RC sanitaria: in calo l’autoritenzione nelle strutture pubbliche

RC sanitaria: nel 2019 i fondi accantonati per la prima volta diminuiscono dopo 6 anni

Le strutture sanitarie possono gestire internamente, in tutto o in parte, il rischio da
RC sanitaria. Le strutture che optano per questa soluzione costituiscono fondi
specificamente destinati a risarcire i pazienti che hanno subito errori sanitari, alimentati da
accantonamenti annuali.

Nel corso del 2019 – secondo quanto emerge dalla statistica pubblicata dall’Ivass – le strutture sanitarie pubbliche hanno accantonato fondi per un importo complessivo di 421,1 milioni di euro, in diminuzione rispetto al 2018 (–17,5%): prosegue quindi la riduzione rilevata a partire dal 2018, che fa seguito alla significativa crescita osservata nel periodo 2013-2017. La flessione ha riguardato le strutture di tutte le aree del paese e ha interessato sia quelle che erogano direttamente l’assistenza sanitaria (–15,9%) sia le amministrazioni regionali (–29,9%).

L’ammontare dei fondi complessivamente accantonati nel 2019 è pari a 2.147,9 milioni di euro, in lieve calo rispetto al 2018 (–2,6%), dopo 6 anni consecutivi di crescita. La flessione registrata riflette la riduzione dei fondi accantonati dalle strutture sanitarie (–3,4%), non compensata dal lieve incremento osservato per le amministrazioni regionali
(+2,0%), la cui incidenza relativa sui fondi di copertura complessivi passa dal 16,3% al 17,1%.

Si evidenziano differenze nell’accumulazione dei fondi tra le singole aree geografiche: il Nord continua a registrare una crescita (+4,9%) dei fondi di copertura (sebbene in decelerazione rispetto agli anni precedenti), in controtendenza rispetto alla flessione delle altre aree del Paese.

A livello territoriale più disaggregato, anche per il 2019 il Veneto è la regione con i maggiori
accantonamenti (22,2% del totale, per un importo di 93,5 milioni, tav. 4), seguita dalla Lombardia (72,2 milioni) e dalla Campania (61,8 milioni). Sono in forte diminuzione gli accantonamenti del Lazio (pari a 22,6 milioni, rispetto ai 60,8 milioni del 2018).

In rapporto al numero di abitanti, la consistenza maggiore dei fondi accantonati si registra per l’Umbria (76,1 euro per abitante), seguita dal Veneto (72 euro per abitante), dalla Sicilia (60,6 euro) e dalla provincia autonoma di Trento (57,4 euro).

Accantonamenti per l’auto-ritenzione del rischio e premi per la RC sanitaria delle strutture pubbliche a confronto

Gli accantonamenti e i premi pagati alle imprese assicurative per i rischi da RC sanitaria delle strutture (sia pubbliche sia private) sono grandezze finanziarie in qualche misura confrontabili, essendo risorse stanziate annualmente a fronte dello stesso rischio, gestito internamente (con gli accantonamenti) o tramite ricorso al mercato (con i premi).
Se si guarda alle sole strutture pubbliche, tra il 2014 e il 2019 il valore degli accantonamenti è stato sempre superiore a quello dei premi e il rapporto tra le due grandezze è passato nel periodo considerato dal 138,8% al 181,9%, pur non seguendo un trend costante di crescita.

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