurazione hanno iniziato a rispondere, come è emerso nel corso del Festival delle Assicurazioni organizzato dal 12 al 14 ottobre da MF-Milano Finanza in collaborazione con Accenture. «C’è una forte accelerazione di trend e processi già in atto: dagli investimenti tecnologici alla ricerca di nuovi talenti passando per la spinta verso la sostenibilità e le nuove frontiere aperte dal metaverso», sottolinea Daniele Presutti, senior managing director insurance lead for Europe di Accenture.
Tutela dell’assicurato e ricerca della sostenibilità. Sono i due temi chiave dell’ultima giornata del Milano Festival delle Assicurazioni, rassegna organizzata da Class Editori in collaborazione con Assinews. In Italia il livello dei risarcimenti e dei premi – fanno notare i tanti ospiti intervenuti – è tra i più alti d’Europa. A complicare la situazione, poi, ci sono leggi ambigue e procedure macchinose, che stanno rendendo difficile la vita degli operatori del settore. La tutela dei consumatori, allora, non può che passare da una revisione normativa. Il punto di partenza? Le tabelle per il risarcimento del danno.
Saranno due-tre settimane «di passione», come dice un banchiere, quelle che il Montepaschi vivrà da lunedì 17, quando partirà l’aumento di capitale da 2,5 miliardi che dovrebbe valere la salvezza definitiva dell’istituto senese.
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L’assicurazione della responsabilità civile copre il professionista anche sulle spese di lite che l’assicurato è condannato a pagare al cliente nella causa persa per l’inadempimento nella prestazione che ha danneggiato l’assistito. L’unico limite per le spese di soccombenza è costituito dal massimale di polizza, mentre l’obbligo di manleva della compagnia non può essere ridotto soltanto perché il professionista si fa difendere da un legale di fiducia e non dall’avvocato indicato dall’assicurazione. Emerge dalla sentenza 29926, pubblicata il 13/10/2022 dalla Cassazione, III sez. civ.

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