Generali-Guggenheim? Accontenterebbe tutti

L’operazione Generali-Guggenheim con annesso risiko del wealth management lungo l’asse Milano-Trieste fra Mediobanca e Banca Generali per finanziare il mega-deal del Leone? Per uno dei grandi azionisti della compagnia assicurativa, protagonisti della battaglia di fine aprile a Nordest, è solo questione di tempo. Ma alla fine si farà. Il deal però non è imminente per questioni legate ai prezzi di borsa di Banca Generali e al tema delle parti correlate. Ma c’è da dire che l’operazione sarebbe win-win per tutti, con Caltagirone e Delfin che alzeranno il tiro per riuscire a strappare un accordo a Mediobanca grazie al quale ottenere l’uscita di Piazzetta Cuccia dal capitale del Leone. Alla fine, l’imprenditore romano e il presidente di Delfin Francesco Milleri avrebbero campo libero sulle Generali. La compagnia crescerebbe, come da piano, nell’asset management negli Usa con una grande acquisizione che porterebbe in dote 290 miliardi di dollari di asset in gestione. E Mediobanca si rafforzerebbe molto nel wealth management e nei ricavi commissionali, realizzando la grande operazione transformational, anche qui come da piano industriale (che scade come il board fra un anno). In più, Alberto Nagel disinnescherebbe l’ostilità dei due grandi azionisti in assemblea. (riproduzione riservata)

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