Rassegna Stampa assicurativa 13 ottobre 2022

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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L’esigenza è accelerare questo processo non trascurando il rispetto delle norme a tutela del cliente I benefici delle nuove tecnologie? L’apertura a nuovi canali distributivi, compresi i social media
Più che una sfida la digitalizzazione è ormai un processo ben integrato all’interno del mondo assicurativo che adesso ha bisogno di velocizzarsi. L’esigenza delle compagnie italiane è infatti di accelerare il cambiamento utilizzando l’ampia gamma di tecnologie che hanno adesso a disposizione.
Assieme alla pandemia, quello cyber è il rischio globale per eccellenza. Sono le parole di Daniela D’Andrea, ceo di Swiss Re Italy, intervenuta all’evento Milano Festival delle Assicurazioni di Class Editori. Nonostante l’altissima incidenza degli attacchi informatici, secondo Pietro Franchini, vice capo del servizio studi e gestione dati di Ivass, le imprese sono poco coperte contro i rischi cibernetici. Ancora, il 60% delle aziende italiane non le ritiene delle minacce rilevanti.
L’interesse del mercato delle assicurazioni si sta concentrando in maniera sempre più pronunciata sui broker. Con gli sviluppi della tecnologia, il ruolo degli intermediari è sicuramente cambiato, ma non ha di certo perso importanza. Una tesi sostenuta con fermezza da Matteo Barbini, co-founder e managing partner di Wide group durante l’evento Milano Festival delle Assicurazioni di Class Editori. Se da un lato la digitalizzazione ha reso più efficienti alcuni processi, dall’altro non è stata in grado di sostituirsi ai consulenti che, secondo Barbini, rappresentano il vero valore aggiunto dell’offerta dei servizi assicurativi.
Il cambiamento climatico sta mettendo sotto scacco diversi settori dell’economia italiana, in primis quello agricolo. Ma nonostante i numerosi rischi a cui sono esposte, solo il 10% delle imprese agricole si assicura. Temi caldi che sono stati affrontati durante la rassegna Milano Festival delle Assicurazioni di Class Editori, dove gli esperti hanno messo in luce una soluzione che potrebbe fare al caso del settore: le polizze parametriche.
Due le principali necessità di cui hanno dibattuto alcuni esperti del comparto durante la XXII edizione dell’Insurance Day organizzato da MF-Milano Finanza in collaborazione con Accenture. La giornata apre la tre giorni del Milano Festival delle Assicurazioni, trasmesso in diretta da Class Cnbc. Maria Bianca Farina, presidente Ania, ha guardato al quadro generale del settore che, numeri alla mano, nei primi mesi del 2022 ha dimostrato una capacità di resistenza nonostante il peggioramento dello scenario generale.
L’operazione Generali-Guggenheim con annesso risiko del wealth management lungo l’asse Milano-Trieste fra Mediobanca e Banca Generali per finanziare il mega-deal del Leone? Per uno dei grandi azionisti della compagnia assicurativa, protagonisti della battaglia di fine aprile a Nordest, è solo questione di tempo. Ma alla fine si farà. Il deal però non è imminente per questioni legate ai prezzi di borsa di Banca Generali e al tema delle parti correlate.
Oggi il cda darà luce verde all’operazione che dovrebbe partire lunedì. Decisivo il ruolo di Axa che farà da anchor investor e avrà oltre il 5%. Forte impegno di Pimco. Anima verserà 25 milioni
A pochi giorni dall’insediamento del governo l’aumento di capitale di Mps arriva ai nastri di partenza evitando così che il primo dossier sul tavolo del nuovo inquilino di Palazzo Chigi, verosimilmente Giorgia Meloni, sia di tipo bancario


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  • «Morti a L’Aquila, fu anche colpa loro»
Un tragico errore (troppi allarmi notturni, troppe corse per uscire all’aperto, troppo freddo in quelle notti passate in ciabatte e pigiama magari senza una coperta…) che il giudice monocratico Monica Croci legge come un «concorso di colpa delle vittime costituendo obiettivamente una condotta incauta quello di trattenersi a dormire così privandosi della possibilità di allontanarsi immediatamente dall’edificio al verificarsi della scossa» e ciò «nonostante il notorio verificarsi di due scosse nella sera del 5 aprile e poco dopo la mezzanotte del 6 aprile, concorso che, tenuto conto dell’affidamento che i soggetti poi defunti potevano riporre nella capacità dell’edificio di resistere al sisma per essere lo stesso in cemento armato e rimasto in piedi nel corso dello sciame sismico da mesi in atto può stimarsi nella misura del 30% con conseguente proporzionale riduzione del credito risarcitorio degli odierni attori». Un azzeccagarbugli secentesco con penna d’oca, tampone e calamaio, zoppicante in bella lingua, non avrebbe potuto fare di meglio. Per capirci: una quota di responsabilità del 30% andrebbe spartita, secondo la magistrata, a metà tra i ministeri delle Infrastrutture e dell’Interno, un’altra del 30% agli «incauti» che non si precipitarono dalle scale (reazione d’istinto mille volte sconsigliata da tutti i manuali e gli esperti del pianeta perché le scale sono le prime a cedere inghiottendo i malcapitati) e «il residuo 40% agli Eredi del costruttore». Rileggiamo: «residuo». E questa è infatti l’impressione che si ricava dalla lettura del verdetto: un tentativo di ripartire qua e là i torti ponendo sullo stesso piano, alla pari, i funzionari, gli ispettori, i prefetti, i tecnici che dovevano controllare e non controllarono e le innocenti vittime della loro sciatteria, dei loro silenzi, dei loro timbri d’approvazione se non addirittura delle loro complicità.

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  • Carige, la corte Ue boccia la Bce commissariamento annullato
Con una mossa clamorosa – e senza precedenti di questa rilevanza – la Corte di giustizia dell’Unione europea ha annullato il commissariamento di Carige da parte della Bce. Una decisione che l’autorità di vigilanza aveva preso all’inizio del 2019 e che aveva portato poi portato, nel tempo, a un aumento di capitale propedeutico all’ingresso del Fondo interbancario di garanzia. E, più di recente, all’acquisizione della banca daparte di Bper. Ironia della sorte, non è stata la famiglia Malacalza, negli anni in causa con la banca (di cui era prima azionista con una quota del 27,7%), con alcuni ex amministratori nonché con lastessa Bce, a vincere il primo giudizio. È stata invece la piccola socia Francesca Corneli, titolare di un pacchetto di azioni pari allo 0,000361% del capitale, a vedersi confermare dal tribunale parte del suo ricorso; in particolare, l’annullamento del commissariamento per un errore di diritto (la sentenza non entra nel merito) per i presupposti della decisione in base al Diritto comunitario invocato da Bce. «C’è molta soddisfazione per tutti gli azionisti più piccoli e più grandi che per anni hanno sostenuto molti aumenti di capitale e sono poi stati obbligati a essere ex azionisti», ha commentato Corneli. Che, nell’assemblea Carige del 20 settembre 2019, aveva promosso una raccolta deleghe di voto.

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