L’industria manifatturiera cresce oltre le attese: +2,1%

di Luca Carrello

Anche nel 2022 l’industria manifatturiera del Paese continua a crescere e conferma di essere il punto di forza del sistema economico italiano. Lo rivela il Rapporto Analisi dei settori industriali, presentato da Intesa Sanpaolo insieme a Prometeia. Dallo studio emerge come il fatturato – a prezzi costanti – delle imprese manifatturiere dovrebbe aumentare nell’anno del 2,1% su base tendenziale. «Un tasso rivisto al rialzo rispetto alle stime di maggio e decisamente robusto dopo il rimbalzo prossimo al 16% dello scorso anno», si legge nel report. Una spinta importante viene dall’inflazione, che sosterrà ancora il fatturato a prezzi correnti: la crescita tendenziale, in questo caso, sarà del 25,2%.

L’aumento dei prezzi influirà anche sugli utili netti del 2022, che saliranno del 22%. Per il complesso manifatturiero, quindi, i profitti aggiuntivi saranno quasi 11 miliardi, che si sommano ai 50 miliardi registrati nel 2021. Una crescita che però non durerà. I buoni risultati del 2022 celano il forte rallentamento dell’attività industriale degli ultimi mesi dell’anno. «Il fenomeno è destinato a proseguire nella prima parte del 2023 – viene spiegato nel rapporto -, e spingerà il fatturato manifatturiero italiano verso una contrazione media, l’anno prossimo, vicina all’1% a prezzi costanti. Provocherà anche un ridimensionamento della crescita a prezzi correnti, che scenderà al +4,2%». Sulle imprese del Paese pesano la riduzione della domanda, provocata dallo shock inflattivo, e la crisi energetica rafforzata dal conflitto in Ucraina. «Il vero rallentamento dell’economia italiana comincia adesso, nel quarto trimestre, e proseguirà l’anno prossimo», rivela Gregorio De Felice, chief economist e responsabile studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. «Dovremo aspettare la fine del 2023 per vedere qualche segno di ripresa, che si consoliderà nel 2024. Ne siamo convinti perché ci sono già i primi indizi di rallentamento dell’inflazione. Negli Stati Uniti il picco sembra essere oramai alle spalle, mentre nell’Ue lo raggiungeremo nei primi mesi del 2023». (riproduzione riservata)
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