Cdp fa mistery shopping a Poste

di Anna Messia
Indagini negli uffici postali e via web sul gradimento dei prodotti, che valgono 1,6 miliardi di commissioni l’anno
Controllori mascherati da clienti. Sono quelli che, incaricati da Cassa Depositi e Prestiti, potranno entrare negli uffici postati per valutare, sul campo, «l’esperienza di sottoscrizione» di buoni e i libretti postali. Il gruppo guidato da Dario Scannapieco ha deciso di avviare un’indagine di mercato a 360 gradi sul risparmio postale emesso da Cassa e collocato in via esclusiva da Poste Italiane. Il ballo non c’è solo il cosiddetto «mistery shopping». Cdp, allo stesso tempo, vuole anche sondare come avviene la vendita di questi prodotti sui canali digitali. Oltre che misurare il gradimento tra i risparmiatori, e il relativo mercato potenziale, del nuovo libretto smart. Proprio in questi giorni Cassa Depositi e Prestiti ha pubblicato il documento di gara per individuare le società che verranno incaricate dell’indagine di mercato, con un mandato triennale e tre bandi che, complessivamente, valgono 1,55 milioni di euro.

Del resto la raccolta dei buoni e dei libretti, emessi da Cassa Depositi e Prestiti (con la garanzia dello Stato) e distribuiti da Poste è un’attività fondamentale per entrambi i gruppo. Cdp, in particolare, utilizza quella liquidità, risparmio degli italiani, per finanziare progetti utili al sostegno e alla crescita economica del Paese. Mentre Poste Italiane (di cui Cassa detiene il 35% del capitale) dalla vendita dei buoni e dei libretti ricava una fetta decisamente importante delle commissioni incassate ogni anni per la distribuzione di prodotti finanziari. L’ultimo accordo firmato tra i gruppi sottoscritto a dicembre dello scorso anno, valido retroattivamente da gennaio 2021 fino a fine 2024, prevede in dettaglio commissioni minime di 6,4 miliardi (1,6 miliardi l’anno) e un massimo di 7,4 miliardi (1,8 miliardi). Cifre monstre ed entrambi in gruppi lavorano da sempre in sinergia per mantenere flussi consistenti. Con questo obiettivo in mente Cdp, lo scorso giugno, ha deciso per esempio di alzare il rendimento di prodotti come il buono 3×4 (fino a 12 anni), e ordinario, e 4×4 (fino a 16 anni), rispettivamente al 2% per i primi due e al 3% per il terzo, mantenendo alta l’attrazione su questi strumenti in un contesto di rialzo dei tassi e di inflazione. E si è aggiunto il libretto supersmart, con un rendimento dei 2% e una durata di 270 giorni, dedicato alla nuova liquidità.

Ma il nuovo scenario ha comunque inevitabilmente iniziato ad impattare il settore visto che nei primi sei mesi dell’anno il comparto ha registrato una raccolta netta negativa di -7,3 miliardi, rispetto al -2,66 miliardi dello stesso periodo 2021. In particolare sui libretti che hanno avuto deflussi di 6,1 miliardi rispetto ai -1,5 miliardi del primo semestre 2021, «dovuta ad una minor capacità di risparmio della clientela legata al particolare contesto economico nazionale e internazionale, nonché alla dinamica di un’alta inflazione nel periodo», si legge nel bilancio semestrale di Poste. Dove si aggiunge però che il confronto con il primo semestre 2021 non è omogeneo, visto che allora, per effetto delle disposizioni correlate all’emergenza sanitaria, «erano stati accreditati sei ratei pensionistici rispetto ai cinque del 2022». Mentre sui Buoni fruttiferi il deflusso si è ridotto da -1,5 a -1 miliardi. Il risultato dell’indagine di mercato servirà di certo come base di lavoro per affinare l’offerta. (riproduzione riservata)
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