Con i porti bloccati si rischia una Suez all’italiana

LE PROTESTE PER IL GREEN PASS CHE PARTONO DA TRIESTE POTREBBERO DANNEGGIARE L’ITALIA RISPETTO AGLI ALTRI ATTRACCHI EUROPEI
di Anna Messia
Chi si occupa in azienda della gestione dei rischi sta già iniziando a valutare i possibili effetti del blocco dei porti italiani per le proteste contro l’obbligo di green pass che scatterà oggi per tutti i lavoratori. Una situazione che potrebbe replicare, questa volta con un copione tutto italiano, quanto avvenuto a marzo scorso nel Canale di Suez quando, l’incidente di un porta conteiner arenato bloccò per giorni il collegamento tra il Mediterraneo e il Mar Rosso costringendo le aziende a dirottare le merci su rotte alternative, con un aggravio dei costi e un allungamento dei tempi. «Nell’incertezza rispetto alla durata e alla diffusione della crisi su altri porti, le società stanno iniziando a valutare la possibilità di cambiare rotta delle merci, per evitare il rischio di un blocco delle loro attività produttive», dice a MF-Milano Finanza Carlo Cosimi, presidente di Anra, l’associazione dei risk manager e dei responsabili delle assicurazioni aziendali. Polizze assicurative per coprirsi dai rischi di blocco delle attività conseguenti a proteste o scioperi (senza un danno diretto) non ce ne sono sul mercato, e ai risk manager non resta che gestire il rischio trovando soluzioni che limitino i possibili danni. La protesta, come noto, è partita da Trieste ma potrebbe estendersi nei prossimi giorni anche ad altri porti italiani, da Genova a Livorno passando per Cagliari e Gioia Tauro. «Una situazione che si aggiunge a tensioni già presenti sul mercato per l’aumento dei prezzi delle materie prime e più in generale per l’inasprimento dei prezzi del trasporto merci. Una situazione che potrebbe penalizzare pesantemente l’Italia, porta di accesso del Mediterraneo, a vantaggio di altri porti europei. Le imprese potrebbero riprogrammare le rotte commerciali su porti del Nord Europa», dice. Oggi quindi è il giorno X per le imprese che potranno valutare concretamente effetti delle proteste ed eventuali contromisure, mentre per quanto riguarda l’adozione in azienda di sistemi per verificare che i lavoratori siano dotati di green pass il sistema è pronto. «Le imprese hanno avuto il tempo di prepararsi. Dalla pandemia, se c’è un aspetto positivo, le imprese hanno imparato a gestire le proprie emergenze e rischi in maniera più efficace», conclude. (riproduzione riservata)
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