Perché l’accesso alla pensione è legato alla speranza di vita?

PREVIDENZA 

E se quest’ultima diminuisse?

Autore:  Alberto Cauzzi e Maria Elisa Scipioni
ASSINEWS 334 –ottobre 2021

Inizialmente con la Riforma varata nel 2009 dall’allora Ministro del welfare Sacconi, e successivamente perfezionato dalla L. 214/2011, è stato introdotto un nuovo e importante principio a garanzia della sostenibilità del sistema previdenziale: l’automatico adeguamento dei requisiti minimi di pensione all’effettiva speranza di vita dei neo-pensionati.

La misura dell’aumento viene stabilita da un’apposita rilevazione Istat sulla speranza di vita all’età di 65 anni.
Il primo adeguamento si è avuto a gennaio del 2013, per effetto del decreto direttoriale del 6 dicembre 2011, quando già era in pieno vigore la riforma Fornero e tutti i requisiti di età e di contribuzione furono incrementati di tre mesi.

Il secondo incremento fu di quattro mesi e interessò le pensioni maturate a partire dal 2016; il terzo per effetto del decreto direttoriale del 5 dicembre 2017 fu di 5 mesi a partire dal 1° gennaio 2019.
Da questa data in poi gli adeguamenti avranno cadenza biennale: 2021, 2023, 2025…

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