Rassegna Stampa assicurativa 4 ottobre 2021

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali


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E’nulla, per frode alla legge, la clausola prevista nell’ambito di un contratto di agenzia che imponga la corresponsione di una penale di rilevante entità in caso di violazione dell’obbligo di mantenere in essere il rapporto per un periodo stabilito, pregiudicando in misura significativa la facoltà di recedere di una delle parti.
Questo il principio espresso dalla Corte di cassazione con l’ordinanza numero 24478 del 10 settembre 2021.
La vicenda origina da una causa tra una banca ed un promotore finanziario, che aveva risolto il mandato sostenendo un’asserita inadempienza della preponente. In primo grado, accertata l’inesistenza della giusta causa di recesso, l’agente era condannando al pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso.
In materia di danno iatrogeno (pregiudizio alla salute), la liquidazione va fatta sottraendo «dal risarcimento dovuto solo l’eventuale eccedenza dell’indennizzo Inail rispetto al controvalore monetario del danno-base»: sono queste le conclusioni cui è giunta la III sezione civile della Cassazione nella sentenza 26117/2021, intervenendo sui ricorsi di un’azienda per l’assistenza sanitaria ed un soggetto danneggiato avverso la decisione della Corte di appello
Se si appalta, scelta accurata e monitoraggio costante, perché scattano le manette e le sanzioni 231: è quanto emerge dalla sentenza n. 33595 del 10 settembre scorso, con cui la quarta sezione penale della Cassazione ha chiamato a rispondere sul piano penale, nonché ex dlgs 231/2001, l’impresa committente per l’incidente occorso al dipendente della ditta appaltatrice. La Cassazione ha, infatti, ritenuto il committente titolare di una autonoma posizione di garanzia idonea a fondare la sua responsabilità per il suddetto infortunio, sia per la scelta dell’impresa sia in caso di omesso controllo dell’adozione, da parte dell’appaltatore, delle misure di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

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  • Pensioni e inflazione servono 4 miliardi per le rivalutazioni
Altro che proroga di Quota 100 e Super Ape sociale. Il pacchetto pensioni che finirà nella prossima legge di bilancio dovrà prevedere innanzitutto un’altra, ineludibile, posta: la rivalutazione di 22,8 milioni di assegni previdenziali all’inflazione. E non sarà un capitolo leggero, visto che l’aumento dei prezzi nel 2021 – la cui fiammata in coda d’anno è ormai evidente: dalle bollette di luce e gas al carrello della spesa – si candida a essere il più alto degli ultimi nove anni. Se alla fine il tasso di inflazione per il 2021 sarà dell’1,5% – come stima la Nadef, il documento di economia e finanza appena aggiornato dal governo – in manovra dovrebbe finire una cifra attorno ai 4 miliardi per adeguare le pensioni nel 2022. E soprattutto un metodo per distribuirli, visto che quello triennale approvato dal primo governo Conte (M5S-Lega) nel 2019 scade il prossimo 31 dicembre. Dal primo gennaio 2022, senza correttivi, si torna ai tre “scaglioni Prodi”, molto più convenienti per i pensionati. Meno per i conti pubblici. Lasciare tutto com’è – le 7 fasce gialloverdi poi diventate 6 – costerebbe “solo” 3,9 miliardi, tornare a Prodi 4,4 miliardi: mezzo miliardo di differenza, non poco.

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  • Dalle Generali a Mediobanca il dilemma delle liste dei cda
Lo scontro sul gruppo assicurativo e sulla banca d’affari ha messo in luce le contraddizioni fra la presenza di soci forti e il metodo che lascia al consiglio la scelta dei successori, rendendo più evidente l’esigenza di spazi per le minoranze
  • “Avanti con gli acquisti di azioni la battaglia è appena cominciata”
I pattisti puntano a incrementare le quote nelle Generali e a mettere sotto assedio Nagel con l’obiettivo di cambiare il cda di Mediobanca tra due anni
  • In ufficio e da casa, il lavoro ibrido è sotto attacco del cyber cime
L’asse digitale, tra il luogo di impiego e l’abitazione, dove si confondono dati sensibili professionali e personali, si rivela terreno fertile per assalti di hacker sempre più agguerriti. Tra i moventi degli attacchi l’estorsione di denaro continua a fare la parte del leone, seguita dallo spionaggio industriale e in quote minime dall’attivismo civile e politico e dagli attacchi alle infrastrutture statali
  • Servizi su misura, fascicoli elettronici la sanità integrativa è la nuova frontiera
Il progetto Unipol. Oggi le prestazioni per la salute vengono offerte da una platea molto diversificata. Le esigenze sono cambiate con il Covid. Serve un’alleanza tra pubblico e privato, a partire dalle banche dati

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  • Jet privato precipita dopo il decollo Otto morti, c’è anche un bambino
a caduta è verticale. A quasi 4 minuti dal decollo. Chi vede l’aereo passare sopra ai palazzi dell’Eni a San Donato. Chi scorge le fiamme uscire dal motore. Chi sente un sibilo, poi un boato e vede la palazzina Atm in ristrutturazione, e per questo vuota, avvolta in una palla di fuoco.

  • Mediobanca-Generali. La storia infinita
Si dovrà attendere sino alla fine del prossimo aprile, quando a Trieste andrà in scena l’atto finale: l’assemblea delle Generali che voterà l’elezione del nuovo consiglio di amministrazione. Da qui a lì, sette mesi che si annunciano caldi più di questo inizio d’ottobre. La trama è complessa, ricca di intrecci. Due dei protagonisti di oggi, Leonardo Del Vecchio e Francesco Gaetano Caltagirone, per 15 anni hanno trovato ottimi accordi in Mediobanca. Con Piazzetta Cuccia come consulente, hanno emesso titoli, trattato società, pensato alle strategie di mercato. Erano affiancati anche dal gruppo Benetton, che però dopo il disastro del ponte Morandi si è chiamato fuori dal palcoscenico, tanto che il 31 dicembre uscirà anche dal patto di consultazione.