PER LA TEDESCA CDP LO 0,5% DI 27.000 MILIARDI GESTITI È IN LINEA CON GLI ACCORDI DI PARIGI
di Francesco Bertolino
A dispetto dei proclami e della raccolta record soltanto 158 fondi di investimento rispettano gli accordi di Parigi sul clima. La tedesca Carbon Disclosure Project ha analizzato i portafogli di 16.500 prodotti di gestori con un patrimonio di 27 mila miliardi di dollari, rappresentativi di un terzo dell’industria del risparmio mondiale. Secondo la non-profit, il risultato è «preoccupante»: solo lo 0,5% di questi attivi è in linea con l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 °C. Al contrario, le partecipazioni di oltre 8 mila fondi si attestano a una temperatura di oltre 2,75 °C. «Nonostante stiano aumentando gli impegni alle zero emissioni da parte del settore finanziario, la verità è che nemmeno l’1% degli attivi gestiti è attualmente allineato agli Accordi di Parigi», ha sottolineato Laurent Babikian, joint global director Capital Markets di Cdp, ricordando che quest’anno fondi sedicenti sostenibili hanno attratto circa la metà della raccolta europea. «Il mercato dell’asset management riflette l’economia reale», ha sottolineato. «Ingenti quantità di capitali devono ora spostarsi per essere allineati all’obiettivo 1,5 °C, ma non possono perché le ambizioni del settore industriale sono troppo modeste».

In ultima analisi, infatti, l’allarme sul greenwashing lanciato dai ricercatori riguarda le società quotate, la materia prima dell’industria del risparmio. Si tratta di un giudizio di un certo peso perché Google ha scelto proprio Cdp come fornitore dei punteggi Esg che verranno mostrati sul motore di ricerca accanto all’andamento dei titoli. Presto inoltre il colosso di Mountain View consentirà agli utenti di misurare la sostenibilità dei loro portafogli, aggregando i rating sulle varie compagnie ed estraendo un giudizio verde complessivo. Da qui a offrire direttamente consulenza finanziaria il passo è breve e infatti nel prossimo futuro comincerà a presentare «opzioni aggiuntive d’investimento sostenibile» per i portafogli individuali. Da qui il grande interesse per i punteggi di Cdp, che di recente ha lanciato una campagna per chiedere alle imprese maggior trasparenza sulle emissioni. All’iniziativa hanno aderito fra gli altri Allianz, Amundi, Cathay Financial, Crédit Agricole e Legal & General, impegnate ad ampliare la l’offerta sostenibile anche per rispondere alla crescente concorrenza.

Proprio ieri l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore ha annunciato il lancio di un nuovo asset manager promettendo di rivoluzionare il modello di investimento. Il gestore, co-fondato dall’ex Goldman Sachs David Blood, avrà come mandato investire in tecnologie utili per mantenere il riscaldamento globale sotto gli 1,5 °C e privilegerà la lotta al cambiamento climatico rispetto ai profitti a breve termine. Anche se non è chiaro come questo proposito si tradurrà in scelte di portafoglio, l’asset manager può già contare sul sostegno finanziario di Microsoft, del fondo sovrano irlandese, della fondazione Ikea e dell’altro gestore di Al Gore, Generation Investment Management, forte di un patrimonio di 36 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)
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